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starcraft terrran lore
Scritto da Zarth, 16 Giugno 2019 13:00 5 minuti

Starcraft: l’alba dei terrestri

Mi scuso per l’attesa, ma al tavolo cinque mi hanno versato un intero boccale di Birra sopra uno dei miei mazzi da collezione di Hearthstone, una vera sfortuna! Spero che non me ne combinino altre.
Dunque dove eravamo rimasti con il racconto?
[…]
Ah si! All’esilio dei ribelli Protoss, i templari oscuri.
A questo punto possiamo permetterci di spostare i riflettori su qualcosa che ci sembrerà più familiare. Non lontano nella galassia infatti il popolo dei Terrestri stava vivendo un periodo di grande crisi: ma andiamo con ordine.


Un nuovo inizio per i Terrestri

Questa storia inizia parecchio lontano dal settore in cui hanno preso vita le precedenti vicende Protoss e Zerg.
Ci troviamo su una Terra futuristica intorno all’anno 2200. La civiltà vantava di grandissime innovazioni tecnologiche in grado di oltrepassare la nostra immaginazione.
Impianti cibernetici, reattori e molto altro erano all’ordine del giorno: il potenziamento delle attività umane rappresentava una chiave per l’evoluzione ottimizzata al 100%. Naturalmente non mancavano i problemi legati ad uno sviluppo poco rispettoso verso l’ambiente, come l’inquinamento e la mancanza di energia dovuta ad un esaurimento delle materie prime come il petrolio. A tutto questo si aggiungeva una sovrappopolazione incontrollata, che non faceva che creare tensione tra i popoli causando guerre e caos. Sul mercato nero iniziavano a comparire un gran numero di testate nucleari, come se fossero armi normali e legittime da utilizzare in caso di necessità. Grazie a questi commerci anche i Paesi meno potenti ebbero la possibilità di mettere in ginocchio grandi potenze come gli Stati Uniti d’America e la Russia.
Dopo questi conflitti, sulle ceneri dell’ormai defunta ONU venne fondata la LPU (Lega delle Potenze Unite), che avrebbe dovuto segnare un cambiamento radicale per l’umanità. L’obiettivo di tale organizzazione era l’unione di tutti gli stati del mondo in un unica nazione, per prevenire problemi e garantire sicurezza ai cittadini. Proprio come successe con i Protoss, ad alcuni ribelli non piaceva l’idea di unirsi sotto un unica bandiera che avrebbe potuto limitare le loro scelte. Per questo motivo la LPU intraprese una lunga campagna che, dopo qualche tempo, mise a tacere queste opinioni, riuscendo così a creare un clima più sereno sulla Terra.

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Uno dei progetti più ambiziosi di questo nuovo organismo era sicuramente quello legato alla colonizzazione spaziale di altri pianeti. Era evidente che le risorse terrestri fossero ormai agli sgoccioli: un nuovo mondo su cui appoggiare i piedi sarebbe stato di grande aiuto.
Grazie ai grandi sforzi intrapresi, dopo pochi decenni l’umanità riuscì ad espandersi sulle prime colonie all’interno del sistema solare; un grande passo avanti, direte! Ma questo è niente a confronto di ciò che avevano in mente. Lo scienziato Doran Routhe iniziò un lungo studio alla ricerca di pianeti più lontani da colonizzare, e dopo un tortuoso percorso di attente analisi riuscì a guadagnarsi la fiducia della LPU per avere il via libera. I rischi della missione non erano pochi; per questo motivo decisero di comune accordo di non mandare delle persone qualunque nello spazio profondo, bensì delle cavie. Queste persone erano considerate un rifiuto della società, in quanto carcerati o nemici politici delle potenze unite. Fra di loro si scelsero quelli con il fisico più idoneo alla missione, in modo da evitare ogni problema legato al clima del nuovo pianeta.
Tra tutti i mondi scelsero Gantris VI dalla costellazione di Alfa Centauri, un sistema solare altamente conveniente, data la sua incredibile vicinanza con la Terra. Nessuno aveva mai visto delle navi spaziali così grosse, alte, lunghe e larghe centinaia di metri. Furono costruite ben quattro di queste grandi opere, completamente automatizzate e controllate da un’unica intelligenza artificiale denominata ATLAS.
Dotate di reattori nucleari avanzatissimi per la produzione di energia, sarebbero potute viaggiare per decenni senza rimanere a secco. Per l’equipaggio furono installate ben 40.000 camere criogeniche per l’ibernazione che sarebbe durata per tutto il viaggio. Il percorso sarebbe dovuto durare soltanto un anno, momento in cui ATLAS avrebbe trovato il nuovo pianeta ed interrotto la sospensione sotto ghiaccio dei passeggeri.

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Ma quando mai in un racconto degno di nota fila tutto liscio come l’olio? Durante il viaggio ci fu qualche piccolo problema, chiaramente! Il computer di bordo andò in errore, perdendo tutti i dati riguardanti i passeggeri e la rotta scelta da Doran Routhe: delle quattro navi non ebbero più notizie.
Per la fortuna dei passeggeri rimasero funzionanti il sistema di emergenza ed il sistema di ibernazione, che continuarono a tenerli in vita sospesa. La nave viaggiò indisturbata per circa 30 anni, percorrendo molta più distanza rispetto a quella prevista, finché i sistemi di emergenza non entrarono in gioco. I reattori stavano esaurendo la loro energia rischiando lo spegnimento ed il collasso: l’essere arrivati lì era già un miracolo.
Conscio di questo problema, ciò che rimaneva di ATLAS si decise a sondare lo spazio vicino alla ricerca di pianeti che si sarebbero potuti prestare ad un atterraggio di fortuna. Qualcosa di incredibile ed inaspettato stava per accadere… Ma per questo dovrai aspettare la prossima puntata!


Eh sì, purtroppo anche per oggi è l’ora di chiudere, caro viandante. Come vedi ho tutti i tavoli vuoti ormai da un pezzo. Se vuoi ti posso offrire ancora uno shot per dimostrarti la mia gratitudine: non sono in tanti ad avere tutta questa curiosità per il mondo di Starcraft.
Sei invitato anche la prossima settimana nella mia locanda; offrirò di nuovo io, alla prossima!

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