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Diablo nuovo capitolo immortal
Scritto da Salvatore Cardone, 27 Maggio 2019 17:00 7 minuti

Il futuro di Diablo: tra Immortal e il tanto atteso quarto capitolo della saga

La scena ludica, con le sue “infide” leggi, nel corso degli anni ci ha insegnato fondamentalmente due cose: l’opinione pubblica è fondamentale e, troppo spesso, per accontentarla si scende a qualunque tipo di compromesso.

Molte produzioni hanno finito col “lasciarsi schiacciare” dal peso dell’attenzione mediatica e dalla dura legge del mercato, fino a smarrire – in alcuni casi – completamente la propria identità. È così che, poco a poco, hanno iniziato a fare la loro comparsa elementi che oggi conosciamo come il “male” del divertimento videoludico, quali lootbox, DLC a pagamento e tante altre ancora, fino alla genesi di veri e propri generi interamente votati all’intrattenimento anche a scapito della qualità, prima di ogni altra cosa. Niente di strano, dunque, se dal nulla arriva una compagnia semi-sconosciuta col suo nuovo (vecchio) titolo mobile a cercare di ritagliarsi una fetta, seppur esigua, di mercato, ma cosa accade quando a gettarsi nella mischia è una compagnia ben più nota e pluripremiata? Nove volte su dieci, la tanto attesa opinione pubblica finisce con lo scagliarsi in modo negativo contro tale azienda, ovviamente, ma c’è sempre chi è pronto a difendere tali scelte, cercando di trovare motivazioni valide e comprensibili. Ciò è successo, in minima parte, ai piani alti di Blizzard, il giorno in cui hanno deciso di annunciare Diablo Immortal, un prodotto pensato per il mercato mobile, anziché il tanto agognato quarto capitolo della saga principale. In molti si sono accaniti contro la software house, altri sono pronti a difenderla.

Dov’è la verità? Probabilmente, come al solito, sempre nel mezzo: ma cosa possiamo aspettarci dal futuro di una delle IP videoludiche più amate di sempre?

Diablo Immortal – l’inferno arriva sui vostri smartphone

Prima di iniziare ogni tipo di discorso, di natura puramente ipotetica, giacché le informazioni sul prodotto sono veramente poche è importante sottolineare con forza quanto affermato da fonti vicine alla stessa Blizzard: Diablo Immortal non seguirà l’esperienza classica della serie e, dunque, potrebbe portare un’importante ventata d’aria fresca, in tal senso.

Detto questo, immaginare, al netto di tutto, un impatto freddo e dallo scarso successo, quando si parla di Diablo, è veramente difficile. Facendo un analogismo con la versione Nintendo Switch di Diablo III, immaginare come potrebbe fruire in portabilità un prodotto simile può solo far auspicare grandi cose. È chiaro che, non a tutti, l’idea di assistere ad una sorta di spin-off commerciale di quello che è da sempre stato uno dei brand più iconici della storia e del single player in particolare, ma bisogna ammettere, onestamente, che il tutto potrebbe funzionare a dovere. Sarà comunque fondamentale capire come il titolo verrà impostato: con le numerose critiche a fattori come loot-box e microtransizioni, da sempre molto importanti per Blizzard, è chiaro quanto questo fattore potrà risultare importante ai fini dell’apprezzamento generale del titolo. Chiaramente, conoscendo anche gli standard delle produzione mobile, è molto facile aspettarsi la cospicua presenza di tali fattori all’interno del gioco. Diablo Immortal, comunque, dovrà dimostrare di saper onorare il buon nome del marchio, soprattutto per quanto concerne il delicato discorso del comparto narrativo e tematico. Siamo sicuri – o comunque vogliamo esserlo – che il nuovo prodotto di Blizzard saprà farsi rispettare, in tal senso, ma anche stavolta è troppo presto per dirlo.

Non vogliamo, comunque, girarci troppo introno: l’annuncio di Diablo Immortal non ha fatto piacere a moltissimi fan, e nonostante l’azienda si sia prontamente dedicata a difesa di questo nuovo corso, è chiaro che dovrà dimostrare sul campo tutte le buone intenzioni del caso.

L’importanza di Diablo III

Il dopo Diablo III, in ogni caso, per Blizzard non sarebbe mai potuto essere facile. Il terzo capitolo della saga, grazie anche al recente approdo su Nintendo Switch – che di fatto ne ha “rispolverato” l’interesse – continua a risultare un prodotto apprezzato e soprattutto giocato, un po’ su tutte le piattaforme.

Senza troppi giri di parole o esagerazioni di sorta, Diablo III ha segnato una vera e propria rivoluzione per tutto il genere degli hack n slash, col suo gameplay frenetico e divertente, ma allo stesso tempo sfaccettato ed appagante ed una marcia nettamente in più dal lato dei contenuti. Tra una campagna bella corposa, le immancabili stagioni (arrivate su console solo dopo qualche anno), gli incarichi, i varchi e i vari personaggi da livellare, tutti discretamente differenziati tra loro, il gioco ha saputo garantire una longevità stellare e qualitativamente egregia. Anche graficamente, il prodotto ha saputo ergersi come un grosso passo avanti rispetto al passato, portando in scena uno stile visivo imponente, variegato e bello da vedere. Al netto di tutte le cose belle, però, Diablo III non è esente da difetti, alcuni dei quali anche gravi. Su tutte la scarsa interazione “massive”, soprattutto nella versione console, orfana di dinamiche importanti come le aste. Non soltanto: Diablo III ha anche messo in mostra – se vogliamo – una scarsa voglia di osare da parte degli sviluppatori, palesatasi soprattutto con un supporto post lancio continuo e certosino, certo, ma povero di innovazioni rilevanti. Ciò ha rappresentato sicuramente una brusca frenata, arrivata anche dopo le ottime premesse della corposa espansione Reaper of Souls, capace da sola di riscrivere quasi completamente le sorti della produzione.

Con questo, però, non vogliamo in alcun modo dire che Diablo III sia un prodotto negativo, anzi, l’esatto opposto. Nonostante le lacune, ancora oggi risulta uno dei titoli più apprezzati dell’universo Blizzard ed è proprio per questo motivo che i fan si attendevano grandi cose per il futuro, soprattutto per quanto riguarda il discorso legato all’eventuale seguito. Conosciamo già i tempi titanici di Blizzard, certo. Ma qualcosa vorremmo vederla muoversi, in questa direzione.

E Diablo IV?

A parte l’ovvia volontà di saperne l’esistenza effettiva, la lista delle cose che vorremmo vedere dal nuovo capitolo della saga potrebbe essere tanto lunga quanto particolare, dunque per questo elencarne tutti i punti sarebbe impossibile, ma noi ci proviamo comunque.

In primis, una della feature che più vorremmo ritrovare nel prossimo Diablo è l’integrazione di un qualsivoglia sistema PvP. La furiosa e continua ricerca volta ad accaparrarsi sempre nuovi – e più potenti – pezzi di equipaggiamento può diventare alla lunga fin troppo fine a se stessa ed alienante, a causa anche dell’impossibilità di vendere i propri pezzi pregiati. E dunque, sì, vorremmo vedere le botte tra giocatori, e magari anche la possibilità di mettere su un vero e proprio mercato personale, per far si che ogni ora spesa a massacrare orde di mostri non vada “vanificata” in alcun modo. In Diablo IV vorremmo anche (ri)vedere l’apprezzata possibilità di giocare insieme ad amici in locale, una delle cose più divertenti in assoluto del suo predecessore.

Il sogno più grande, comunque, sarebbe vedere il fatidico cross-play – e dunque la possibilità di giocare con amici da ogni parte videoludica – sin dal lancio, e, perché no, l’inserimento di meccaniche non proprio originali ma comunque ambite quali raid, eventi globali, e tanto altro ancora.


Pur sprovvisti di informazioni, annunci o voci di corridoio varie, l’attesa per un eventuale Diablo IV è già spasmodica, senza dimenticare, ovviamente, Diablo Immortal che, in fin dei conti, ha ancora tutto da dimostrare.

Se però la natura mobile di quest’ultimo ne inficia pesantemente l’hype generale e l’attenzione, pur avendo le carte in regola per rivelarsi una piacevole sorpresa, le aspettative intorno al nuovo capitolo “principale” sono già molto alte. Blizzard dovrà dimostrare di aver scelto bene la propria strategia, tenendo sempre a mente che, mobile o no, toccare un brand come Diablo è sempre un’operazione molto delicata. Noi, chiaramente, vogliamo confidare nell’azienda, da sempre protagonista di idee brillanti e, soprattutto, scelte più o meno azzeccate.

Insomma: solo il tempo saprà rispondere ai nostri quesiti. Intanto, vi giriamo la domanda: voi cosa vorreste dal futuro di Diablo?

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Ci sono 1 commenti

Amo Diablo e, sebbene all’inizio Immortal mi fece storcere il naso, ora sono molto curiosa di vederlo 😍

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