• Gli Elfi della Notte avevano dichiarato fuori legge l'uso della magia arcana nelle loro foreste e la pena per chi infrangeva questo divieto era la morte. Nonostante questo molti maghi non erano d'accordo e volevano continuare a utilizzare la loro magia. Guidati da Dath'Remar Solealto i dissidenti decisero di rilasciare una tempesta magica sulle tranquille foreste.

    L'arcidruido Malfurion Grantempesta, non volendo condannare a morte così tanti tra i suoi simili, decise di esiliarli tutti dalla loro terra natale. Dath'Remar li condusse oltre il mare, verso le terre ad est. Col tempo questi elfi persero la colorazione violacea tipica degli elfi della notte e diventarono più piccoli. Così nacquero i Quel'Dorei, comunemente conosciuti come Alti Elfi. I Quel'Dorei vagarono per anni in giro per il mondo distrutto dalle guerre contro la Legione Infuocata, fino ad arrivare nelle terre oggi conosciute con il nome di Lordaeron. Si stabilirono alle Radure di Tirisfal dove incontrarono presto i popoli autoctoni. Mentre gli umani erano sparsi in tribù poco organizzate, i troll locali avevano costruito un grande impero e attaccarono subito gli elfi. Tra le due razze nacque subito una accanita rivalità. Tutto peggiorò quando gli Alti Elfi decisero di fondare il proprio regno nelle foreste del nord, non sapendo che quelle terre erano sacre per i troll. Fu così che i troll delle foreste iniziarono ad attaccarli con forze sempre maggiori, cercando in ogni modo di ottenere la loro completa distruzione. Mentre gli elfi combattevano per le loro vite, le tribù umane erano divise e sparse. Si saccheggivano a vicenda con ben poca attenzione per l'onore e l'unità della loro razza. Una tribù, conosciuta con il nome di Arathi, vide che i troll iniziavano ad essere una minaccia troppo grande da poter essere ancora ignorata. Gli Arathi desideravano portare tutte le altre tibù sotto la loro guida, in modo da poter opporre un fronte comune contro l'esercito dei troll.

    Nel corso di sei anni, gli astuti Arathi ebbero la meglio e sconfissero tutte le tribù rivali. Dopo ogni vittoria offrivano pace ed uguaglianza ai popoli conquistati, in questo modo ottennero la fedeltà delle popolazioni sottomesse. Col tempo gli Arathi inclusero molte genti e la loro armata crebbe a dismisura. Consapevoli del fatto che ora erano in grado di resistere agli eserciti dei troll e magari anche a quelli degli elfi, i leader degli Arathi decisero di costruire una possente città fortezza nelle regioni meridionali di Lordaeron. La città stato, chiamata Strom, divenne la capitale della loro nazione, Arathor. Man mano che Arathor prosperava, gli umani di tutto il continente viaggiavano verso sud in cerca della protezione e della sicurezza offerta da questa imponente città. Unite sotto un'unica bandiera, le tribù umane svilupparono una forte e ottimistica cultura. Thoradin, il re di Arathor, era venuto a conoscenza che i misteriosi elfi del nord erano sotto costante assedio da parte dei troll, ma rifiutava di mettere a rischio la sicurezza del suo popolo per difendere dei solitari estranei. Molti mesi passarono e le voci della presunta sconfitta degli elfi iniziarono a trapelare dal lontano nord. Solo quando gli esausti ambasciatori di Quel'Thalas arrivarono a Strom, Thoradin capì quanto grande fosse la minaccia rappresentata dai troll.

    Gli elfi informarono il re umano che le armate nemiche erano vaste e una volta distrutto il regno di Quel'Thalas si sarebbero spostate verso sud. Disperati, accettarono frettolosamente di insegnare ad un gruppo di umani l'uso della magia in cambio di un aiuto militare contro la comune minaccia. Thoradin, diffidente verso ogni forma di magia, accettò di aiutare gli elfi per forza di cose. Quasi subito, incantatori elfici arrivarono ad Arathor e iniziarono a insegnare la magia. Gli umani erano maldestri nell'uso della magia, ma possedevano una straordinaria naturale affinità nei suoi confronti. Un centinaio di uomini vennero introdotti ai fondamenti basilari, solo quello che sarebbe stato strettamente necessario per combattere i troll. Una volta che gli studenti vennero considerati pronti, gli elfi lasciarono Strom e viaggiarono verso nord al fianco delle possenti armate di Re Thoradin. L'esercito degli elfi e degli umani si scontrò contro le enormi armate dei troll ai piedi delle montagne di Alterac. La battaglia durò per molti giorni, ma l'infaticabile esercito di Arathor non lasciò neanche un pezzo di suolo prima dell'offensiva del nemico. I leader elfici decisero che quello era il momento di scatenare il potere della loro magia. Il gruppo di maghi umani e una grande moltitudine di stregoni elfici scatenarono la furia dei cieli e diedero alle fiamme l'armata nemica. Il fuoco elementale impediva la rigenerazione delle ferite e bruciava i corpi dall'interno.

    I troll si diedero alla fuga mentre gli uomini di Thoradin inseguivano e uccidevano fino all'ultimo soldato nemico. Dopo questa decisiva sconfitta i troll non riuscirono mai più a riprendersi e la storia non vide più la nascita di altri imperi di questa razza. In seguito al salvataggio di Quel'Thalas dalla distruzione certa, gli elfi promisero fedeltà e amicizia alla nazione di Arathor e alla linea di sangue dei loro re. Umani ed elfi avrebbero coltivato relazioni pacifiche negli anni a venire.
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