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World of Warcraft
Scritto da Carlo Prisco, 25 Maggio 2019 15:00 3 minuti

World of Warcraft Classic è un gioco per nostalgici?

Quando World of Warcraft uscì, nel 2005, avevo 19 anni, mi ero appena iscritto all’università e nell’aula di informatica erano molti gli studenti che venivano lì solo per giocare insieme. Tutti i ragazzi della mia età erano entusiasti di immergersi nel mondo di Azeroth e di cominciare insieme quell’avventura.

WoW è stata la prima trasposizione credibile di giochi di ruolo fantasy come Dungeons and Dragons, ed inoltre, trattandosi di un gioco online, era possibile giocare con migliaia di persone, al contrario di quanto si faceva prima con carta e penna. WoW ha rappresentato quindi un cambiamento radicale rispetto agli altri MMO. Una volta effettuavo il login in quel mondo il tempo volava, quasi si trattasse di vivere la stessa vita del mio alter ego.

Warlock human

Al tempo, la maggior parte dei miei amici giocava su server diversi; io mi ritrovai a livellare un Warlock Umano e, nonostante tutto, non era facilissimo trovare un gruppo per una spedizione con cui giocare. Il matchmaking per i raid e i dungeon, infatti, non era ancora disponibile, ma fu introdotto dopo l’uscita di Wrath of the Lich King, nel 2008. 

I contenuti endgame erano dominati dalle gilde, che si impegnavano con ritmi molto intensi e distribuivano i bottini sulla base di un complesso sistema di prestazioni in battaglia e politiche di gilda interne i DKP (Dragon Kill Points). Questi si guadagnavano in base a quanto tempo si passava a fare endgame con i compagni di gilda. Più tempo si passava con loro, più boss si uccidevano e più punti si acquisivano e, anche se già passavo troppo tempo a giocare a WoW, decisi unirmi a una di quelle gilde. Ho trascorso tre lunghi anni a giocare in ProGame  e insieme alla gilda riuscimmo a scrivere anche delle guide in italiano sui boss da affrontare e sulle tattiche da utilizzare.

Raid Pro Game

Ci voleva un tempo infinito, tanto che sembrava un lavoro part-time. Per questo motivo decisi di abbandonare e di non tornare per non rischiare di ricaderci a capofitto.

Ma poiché Blizzard è Blizzard per far tornare a giocare anche i più veterani, hanno fatto in modo che, preordinando la nuova espansione, il giocatore possa portare un personaggio al livello massimo. World of Warcraft è migliorato tantissimo anche se è diventato molto facile come gioco, così incredibilmente facile. Partendo dall’interfaccia che dice esattamente dove andare per completare le missioni, dalla guida integrata nel gioco che spiega le abilità dei boss, arrivando alla mappa dei dungeon stessi. In più, grazie al fatto che si può giocare con tutti i giocatori di tutti i server, nel giro di poco tempo ci si ritrova in una spedizione in compagnia di quattro sconosciuti, senza bisogno di decidere i ruoli. Tutto risulta già impostato e i bottini vengono assegnati automaticamente ai singoli partecipanti.

Quello che manca al WoW di oggi è il lato community. Questa nuova espansione, che riporta il gioco alle sue origini, è quindi rivolta ad un pubblico di giocatori che ad oggi ha nostalgia non solo del sistema di gioco, come le incursioni da quaranta giocatori, con tutti i suoi contorni, ma anche di quella parte di gioco con cui WoW ha contribuito a far conoscere i giocatori, a costruire talvolta vere e proprie famiglie. Per Blizzard sarà una vera sfida far sì che i nuovi giocatori si appassionino ad un gioco “vecchio” sotto certi aspetti. Una missione difficile, certo, ma incredibilmente affascinante. Provare o riprovare uno degli MMO più famosi e apprezzati di sempre, del resto, è quasi doveroso.

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