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    (Trovate qui la prima parte)

    Mentre Jaina sta tornando da Tranciacolle assieme allo sciamano Reghar Terra Furiosa, Theramore viene attaccata da un Senzavolto risvegliato da Cho'gall. Durante la battaglia, la vicinanza della creatura provoca sussurri più forti nella testa di Med'an. Quando riesce a riprendersi, il giovane utilizza con grande abilità magia arcana e sciamanica per sconfiggere il mostro. Per guarire Valeera il ragazzo evoca la Luce e gli spiriti della terra, dando prova di essere abile nell'uso di qualsiasi forma di magia.

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    Al termine dello scontro Med'an spiega ai superstiti che la Luce gli ha fornito una visione rivelandogli l'identità del loro vero nemico, un Dio Antico. Meryl e Maraad decidono che Med'an deve andare nelle Terre Esterne insieme allo zio Maraad per cercare Khadgar, così che il giovane sia più al sicuro da Cho'gall. Aegwynn, sempre per proteggerlo, sceglie di non rivelargli la sua vera discendenza, ma quella stessa notte Medivh appare in sogno a Med'an invitandolo a raggiungerlo alla torre di Karazhan per saperne di più su di lui. La mattina seguente il ragazzo e suo zio partono alla volta del portale oscuro. Nel tragitto il draenei indica al giovane la torre di Medivh che Med'an, però, non vuole ancora raggiungere. Mentre i due attraversano il portale vengono contattati gli altri membri per formare il nuovo Concilio di Tirisfal. Durante il viaggio Maraad racconta la storia di Draenor al giovane che si ritiene figlio di un mostro, meritevole di risiedere in un posto devastato come quello, magari in esilio. Quando Med'an apprende di più su Khadgar, diventa desideroso di incontrarlo in quanto potrebbe avere altre informazioni sul suo defunto padre. All'arrivo a Shattrath Khadgar dice di non poter partecipare al nuovo consiglio, ma propone una magistrix, Dalynnia, come sua sostituta e mentre Maraad le spiega della missione contro Cho'gall, Med'an e l'arcimago conferiscono in privato.

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    Il ragazzo rivela a Khadgar di essere figlio di Medivh, così il mago gli spiega che i suoi genitori non sono malvagi, ma che il loro destino fu segnato dalle circostanze. In questo modo il giovane trova fiducia in suo padre. Prima di ripartire da Shattrath un naaru, A'dal, dice a Med'an di meditare sulle sue decisioni perché potrebbe diventare sia una potente arma contro il male che colui che provocherà la fine del mondo. L'intervento della creatura di Lucre alimenta i dubbi del ragazzo, che, prima di partire, non ha ancora deciso se raggiungere o meno suo padre. Nel frattempo Meryl e Garona scoprono le parole della profezia riguardante Med'an, che secondo Cho'gall sarebbe destinato a liberare il Dio Antico. Il testo recita così: «Quando il figlio dei tre regni diventerà luce, l'antico potere sarà liberato. La terra tremerà. I mari si solleveranno in risposta e la follia sarà in ogni dove. Un nuovo giorno sorgerà, portando con sé la pace o il caos». Superato il Portale Oscuro, Med'an sente la voce del padre, che lo richiama, così decide di raggiungere la torre di Karazhan. Al suo interno, un avatar di Medivh conferisce tutta la sua conoscenza al figlio, in modo che egli sappia scegliere liberamente e non sia costretto a combattere per le battaglie altrui, come i suoi genitori. Al termine dell'incontro Med'an si teletrasporta a Theramore, assediata da quattro elementali. Gli incantatori del nuovo concilio trasferiscono il loro potere al giovane nuovo guardiano che, con un'ondata di energia, indebolisce le creature, che subito dopo vengono distrutte da Broll Orsomanto, giunto improvvisamente sull'isola di ritorno da Teldrassil.

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    Finito lo scontro Med'an sviene a causa dello sforzo sostenuto con il rilascio di energia magica. Al suo risveglio il ragazzo sanguemisto ed Aegwynn rivelano al consiglio le origini del giovane, ma nonostante sia figlio del traditore Medivh tutti decidono di fidarsi di lui e lo designano ufficialmente come guardiano. Il giorno seguente viene effettuato il rito di investitura nell'abisso contorcente quindi Med'an, raggiunge Garona, Valeera, Aegwynn e Meryl ad Ahn'qiraj per lo scontro finale con Cho'gall. All'inizio della battaglia l'ogre attacca gli alleati del giovane per distrarlo e completare il rituale che porterà ad Azeroth il Dio Antico sfruttando l'energia del guardiano, ma il ragazzo riesce a proteggere i suoi amici. Dopo un lungo e difficile scontro Med'an riesce a prevalere, ma solo grazie ad Atiesh, l'asta di Medivh, e al sacrificio di Aegwynn, che dona la vita per condividere con lui il potere rimastole. Alla fine della battaglia Meryl riprende il controllo di Kathra'natir, che si era liberato dal giogo del non morto mettendo in pericolo il Consiglio ed Azeroth stessa. Una volta scongiurato il pericolo, il gruppo onora il sacrificio di Aegwynn seppellendola accanto al figlio. Med'an, dopo aver restituito i poteri di guardiano, si ritira con suo prozio per continuare a studiare la Via della Luce.
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    Med'an è un giovane sanguemisto, figlio di della mezz'orchessa Garona e di Medivh. La sua origine mista draenei, orchesca ed umana lo rende un abilissimo controllore delle varie forme di magia, da quella arcana a quella divina e sciamanica, per questo è diventato un potente guardiano.

    Non si sa molto della sua infanzia, ma si può supporre che sia passata in tranquillità al fianco di Meryl Viltempesta – nome assunto più tardi – nella radura di Boscovespro. La madre di Med'an l'aveva affidato al mago non morto temendo che il figlio sarebbe stato in pericolo se fosse rimasto al suo fianco. Nonostante ciò, Garona ha sempre vegliato su di lui rimanendo nell'ombra. Durante la sua infanzia e adolescenza, Meryl addestra il giovane all'uso della magia, rendendolo un abile mago. La vita di Med'an trascorre tranquilla fino a quando non giunge ad una una svolta, nel momento in cui il ragazzo viene attaccato da un gruppo di fedeli del Martello del Crepuscolo. I cultisti, che erano in missione per catturare sua madre, lo usano come esca. Il giorno successivo Med'an origlia una conversazione fra Meryl e Koron, una spia dei reietti, apprendendo così che la mezz'orchessa catturata è in realtà sua madre ed è stata portata al cospetto dell'ogre Cho'gall. Venuto a conoscenza di ciò, il giovane ruba il pipistrello vampiro di Koron e parte alla volta di Theramore. Nella regione di Acquemorte Med'an trova la madre. Non solo, ascoltando di nascosto un'altra conversazione, scopre che i suoi rapitori vogliono ucciderla dopo averla usata per assassinare Re Varian Wrynn, il Capoguerra Trhall ed Anduin Wrynn. Durante la notte il giovane perde le tracce di Garona e dei suoi carcerieri, ma più tardi nella mattinata raggiunge Theramore. In quel L'isola è sotto attacco, assaltata dal gruppo di accoliti del Martello del Crepuscolo e da Garona. Med'an interviene per cercare di salvare la madre ma il suo tentativo è vano. Il giovane sanguemisto finisce per essere rapito a sua volta da Stasia, una non morta al comando del gruppo di assassini, che lo porta da Cho'gall.

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    La madre di Med'an, che nel frattempo è stata catturata dagli umani, promette di cercare di superare i suoi blocchi mentali a patto che qualcuno vada a liberare suo figlio. Il compito viene affidato a Valeera Sanguinar, che parte alla ricerca di Med'an. Il ragazzo è stato imprigionato contro il cadavere di C'thun e inizia a sentire i sussurri di un Dio Antico, che lo perseguiteranno per lungo tempo. Il luogo in cui si trova Med'an viene rivelato da Garona, quando Jaina Marefiero riesce a sbloccare la sua memoria: il ragazzo si trova nelle rovine di Ahn'qiraj. Meryl, giunto nella fortezza di Theramore seguendo le tracce di Med'an, dopo aver avvertito di un imminente attacco contro l'isola da parte del Flagello, si teletrasporta ad Ahn'Qiraj assieme a Valeera per salvare il giovane sanguemisto, che viene liberato. Cho'gall, per uccidere i soccorritori, si trasforma sfruttando il potere del suo padrone. L'elfa del sangue, però, lasciandosi controllare dal demone che in passato l'aveva attaccata, riesce a guadagnare abbastanza tempo, che si rivela sufficiente per permettere a Meryl di riprendersi e teletrasportare il gruppo nel deserto di Silithus. Lì, l'antico non morto prende il controllo del demone Kathra'natir, che manifesta interesse anche per Med'an, quindi riporta tutti a Theramore. Quando il gruppo fa ritorno alla fortezza umana, Aegwynn, ciambellana di Jaina ed ex guardiana, nota la somiglianza fra Med'an e Medivh confermando la teoria di Meryl. Il mago non morto aveva già ravvisato tratti similari tra la donna e il ragazzo ma aveva preferito tenere per sé le proprie considerazioni.

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    Il giovane mezz'orco viene portato nelle prigioni per incontrare sua madre, ma nel frattempo Garona è scomparsa, liberata da suo zio Maraad. Valeera, incaricata da Varian di custodire la prigioniera, scopre da Meryl dove si trova. L'elfa del sangue si mette in viaggio verso la tana di Onyxia per catturarla, seguita di nascosto da Med'an. Il mezz'orco, incontrando la madre in volo, le racconta di com'era stato salvato da Meryl e Valeera e di come sarebbe desideroso di seguirla. Dal canto suo, Garona risponde che sarebbe troppo pericoloso per lui rimanere al suo fianco a causa del sortilegio a cui l'assassina di Gul'dan fu sottoposta. Per questo motivo intima al figlio di aiutare Jaina e Meryl a sconfiggere Cho'gall, nel caso in cui ella stessa fallisse nel compito. Infine, gli suggerisce di andare a salvare Valeera da Maraad, che non sa che l'elfa del sangue è un'alleata e non una minaccia. Med'an divide il prozio dalla giovane elfa, ma i sussurri del Dio Antico lo perseguitano ancora, mettendolo in ginocchio. Maraad, però, lo aiuta a riprendersi canalizzando in lui la Sacra Luce. Il gruppo raggiunge Theramore e all'arrivo Maraad conferisce con Jaina. In questo modo apprendono tutti il vero pericolo che Cho'gall rappresenta. Jaina, Aegwyn, Med'an, Maraad, Meryl e Valera condividono le informazioni apprese e capiscono che solo un intervento magico potrebbe sventare i piani dell'ogre per portare il caos nel mondo. Decidono quindi di fondare un nuovo corrispettivo del Consiglio di Tirisfal. Nel frattempo Cho'gall va avanti con i preparativi del rito che libererà il suo padrone. L'ogre pianifica un attacco contro Theramore per rapire Med'an, evocando un senzavolto ed inviando i suoi adepti. I sussurri che perseguitano il giovane mezz'orco si fanno sempre più insistenti, ma Maraad gli insegna ad usare la Luce, attraverso la quale riesce a calmarli. Mentre Jaina è in viaggio con l'obiettivo di reclutare alcuni sciamani per il Consiglio, si scatena l'attacco contro Theramore.

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    Continuate a seguirci per leggere la seconda parte della storia di Med'an.
  • Magna Aegwynn, matriarca delle Radure di Tirisfal, porta dentro di sé la colpa - segreta - del male apparso sul mondo di Azeroth. L'Ordine di Tirisfal venne creato originariamente dagli Alti Elfi per proteggere il mondo dalle ombre della corruzione demoniaca imposta sulla magia, nella speranza di non riprodurre la follia dei loro antenati. L'Ordine incanalò il proprio potere in alcuni esseri dotati di una potenza magica superiore e di una notevole longevità, che presero il nome di Guardiani. Quando anche gli umani iniziarono ad apprendere la magia, l'Ordine li accettò tra i suoi ranghi, fino a quel momento riservati alla razza elfica. Il segreto veniva condiviso soltanto con i più potenti maghi.

    Con il passare del tempo, i Guardiani somigliarono sempre più a marionette dirette dall'Ordine, ma quando Aegwynn divenne Guardiana rifiutò di farsi manipolare. Rimase focalizzata sull'obiettivo originario dell'Ordine – combattere le potenze demoniache di Azeroth. Aegwynn lottò contro i poteri della Distorsione Fatua per mille anni e alla fine affrontò lo stesso Sargeras, venuto su Azeroth sotto forma di avatar per distruggere i draghi e ottenere i loro poteri. Con l'aiuto dei cosiddetti Dragoni, e soprattutto dei quattro Aspetti, Aegwynn sconfisse il Signore della Legione Infuocata, rinchiudendo la sua incarnazione fisica in quella che divenne poi la tomba di Sargeras. Così prigioniero, il titano non avrebbe mai potuto riconquistare i suoi poteri utilizzando la Distorsione. Purtroppo, era successo qualcos'altro di cui la maga era completamente all'oscuro. Anche se potentissima, Aegwynn rimaneva sempre mortale e sapeva bene che un giorno avrebbe dovuto cedere i propri poteri ad un altro Guardiano, se non voleva che i demoni regnassero incontrastati su tutta Azeroth. Decisa a prendere tra le mani il proprio destino, scelse di sedurre Nielas Aran, un potente arcimago dei Kirin Tor, al solo scopo di generare un erede. «Sono più vecchia di molte dinastie e ho dimenticato i miei capricci di ragazza dopo il primo secolo di vita. Sapevo perfettamente cosa stavo facendo entrando nel tuo letto ieri sera». Sono queste le esatte parole con cui Aegwynn rivelò al suo amante i propri intenti il giorno dopo, spezzandogli il cuore.

    Nell'autunno di quello stesso anno, nacque Medivh, il cui nome vuol dire "custode dei segreti" in lingua elfica. Con i suoi poteri, Aegwynn seppellì in profondità nel corpo del figlio la conoscenza di Tirisfal, che si sarebbe manifestata solo al raggiungimento dell'età adulta. Tuttavia, una volta arrivato il momento fatidico, il potere di Tirisfal si rivelò troppo grande perché Medivh fosse in grado di incanalarlo. La sovrabbondanza di energia magica uccise Nielas, a cui era stato affidato, e precipitò il ragazzo in coma. Al suo risveglio, avvenuto soltanto vent'anni dopo, il figlio della maga rassicurò il clero della Contea del Nord di avere pieno possesso e controllo dei suoi poteri, ma Aegwynn aveva dei sospetti. I suoi timori vennero confermati quando scoprì con orrore che Medivh aveva fatto un patto con la Legione Infuocata, dando l'opportunità agli orchi di arrivare su Azeroth. Aegwynn si confrontò apertamente con il figlio, sperando di ricondurlo sulla retta via e portarlo ad abbracciare la causa dei Guardiani, a cui era destinato dalla nascita. Di certo non si aspettava un rifiuto.

    La madre tentò di affrontarlo, ma avendo abbandonato la maggior parte dei suoi poteri da molti anni, non riuscì a sconfiggerlo. Fu in questo momento che Medivh le rivelò tutta la verità. Prima che il suo avatar perisse in battaglia, Sargeras aveva seppellito l'essenza del suo spirito nel corpo di Aegwynn, rimanendo sopito dentro di lei come una terribile malattia in attesa di scatenarsi nel momento esatto in cui avesse generato un figlio. Il titano oscuro intervenne nel concepimento di Medivh così, quando il potere dì Tirisfal si manifestò in lui, l'eredità demoniaca prese il sopravvento. Curiosamente incapace di ucciderla, Medivh preferì assorbire i poteri rimanenti della madre e ciò permise alla donna di fuggire. In un disperato tentativo di informare il mondo della corruzione del figlio, Aegwynn chiese di essere ricevuta da Re Llane. Quest'ultimo ascoltò attentamente quello che aveva da dire quando seppe che il figlio della potente Guardiana era il leader segreto degli orchi e avrebbe dovuto affrontarlo in un giorno non troppo lontano. Aegwynn, dopo aver fatto tutto quanto in suo potere per rimediare all'errore passato, rimase una testimone passiva degli eventi che seguirono.

    Anche se Medivh aveva rimosso la maggior parte dei suoi poteri, la maga poteva ancora ritardare l'invecchiamento. Cercando di usare la poca magia rimasta in suo possesso, Aegwynn riuscì a teletrasportarsi a Kalimdor. Si costruì un piccolo cottage vicino Ratchet, con un grazioso giardino, dove si preparava a passare in solitudine i giorni che le restavano. Almeno questo volle far credere a tutti ma, in realtà, il potere rimastole le permetteva ancora di proteggere se stessa e di divinare. Fu così che vide morire il figlio, Manonera e Gul'dan. Quando ciò avvenne, Aegwynn mise in atto un piano per riportare in vita Medivh. Avrebbe dovuto utilizzare tutto il potere che ancora le scorreva nelle vene, fino all'ultima goccia, per resuscitare l'Ultimo Guardiano. Nel completare il processo impiegò un ventennio, rischiando di rimanere uccisa nel tentativo, ma ebbe successo alla fine. Medivh, tornato in forma di spirito, evitò la distruzione dell'Albero del Mondo, portando umani, orchi ed elfi della notte a cooperare. Questo segnò la sconfitta definitiva del demone Archimonde. Assolto il suo compito, l'Ultimo Guardiano scomparve di nuovo, lasciando la madre ancora una volta da sola.

    La pacifica vita di Aegwynn venne interrotta nuovamente, quando Jaina Marefiero fece la sua comparsa in casa della maga. Aegwynn aiutò la ragazza ad individuare un branco di Sauri del Tuono, rimanendo sconvolta dal modo di fare della giovane che continuava a chiamarla con il titolo di "Magna" tanto da arrivare a rimproverla: «E smettila di chiamarmi 'Magna'. Quello era un altro tempo e un altro luogo, e comunque non sono più quella donna». Poco dopo l'arrivo di Jaina, Aegwynn e la maga rimasero intrappolate in casa per via di una vecchia conoscenza della ex-Guardiana: si trattava del demone Zmodlor, sconfitto tempo addietro e rispedito nella Distorsione Fatua. Dopo una fuga tempestiva, con l'aiuto del colonnello Lorena le due maghe scoprirono che il demone stava cercando di provocare una guerra tra Theramore e Durotar. Il trio affrontò il demone, ma durante la battaglia Jaina venne incapacitata dagli stregoni. In un disperato tentativo di fare il suo ultimo lavoro da Guardiana, Aegwynn salvò Jaina attingendo alla sua stessa forza vitale, l'ultima fonte di potere magico rimastole. Contro ogni previsione, la vecchia maga riuscì ancora una volta a sopravvivere. Sotto nome fittizio, Aegwynn divenne la nuova ciambellana di Jaina e sua consigliera di fiducia. Durante il suo periodo a Theramore, la guardiana aiutò Jaina a recuperare i ricordi perduti del Re Varian e diede una mano all'elfa del sangue Valeera Sanguinar a controllare la sua dipendenza dalla magia.

    Negli eventi che seguirono, la Guardiana scoprì che Med'an, il figlio della mezz'orchessa Garona, aveva una sorprendente somiglianza con Medivh. Inoltre, anche questo ragazzino sembrava possedere una potente aura, come l'Ultimo Guardiano, da cui gli derivò il soprannome di "Faro del potere". L'unica conclusione logica secondo Aegwynn era che il bambino non era altri che suo nipote. Con questa consapevolezza, la Guardiana tornò a sperare e vide nel bambino una possibilità di redenzione, per correggere gli errori che aveva commesso con Medivh. Aegwynn riflettè a lungo se rivelare o meno a Med'an cosa lo legava all'Ultimo Guardiano, ma decise che alla fine era un desiderio prettamente egoistico dire al ragazzino che in realtà era suo nipote. La sua arroganza in passato aveva rischiato di portare alla distruzione di tutta Azeroth, perciò era meglio pensare prima al bene di Med'an. Aegwynn era convinta che se tutti avessero saputo di chi era figlio, le persone sarebbero state sospettose nei confronti del nipote, rischiando così di sprecare il potenziale del ragazzino e rovinare il suo futuro come Guardiano.

    Aegwynn è stata una dei membri fondatori del Nuovo Concilio di Tirisfal, sorto poco dopo queste vicende, assieme all'arcidruido Hamuul Totem Runico, alla maga Jaina Marefiero, al druido Broll Orsomanto, a Maraad e a Med'an, che ne divenne il Guardiano. La maga millenaria morì nella battaglia contro Cho'gall, sacrificando la propria vita per conferire al nipote i poteri necessari per sconfiggere l'ogre. La tomba della Guardiana si trova vicino al luogo di sepoltura di Medivh, sotto Karazhan.
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