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Scritto da R3wu0, 1 Febbraio 2018 00:00 6 minuti

Storia degli Artefatti: Brandicenere

L’arma che andremo a conoscere oggi è la leggendaria Brandicenere, la spada dei Paladini Castigo che ha plasmato il destino stesso di Azeroth.

[img-l:1kh2j27d]https://i.imgur.com/1lMxGvj.jpg[/img-l:1kh2j27d]Possiedi una tra le armi più iconiche e rinomate di sempre. Un tempo rovina dei Non Morti, fu anche per un breve periodo risorsa fondamentale per il Flagello; Brandicenere si rivelò cruciale per la caduta e l’ascesa di Re, Imperi, viventi e non viventi. Fu impiegata dal Bene e dal Male, e ora è nelle tue mani. Usala con saggezza.

Parte Prima
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Pochi manufatti o reliquie possono rivaleggiare con la leggendaria storia di Brandicenere. Le sue origini risalgono alla Seconda Guerra tra Orchi e Umani. Là, sul campo di battaglia, il grande Alexandros Mograine entrò in possesso di un globo oscuro. Nonostante la convinzione che quell’artefatto fosse incarnazione tangibile di oscurità e malvagità, Alexandros era certo che sarebbe potuto diventare uno strumento del Bene. La visione di Alexandros sarebbe divenuta realtà, e quel manufatto sarebbe diventato la Brandicenere.

Parte Seconda
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Si narra che nelle profondità di Forgiardente, Brandicenere fu creata dal Re dei Nani Magni Barbabronzea, fabbro di somma levatura. Per Re Magni erano tempi cupi, poiche’ ancora piangeva la perdita del fratello Muradin. La leggenda vuole che Magni infuse tutta la sua rabbia e il suo dolore nella forgiatura di Brandicenere, dando vita a un’arma di incredibile potenza, ispiratrice di vendetta e devastazione.

Parte Terza
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Quando dovette affrontare le legioni di Non Morti, il Gran Signore Alexandros Mograine li distrusse con facilità. La lama di Brandicenere sembrava un’estensione delle sue carni, uno strumento di distruzione pura, letale e bellissimo. Dopo aver falcidiato innumerevoli soldati del Flagello, sul campo non restavano altro che ossa bruciate e ceneri fumanti. Cosi la lama prese il nome di Brandicenere.

[center:1kh2j27d][/center:1kh2j27d]by Tonywash on DeviantArt

Parte Quarta
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Nelle mani di Alexandros Mograine, Brandicenere calò furiosa sulle schiere del Flagello, decimando i Non Morti in una misura oltre l’immaginabile. Nel corso del tempo l’uomo e la lama divennero una cosa sola. Brandicenere divenne un nome leggendario, attribuito tanto alla terribile arma quanto al coraggioso cavaliere che la brandiva.

Parte Quinta
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Dalla testimonianza di Fierasponda, consigliere del Gran Signore Alexandros Mograine, poco prima della sua esecuzione:

Eravamo fuori da Stratholme quando i Non Morti ci circondarono. Erano in un numero imprecisato. Si abbattevano su di noi senza tregua, ma Alexandros non cedeva di un passo. Indomito, fiero, una roccia contro la quale si infrangevano le empie creature. Ma non fu il Flagello a uccidere Alexandros. La mano che lo uccise fu quella del figlio Renault, che prese Brandicenere e la conficcò nella schiena del padre“.

Parte Sesta
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Un resoconto della battaglia di Naxxramas di Darion Mograine, come raccontato ad Atticus Krohl:

Nelle profondità dell’eterea cittadella oscura di Naxxramas scoprii che cosa realmente accadde a mio padre. Lo spirito di Alexandros venne torturato e spezzato, fino a venir rianimato come Cavaliere della Morte, in difesa di quello stesso Flagello che aveva promesso di distruggere. Lo privarono del buono che c’era in lui, lasciando un guscio vuoto, marcio e amareggiato. Per difendere la mia stessa vita fui costretto a porre fine alla sua esistenza maledetta. O almeno così pensavo. La lama che vedi, Brandicenere, mi parlava con la voce di mio padre“.

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Parte Settima
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Dal Liber Monasterium:

“E fu cosi che Darion Mograine, guidato dalla voce del padre, portò Brandicenere al Monastero Scarlatto, e qui apprese del tradimento del fratello Renault. Il fantasma vendicativo di Alexandros Mograine si levò da Brandicenere. Renault implorò il perdono ma la risposta fu un feroce fendente che gli staccò la testa dal corpo. “Sei perdonato“, disse quindi lo spirito di Alexandros”.

Parte Ottava
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Tratto da “La Battaglia per la Cappella della Luce“:

“I valorosi soldati della confraternita Alba d’Argento si radunarono alla Cappella della Luce contro le infinite armate del Flagello. La battaglia entrò nel vivo, ma per quanto lottassimo con tutto il nostro coraggio sembrava non ci fosse alcuna speranza di vittoria. Nella nostra ora più cupa, nel tentativo di liberare l’anima tormentata del padre, Darion Mograine trafisse se stesso con Brandicenere. Fu allora che le anime degli innumerevoli campioni sepolti sotto la Cappella della Luce si manifestarono in un’esplosione di pura Luce. In quell’istante, i nostri nemici furono sconfitti.

Parte Nona
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d][img-r:1kh2j27d]https://i.imgur.com/ZFWd4LI.jpg[/img-r:1kh2j27d]Ci sono dozzine di testimonianze della Seconda Battaglia per la Cappelia della Luce. Per quanto vi siano delle prevedibili differenze, tutte concordano su alcuni punti. Molti anni dopo il suo sacrificio durante la Prima Battaglia per la Cappella della Luce, Darion Mograine tornò…ma questa volta come conquistatore, Cavaliere della Morte al servizio del Re dei Lich. Affrontò colui che era stato un tempo suo alleato, l’ex Cavaliere della Mano d’Argento Tirion Fordring. Darion ebbe la peggio, nonostante l’arrivo improvviso del Re dei Lich in persona, Arthas. In quello che sembrò un atto di pentimento, Darion lanciò Brandicenere a Tirion, che la purificò con il suo tocco. Tirion concentrò quindi i suoi sforzi sul Re dei Lich, che infine fu costretto a ritirarsi dopo aver subito un singolo, possente colpo da Brandicenere.

Parte Decima
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]Dopo la Seconda Battaglia per la Cappella della Luce, Brandicenere rimase in possesso di Tirion Fordring, Gran Signore della Crociata d’Argento. Per individuare i più grandi campioni di Azeroth, Tirion indisse un torneo conosciuto con il nome di Torneo d’Argento. Alla fine, la Crociata d’Argento di Tirion sfondò i cancelli della Rocca della Corona di Ghiaccio, baluardo del Re dei Lich. Durante l’assedio, Tirion strinse un accordo con Darion Mograine e i suoi Cavalieri della Spada d’Ebano dando vita al Verdetto Cinereo, un nuovo ordine votato alla distruzione del Re dei Lich.

Parte Undicesima
[hr:1kh2j27d][/hr:1kh2j27d]L’assalto finale alla Rocca della Corona di Ghiaccio è ancora oggi una tra le campagne militari più leggendarie della storia di Azeroth. Marciando al fianco dei più grandi campioni di quel tempo, Tirion Fordring proseguì la sua crociata contro il Flagello, pianificando un imponente attacco contro la fortezza del Re dei Lich.
A Nordania Tirion affrontò nuovamente Arthas, e tutto cadde in silenzio mentre l’eco del fragore delle loro lame risuonava sulle distese ghiacciate. Al culmine di una battaglia frenetica, Brandicenere frantumò l’infame spada di Arthas, Gelidanima, con un singolo, poderoso colpo.
Arthas venne sconfitto e Brandicenere trovò posto tra le armi più celebrate e ammirate di Azeroth.

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