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    «Per troppo tempo mi sono fatto dominare dalla paura... Paura di aver preso le decisioni sbagliate... Paura che la nostra nazione perdesse la sua identità... Paura che se aveste appreso tutta la verità mi avreste rifiutato come vostro sovrano.
    Bene, non cederò mai più alla paura»

    - Genn Mantogrigio

    Il giovane Genn crebbe nell'ammirazione del padre Archibald, che solo con le proprie forze aveva trasformato Gilneas da regno periferico a potenza industriale, superata solo dalla vecchia Gnomeregan.

    Per tutta la vita Genn si è impegnato ad accrescere la gloria del regno costruito dal padre seguendo i suoi insegnamenti di autosufficienza e progresso. Queste caratteristiche hanno permesso ai gilneani di superare indenni la Terza Guerra, ma non quello che giunse in seguito.

    Genn governava già da tempo quando Anduin Lothar giunse coi profughi di Roccavento a chiedere aiuto. Nonostante provasse simpatia per il regno più a sud era riluttante ad aiutare: non credeva che questi bruti venuti da un altro mondo fossero un reale pericolo per la sua gente.

    Non la pensava allo stesso modo Ser Darius Crowley, vassallo di Selva Pinargento, che insistette per mandare il grosso dell'esercito a sostenere la neonata Alleanza di Lordaeron. Genn si oppose fermamente, affermando che nessun figlio di Gilneas sarebbe stato mandato a combattere le guerre degli altri.

    Su consiglio del nobile Ser Vincent Godfrey mandò solo una forza di rappresentanza, convinto che anche con così poco avrebbe dimostrato che Gilneas faceva la differenza.

    Dopo la faticosa vittoria degli umani, Mantogrigio si adirò per la decisione di internare gli orchi invece che sterminarli, e anche per la costruzione del Forte di Guardiafatua, considerato dal re solo un modo per tassare il suo regno. Dopo pochi mesi di trattative, Mantogrigio si spazientì e proclamò di fronte al re Terenas Menethil II la ritirata di Gilneas dall'Alleanza.

    Il regno si isolò costruendo il colossale Muro di Mantogrigio che bloccò l'accesso via terra, ma una macchinazione di Ser Godfrey lasciò tagliate fuori le terre che appartenevano a Ser Crowley. Crowley fu così disilluso da questa decisione del re che decise autonomamente di mandare delle truppe di supporto a Jaina Marefiero durante la Terza Guerra.

    Giunse il Flagello. Nonostante le continue insistenze del figlio Liam, Mantogrigio aveva ignorato le disperate richieste di aiuto provenienti da Lordaeron, sicuro che il muro e il suo esercito sarebbero stati sufficienti a respingere anche questa invasione.
    I non morti giunsero ai confini del regno, sembravano inarrestabili e il re si rivolse al mago di corte Arugal. Usando i segreti contenuti nel Libro di Ur, l'arcimago liberò i worgen dalla prigionia in cui erano stati confinati diecimila anni prima da Malfurion Grantempesta, e li scatenò contro i morti viventi.

    Il piano ebbe successo e il Flagello fu respinto, ma i worgen sfuggirono al controllo di Arugal e cominciarono a diffondersi su tutto il continente. Genn decise di tenere segreta al suo popolo l'esistenza dei mannari, e ad ogni luna piena organizzava delle battute di caccia nel territorio di Bosconero per sterminare tutte le bestie del regno.

    Durante una di queste spedizioni Genn fu morso da uno dei lupi mannari. Terrorizzato da quello che i suoi vassalli avrebbero potuto fargli, Genn nascose le sue ferite e non disse a nessuno di essere stato infettato.
    Grazie alla sua incrollabile forza di volontà e all'aiuto segreto di Belrysa Brezzastella e Krennan Aranas, il re riuscì a mantenere la maledizione sotto controllo.

    Negli anni che vanno dalla fine della Terza Guerra al Cataclisma, Darius Crowley insorse contro la politica isolazionistica del re, dichiarandolo tiranno. La guerra civile che ne seguì è conosciuta come la Ribellione di Porta Nord.
    Genn vinse a fatica, anche grazie all'astuzia di Ser Godfrey, e Crowley venne imprigionato.

    Il ritorno di Alamorte provocò violenti terremoti su tutto il pianeta e il muro eretto a difesa di Gilneas cedette. Sylvanas Ventolesto approfittò della situazione e organizzò una forza di invasione per conquistare il regno. Simultaneamente i worgen uscirono da Bosconero e iniziarono ad invadere le città, infettando i cittadini con la loro maledizione.

    Gilneas rimase stretto tra due fuochi e senza nessun alleato rimasto. In quella situazione disperata, Mantogrigio concedette l'amnistia a Crowley e insieme a suo figlio Liam organizzò la difesa del regno. Solo Godfrey, venuto a conoscenza della maledizione del re, rifiutò di obbedire e si suicidò. Durante la battaglia finale per il controllo della capitale, Sylvanas scagliò una freccia avvelenata verso Genn, ma Liam si mise in mezzo per poi morire tra le braccia del padre.

    Genn Mantogrigio, il re che aveva dedicato tutta la sua vita alla prosperità di Gilneas, fu costretto a fuggire da un regno in pezzi. Anzi, senza l'aiuto degli Elfi della Notte nessuno sarebbe sopravvissuto alla furia di Sylvanas. Suo figlio, che tanto lo aveva esortato a chiedere aiuto all'Alleanza, era morto. E Genn comprese amaramente quanto fosse stato sciocco credere che si potesse fare tutto da soli.

    Dopo essersi rifugiato a Darnassus, Mantogrigio si stabilì a Roccavento come nuovo membro dell'Alleanza. Viaggiò anche fino a Pandaria, dove supervisionò le operazioni militari dell'Operazione Baluardo e assistette al processo di Garrosh.

    Il re non ha dimenticato le sorti del suo popolo e progetta il suo ritorno, pregustando in contemporanea il momento in cui potrà uccidere Sylvanas e vendicare suo figlio.

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    L'aspetto dei Worgen può facilmente spaventare. Sotto le zanne ed il pelo ispido si nascondono uomini maledetti, relegati ad una violenza ferale e ad una costante instabilità mentale. Insieme ad un aumento del tono muscolare e ad una maggiore velocità, alcuni Worgen ricevono un istinto bestiale talmente potente da far perdere loro il senno, divenendo veri e propri animali selvatici.

    Origine dei Worgen

    Si potrebbe credere che oltre il muro di Gilneas nacquero i primi Worgen, ma gli avventurieri più esperti sanno che alcuni membri di questa razza vagavano per Azeroth ben prima della caduta del regno.
    La loro origine è da far risalire ad un periodo posteriore alla Guerra degli Antichi, quando ormai la pratica del druidismo si era diffusa fra gli Elfi della Notte. All'epoca ogni scuola seguiva un Antico Guardiano diverso e i Druidi del Branco, che assumevano fattezze di lupo, erano seguaci di Goldrinn il Cacciatore.

    Questi druidi mostrarono fin da subito un comportamento selvatico e irascibile anche verso i propri alleati e fratelli tanto che Malfurion Grantempesta proibì loro di continuare tale pratica. Essi tuttavia non cessarono di trasformarsi in segreto e per questo furono allontanati. Nel primo periodo di isolamento i druidi veneravano un artefatto chiamato Zanna di Goldrinn che garantiva loro la benedizione dell'Antico Guardiano ed un legame stretto con le energie della natura.

    Il prezzo di questo potere fu l'impossibilità di mantenere il senno. Avviluppati nella loro forma di lupo, divennero completamente selvatici e dopo pochi anni si potevano a fatica distinguere dai consueti branchi di lupi. Alcune decadi più tardi, Ralaar, un Druido del Branco che non aveva perso la ragione, si impegnò per riportare alla normalità i propri compagni. Studiò il modo di fondere la Zanna di Goldrinn con un altro manufatto, il Bastone di Elune. Quando riuscì nell'impresa il nuovo manufatto fu chiamato Falce di Elune, ma il risultato non fu quello auspicato. I druidi non recuperarono la propria forma elfica, bensì divennero un ibrido tra un kaldorei ed un lupo. Questa fu l'origine dei Worgen.

    Trovate maggiori dettagli in La falce di Elune e la nascita dei worgen.

    Società

    Nella prima fase della loro storia, quando ancora erano Druidi del Branco, i Worgen erano organizzati come un branco di lupi. Un maschio alfa deteneva il controllo del gruppo con lotte di potere interne. Quando l'energia vitale dei Worgen fu legata alle Falce di Elune, chiunque la usasse deteneva il potere assoluto su queste creature. Tuttavia, coloro che hanno posseduto questo manufatto sono morti sfruttandone il potere o hanno attirato un terribile fato sulla loro gente. Per quanto riguarda i Worgen di Gilneas, hanno mantenuto il senno quasi senza alcuna conseguenza e dunque si amministrano come un normale regno umano.

    Religione e Magia

    I Worgen sono principalmente cacciatori e guerrieri, sostenuti in tali mestieri dalle capacità bestiali ottenute. Alcuni membri sono in grado di sentire la voce di Elune e di incanalare le proprie energie nella magia druidica. Coloro che adoravano la Luce non sono caduti nell'oscurità quando la maledizione li ha colpiti e, sebbene sfregiati, perseguono ancora i voti di assistere i malati e i feriti.

    Grandi Eroi dei Worgen

    Molti fra i Worgen di Gilneas serbano rancore per il loro Re, Genn Mantogrigio.Lo ritengono responsabile della loro maledizione, della perdita della propria patria e degli sguardi sospettosi che alcuni membri dell'Alleanza ancora oggi hanno nei loro confronti. Tutti ricordano come il Re di Gilneas, amico di Theneras da molti anni, non abbia mosso un dito per Lordaeron quando le armate dell'Orda calcarono le terre del grande regno.

    A guerra conclusa, in un sprezzante gesto di egoismo, il Re erse un muro invalicabile che divise Gilneas dal resto del mondo. Rifiutò una seconda possibilità di riconciliazione anni più tardi, consegnata nelle sue mani da Lord Lothar, nella quale era invitato nuovamente nell'Alleanza e ad usufruire dei benefici che essa avrebbe garantito. Mantogrigio rise di tale offerta, affermando che il suo esercito avrebbe potuto affrontare qualunque minaccia. Nessun giogo sarebbe mai stato posto sul suo popolo.

    I neri pensieri di Mantogrigio erano imperscrutabili, eppure era palese la severità con cui puniva qualsiasi trasgressione. Rinchiuse in prigione Darius Crowley e punì severamente gli uomini che lo avevano supportato quando aiutò Jaina Marefiero nella lotta contro la Piaga dei Non Morti. Il destino aveva però in serbo una lezione di umiltà per Re Genn. Il muro tenne a distanza ogni singolo invasore per molti anni e il regime di austerità permise una vita longeva agli abitanti di Gilneas, ma li rese impreparati ad un evento terribile: la maledizione dei Worgen. Isolati da ogni possibile aiuto non ci fu modo di contrastare lo spargersi dell'infezione.

    Mentre sempre più Gilneani contraevano la maledizione e osservavano impotenti tali eventi, il Cataclisma indebolì il muro e i Reietti, conquistatori di Lordaeron, marciarono verso quell'incontaminato luogo. La gente del regno rese fiero il proprio Re, dimostrando forza e coesione contro il nuovo nemico che fu trattenuto abbastanza a lungo da permette a Mantogrigio di contattare Varian Wrynn e l'Alleanza. Da uomo cocciuto e orgoglioso, Re Genn non diede mai a vedere quanta vergogna e frustrazione gli causava questa richiesta d'aiuto. Però sapeva, in cuor suo, che il suo popolo meritava una possibilità di salvezza e con la stessa freddezza con cui finanziò la costruzione del Muro Mantogrigio decise che l'isolamento doveva giungere al termine.


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