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Scritto da Meriel, 21 Aprile 2016 00:00 4 minuti

La storia di Li-Ming, la maga ribelle

[hr:1e81wnym][/hr:1e81wnym]«Io sono una maga, e io proteggerò il mondo, se gli arcanisti non lo faranno.»
—Li-Ming

Gli abitanti di Sanctuarium sanno, con loro grande disappunto, quanto maghi e caos spesso arrivino di pari passo. Pur comprendendo perfettamente le preoccupazioni della gente comune, Li-Ming non si è mai pentita della scia di distruzione che è solita lasciarsi alle spalle. La giovane si diletta a lanciare incantesimi devastanti a distanza e teletrasportarsi subito dopo per contrastare i contrattacchi nemici. Se anche i più incauti sono portati a temere questo tipo di potere, al contrario Li-Ming domina le forze arcane dell’universo con una sicurezza e capacità senza pari.

Nata a Xiansai, Li-Ming fu portata al Santuario degli Yshari dall’incantatrice Isendra all’età di 7 anni. Valthek, gran consigliere dei Vizjerei e sommo arcanista di quel luogo, la prese come sua discepola personale, dopo averla scoperta a curiosare negli archivi proibiti e imparare magie pericolose. Fin dal primo giorno in cui la vide, Isendra ebbe modo di ritenere che il mago prodigioso di cui parlava un’antica profezia fosse proprio Li-Ming.

Come Isendra, anche Li-Ming non tenne conto dei consigli che le diedero riguardo all’uso dei propri poteri al di fuori del santuario. La giovane si rifiutò di trascurare i bisogni della gente di Caldeum e all’età di 16 anni salvò la città di Lut Bahadur dalla siccità facendo tornare l’acqua. Tuttavia, i clan dei maghi rivolsero la loro attenzione su Isendra, pensando che stesse influenzando negativamente Li-Ming.

A 19 anni Li-Ming scoprì il corpo mutilato di Isendra nel deserto orientale. Dopo aver interrogato Valthek, giunse alla conclusione che la strega era morta in modo innaturale ed infine si confrontò con il suo maestro su quello che era accaduto. Anche se cercò di trattenere Li-Ming, Valthek finì per lasciare il santuario dopo essere stato facilmente superato in combattimento dalla maga, per via dei segreti che la giovane aveva appreso.

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Tempo dopo, Li-Ming si convinse che il suo destino era quello di porre fine alle armate infernali e per questo motivo partì per Nuova Tristram inseguendo la stella caduta.

“Mi chiamo Li-Ming. E non sono una ragazzina. Sono una maga.”

“Parole grosse,” dissi. Non fu facile nascondere la mia ilarità quando la ragazzina si definì una maga, un titolo riservato ai più grandi e famosi arcanisti della storia; un titolo che incuteva paura nella gente comune e che perfino gli adepti nelle arti arcane pronunciavano con timore.

“Non sono solo parole,” disse Li-Ming minacciosa.

Alzai una mano per calmarla. “Dunque dimostramelo.”

Avevo appena finito di parlare, quando una violenta raffica di vento colpì la mia scrivania, facendo volare via pergamene, libri, boccette d’inchiostro e altre cianfrusaglie che caddero sul pavimento in una pila confusa. La mia espressione non mutò, e la ragazzina l’interpretò come l’invito a fare di più. Li-Ming spalancò le braccia, e dai palmi delle mani rivolti verso l’alto scaturirono colonne di fiamme che si innalzarono esplodendo verso il soffitto; l’aria arroventata le scompigliò violentemente i capelli, e nei suoi occhi bruni si riflettevano le fiamme.

Mi strinsi nelle spalle. “Un trucco da baraccone.”

Li-Ming serrò la mascella, frustrata. Chiuse le mani e le fiamme scomparvero, malgrado l’aria arroventata continuasse a tremolare nella stanza. Con un altro movimento del braccio fece apparire nastri di energia rossa e arancione che guizzavano e si contorcevano come serpenti al centro della mia scrivania. Fece ondeggiare nuovamente il braccio, e file di libri uscirono dagli scaffali e oscillarono nell’aria. Li fece fluttuare finché non formarono una linea che attraversava la stanza, e quindi ruotare intorno a sé come in un vortice. Infine si posarono a terra, uno a uno, e andarono a comporre un trono sul quale la fanciulla si sedette, proprio di fronte a me.

Li-Ming alzò un sopracciglio, e io risposi con un applauso lento e misurato.

Qui potete leggere il racconto completo dal titolo “Favilla”, scritto da Michael Chu e dedicato a Li-Ming, di cui vi abbiamo proposto un estratto qui sopra.

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