• Dopo i fatti di Karazhan, Garona stabilì degli ottimi rapporti con il re Llane e suo figlio Varian servendoli come meglio poteva. Assieme a Khadgar e Lothar, fu in prima linea nella lotta contro gli orchi. Tuttavia, l'Orda era troppo potente e ben presto iniziò l’assedio di Roccavento.

    Gli umani avrebbero potuto certamente respingere l'assalto se Gul'dan non avesse usato la sua magia per costringere Garona ad uccidere Llane. Anche se in lacrime, la mezz’orchessa non poté resistere all’ingiunzione del suo padrone e assassinò il sovrano sotto gli occhi di suo figlio Varian. Dopo l'omicidio, Garona riuscì a scappare e si rifugiò in un luogo dove non poteva più fare del male a nessuno.

    Alla nascita di suo figlio, che chiamò Med'an, affidò il piccolo al mago non morto Meryl, affinché lo formasse e lo proteggesse dai suoi nemici. Nonostante ciò, le vite del bimbo e quella della madre sarebbero ben presto tornate ad incrociarsi con quella dei grandi condottieri dell'Orda e dell'Alleanza. Gul'dan era venuto su Azeroth per prendere possesso della Tomba di Sargeras dove Aegwynn aveva seppellito i resti dell’avatar del leader della Legione Infuocata.

    Alla morte di Medivh, lo sciamano corrotto aveva usato la sua magia per leggere nella mente del mago il punto esatto in cui si trovava il sepolcro. Suo malgrado, Gul'dan cadde in coma e quando si svegliò scoprì che la sua Orda era profondamente cambiata. Orgrim Martelfato aveva conquistato il titolo di Capoguerra e si era liberato del Consiglio dell’Ombra che fino a quel momento aveva segretamente diretto gli orchi, in nome di Gul'dan. Lo stregone riuscì a mostrarsi utile ad Orgrim, che decise di risparmiarlo assieme al suo braccio destro, l'ogre a due teste Cho'gall.

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    Garona tornò alla ribalta della scena quando venne rivelata una profezia misteriosa, secondo la quale suo figlio avrebbe avuto il potere di distruggere il mondo. Questo era stato da sempre l’obiettivo di Cho'gall e del suo Martello del Crepuscolo, che, almeno inizialmente, era molto simile alle altre fazioni.

    L’ogre, però, ne aveva cambiato l’essenza trasformandolo in un culto di divinità antiche che desideravano la distruzione del mondo. Quando uno dei suoi agenti gli raccontò della profezia, Cho'gall non perse tempo e mandò i membri del suo clan alla ricerca di Me'dan. Il ragazzo e il padre adottivo, Meryl, si salvarono solo grazie all'intervento di Garona, che non aveva mai smesso di vigilare su di loro tenendosi sempre a debita distanza. Riconoscendo la mezz’orchessa, la spia la catturò e la condusse da Cho'gall, che aveva posto il suo quartier generale nel tempio di Anh'Qiraj.

    L’ogre usò la magia di Gul'dan per costringere Garona ad uccidere il figlio di Re Varian Llane mentre era in trattative con la nuova Orda di Thrall. Dall’assassinio Cho'gall aveva tutto da guadagnare: se Garona avesse ucciso uno dei leader del mondo di Azeroth gli umani avrebbero sicuramente visto nel gesto della mezz’orchessa un nuovo tradimento da parte dell’Orda. La missione fu quasi un successo. Garona tentò di assassinare Varian senza riuscirci ma, invece di morire, fu salvata da Jaina Marefiero. Tuttavia, ogni speranza di dialogo tra le due fazioni era stata interrotta. Durante i combattimenti, il figlio di Garona venne rapito dal Martello del Crepuscolo.

    Jaina usò la sua magia per saperne di più sui blocchi mentali nella mente di Garona con l’obiettivo di sbarazzarsi dell'influenza che Cho'gall continuava ad imporre alla mezz'orchessa. In cambio del suo aiuto, l'ex spia chiese all’elfa del sangue Valeera di salvare Med'an, facendo il nome di Anh'Qiraj. Una spedizione fu inviata lì per liberare Med'an, che venne ritrovato e recuperato con successo. Tuttavia, prima che suo figlio venisse salvato, Garona fu riscattata da un draenei.

    Si trattava di suo zio Maraad, che più tardi le rivelò il grado di parentela che li legava e le raccontò quello che la mezz'orchessa ignorava sulla propria nascita. Dopo essersi resa conto della situazione, Garona tornò prima da Jaina e poi partì alla volta di Ahn'Qiraj per spiare Cho'gall e ucciderlo una volta per tutte dato che, una volta morto l'ogre, nessuno avrebbe più potuto controllarla. Med'an divenne il custode del nuovo Consiglio di Tirisfal e con la sua magia attaccò Cho'gall.

    Durante i vari scontri, Garona recuperò parte del bastone di Medivh e lo consegnò a suo figlio che lo usò per battere Cho'gall. Tuttavia, l'ogre non fu sconfitto ma riuscì a fuggire nelle Alture del Crepuscolo dove iniziò a costruirsi il suo Bastione. Determinata a metterlo fuori gioco una volta per tutte, Garona lo seguì e da lì organizzò e coordinò la lotta contro di lui fino a quando gli eroi di Azeroth non lo uccisero.

    Warlords of Draenor

    Anche nella dimensione temporale alternativa di Draenor, Garona era la spia e l’assassina personale di Gul’dan. Nata dall’unione di un orco e una draenei, probabilmente attuata attraverso lo stupro come nella principale linea del tempo, la piccola era stata fatta crescere forzatamente mediante la magia e gli incantesimi che gli stregoni avevano piazzato nella sua mente per farle eseguire ogni ordine di Gul’dan.

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    Quando Khadgar e la custode Cordana Vilcanto individuarono il Consiglio dell’Ombra, Gul'dan fuggì prima di essere catturato. Lo stregone spedì Garona sulle tracce di Khadgar. La mezz'orchessa per poco non riuscì ad assassinare il mago, ma venne fermata e sconfitta dalla custode. Il secondo attacco di Garona contro Khadgar avvenne dopo che il mago era riuscito ad individuare il luogo in cui si nascondeva Gul'dan grazie alla divinazione.

    In questo caso Garona lo avvelenò per poi fuggire lungo il corso inferiore di Zangarra. La fuga della mezz'orchessa, però, durò poco perché fu inseguita e poi catturata da uno dei campioni che accompagnavano la spedizione del mago. L'antidoto trovato tra gli effetti personali di Garona venne usato per salvare la vita di Khadgar. Con la mezz’orchessa imprigionata nella sua torre, il mago iniziò a cercare un modo per spezzare gli incantesimi che Gul'dan aveva imposto sulla mente di Garona.

    Dopo non pochi sforzi, la mezz’orchessa venne finalmente liberata dal controllo dello stregone grazie all'azione congiunta di Khadgar, Cordana e del campione che era con loro. In segno di gratitudine, Garona finì per unirsi alle loro forze.
  • La nascita di Garona fu opera di Gul'dan, che fece unire uno dei suoi guerrieri orchi con una draenei. La piccola che venne alla luce acquisì dei tratti abbastanza umani per la sopresa di tutti. Usando la magia, lo stregone fece crescere rapidamente la creatura e la torturò, ponendo dei controlli magici nella sua testa per assicurarsi la sua completa obbedienza.

    Garona crebbe con la gente di suo padre, odiata dal resto degli orchi per la sua diversità. A forgiarla furono gli insulti che ricevette durante la sua breve infanzia e adolescenza. Ben diversa fu la reazione dei suoi parenti draenei quando vennero a sapere della sua nascita, come dimostra la scelta del fratello di sua madre, il vendicatore Maraad. Allo zio importava poco o nulla che Garona fosse per metà orco e non esitò a mettersi alla ricerca della nipote non appena seppe che sua sorella aveva partorito. Nel frattempo, la giovane apprese bene la cultura degli orchi viaggiando in tutta Draenor. Ciò la rese una pedina di valore incalcolabile per il Consiglio dell’Ombra. Fu introdotta nel clan Razziatempesta, che era guidato da Gul'dan. Garona divenne rapidamente l'interprete principale del Consiglio nonché la spia e l’assassina personale dello stregone. Tuttavia, la sua lealtà non andava a nessun clan in particolare né tanto meno si sentiva parte di quello in cui era entrata. A causa del suo sangue misto, sarebbe stata una paria per il resto della sua vita, potendo contare solo sulle sue capacità per sopravvivere. Quando giunse su Azeroth, la sua esperienza fu molto utile contro il nuovo nemico degli orchi, gli umani.

    Garona arrivò sul pianeta con uno dei primi gruppi che attraversò il Portale Oscuro e anche uno dei pochi che combatterono contro Medivh il Guardiano. Quando tutti i componenti della sua spedizione vennero annientati, Garona rientrò per informare Gul'dan. Passato poco tempo, ebbe modo di vedere il mago in diverse occasioni. Più tardi le venne concesso il titolo di Emissario ed inviata a Karazhan, dove incontrò Khadgar, l’apprendista di Medivh. Il giovane mago, anche se non era felice della presenza della mezz’orchessa, trattò Garona con rispetto come il suo maestro gli aveva chiesto di fare. Tra loro si creò una certa confidenza quando un demone apparve nella biblioteca della grande torre e furono costretti ad unire le loro forze per sconfiggerlo, anche se non smisero di criticare la razza l’uno dell’altra e difendere la propria. Alla fine, la ragazza rivelò loro che gli orchi erano venuti su Azeroth passando attraverso il Portale Oscuro. Fu in quel frangente che Garona cominciò a nutrire un forte rispetto per Medivh, e, per questo, iniziò a chiedersi dove risiedeva la propria lealtà. Il Guardiano aveva soddisfatto la curiosità della mezz’orchessa dicendole tutto quello che voleva, pur sapendo che era una spia, mentre Garona sentiva che non avrebbe mai potuto tradire la sua fiducia. Continuò a fare affidamento su quel legame e quel senso di sicurezza che la facevano sentire più "umana”. La mezz'orchessa era convinta che Medivh coltivasse un grande sogno con il quale voleva trasformare il mondo in un posto migliore. Forse fu in questo periodo che venne generato Med'an.

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    A causa di uno strano atteggiamento di Medivh, Khadgar e Garona cominciarono a indagare e scoprirono una connessione tra il comportamento del Guardiano e un improvviso afflusso di orchi. Quando utilizzarono un incantesimo per evocare una visione del passato, scoprirono che era stato proprio il potente mago colui che aveva condotto gli orchi su Azeroth per la prima volta. La cosa sorprese molto Garona, tanto che inizialmente volle credere che l'incantesimo era stato un fallimento. Non impiegò molto a comprendere che era stato davvero lui l'artefice del loro arrivo sul nuovo pianeta. Alla scoperta fece seguito una battaglia contro il Guardiano, nel corso della quale Khadgar usò i suoi poteri per evocare una visione di Aegwynn per distrarre il suo mentore. Ciò permise all'apprendista e a Garona di fuggire, chiedendo asilo ad un antico regno di Azeroth. Dopo una breve interruzione subita lungo la strada, alla fine i due riuscirono ad incontrare Sir Anduin Lothar. Raccontarono a lui e a Re Llane Wrynn di Azeroth cos’era accaduto, ma il sovrano non credette alle loro parole. Nonostante lo scetticismo del Re, Lothar si rese conto che Medivh era davvero impazzito, così riunì un piccolo drappello di uomini che guidò a Karazhan per affrontare il mago. Quella stessa notte, Garona vestì i colori di Azeroth come Lothar le aveva chiesto e si unì al gruppo mentre si avvicinava alla torre. Cercando intorno alla torre, trovarono un passaggio segreto, che li condusse a un riflesso speculare nel luogo dove si trovava Sargeras, la seconda ombra di Medivh. Fu in quel momento che Garona e Khadgar assistettero a qualcosa che avrebbe cambiato la mezz’orchessa. Karazhan le presentò una visione del suo futuro che Garona non poteva fare a meno di guardare con orrore mentre vedeva se stessa assassinare Re Llane durante l'assedio di Roccavento.

    Per un momento, la mezz’orchessa temette ciò che stava per accadere. Llane era una delle poche persone che l'avevano trattata con gentilezza e non voleva ucciderlo. Khadgar la scosse, risvegliandola dal suo stato di trance per farla concentrare su ciò che avevano davanti. Anche l'apprendista di Medivh aveva avuto una visione del futuro. Khadgar le disse che, se la visione era vera, significava che entrambi sarebbero andati via da Karazhan vivi. Se invece era falsa, avrebbe potuto morire in pace sapendo che il suo destino non era quello di tradire Re Llane. Quando finalmente si scontrarono con Medivh, questi scatenò i poteri che gli avevano lasciato sia sua madre che Sargeras. Garona, arrabbiata per il tradimento di Medivh e forse aspettandosi di morire piuttosto che di vivere per vedere la visione tramutarsi in realtà, attaccò il mago ma venne colpita da un suo potente incantesimo. Il Guardiano era rimasto deluso da lei, cosa che le disse apertamente, poi toccò la fronte della mezz’orchessa con la magia, riempiendo la sua mente di dubbi e pensieri contrastanti. La ragazza cadde a terra inabile mentre Medivh, dopo una lunga battaglia, finì nelle mani di Khadgar e Lothar. Tuttavia, al termine del combattimento, Garona non c'era più.

    Continuate a seguirci per leggere la seconda parte della storia di Garona!
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    (Trovate qui la prima parte)

    Mentre Jaina sta tornando da Tranciacolle assieme allo sciamano Reghar Terra Furiosa, Theramore viene attaccata da un Senzavolto risvegliato da Cho'gall. Durante la battaglia, la vicinanza della creatura provoca sussurri più forti nella testa di Med'an. Quando riesce a riprendersi, il giovane utilizza con grande abilità magia arcana e sciamanica per sconfiggere il mostro. Per guarire Valeera il ragazzo evoca la Luce e gli spiriti della terra, dando prova di essere abile nell'uso di qualsiasi forma di magia.

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    Al termine dello scontro Med'an spiega ai superstiti che la Luce gli ha fornito una visione rivelandogli l'identità del loro vero nemico, un Dio Antico. Meryl e Maraad decidono che Med'an deve andare nelle Terre Esterne insieme allo zio Maraad per cercare Khadgar, così che il giovane sia più al sicuro da Cho'gall. Aegwynn, sempre per proteggerlo, sceglie di non rivelargli la sua vera discendenza, ma quella stessa notte Medivh appare in sogno a Med'an invitandolo a raggiungerlo alla torre di Karazhan per saperne di più su di lui. La mattina seguente il ragazzo e suo zio partono alla volta del portale oscuro. Nel tragitto il draenei indica al giovane la torre di Medivh che Med'an, però, non vuole ancora raggiungere. Mentre i due attraversano il portale vengono contattati gli altri membri per formare il nuovo Concilio di Tirisfal. Durante il viaggio Maraad racconta la storia di Draenor al giovane che si ritiene figlio di un mostro, meritevole di risiedere in un posto devastato come quello, magari in esilio. Quando Med'an apprende di più su Khadgar, diventa desideroso di incontrarlo in quanto potrebbe avere altre informazioni sul suo defunto padre. All'arrivo a Shattrath Khadgar dice di non poter partecipare al nuovo consiglio, ma propone una magistrix, Dalynnia, come sua sostituta e mentre Maraad le spiega della missione contro Cho'gall, Med'an e l'arcimago conferiscono in privato.

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    Il ragazzo rivela a Khadgar di essere figlio di Medivh, così il mago gli spiega che i suoi genitori non sono malvagi, ma che il loro destino fu segnato dalle circostanze. In questo modo il giovane trova fiducia in suo padre. Prima di ripartire da Shattrath un naaru, A'dal, dice a Med'an di meditare sulle sue decisioni perché potrebbe diventare sia una potente arma contro il male che colui che provocherà la fine del mondo. L'intervento della creatura di Lucre alimenta i dubbi del ragazzo, che, prima di partire, non ha ancora deciso se raggiungere o meno suo padre. Nel frattempo Meryl e Garona scoprono le parole della profezia riguardante Med'an, che secondo Cho'gall sarebbe destinato a liberare il Dio Antico. Il testo recita così: «Quando il figlio dei tre regni diventerà luce, l'antico potere sarà liberato. La terra tremerà. I mari si solleveranno in risposta e la follia sarà in ogni dove. Un nuovo giorno sorgerà, portando con sé la pace o il caos». Superato il Portale Oscuro, Med'an sente la voce del padre, che lo richiama, così decide di raggiungere la torre di Karazhan. Al suo interno, un avatar di Medivh conferisce tutta la sua conoscenza al figlio, in modo che egli sappia scegliere liberamente e non sia costretto a combattere per le battaglie altrui, come i suoi genitori. Al termine dell'incontro Med'an si teletrasporta a Theramore, assediata da quattro elementali. Gli incantatori del nuovo concilio trasferiscono il loro potere al giovane nuovo guardiano che, con un'ondata di energia, indebolisce le creature, che subito dopo vengono distrutte da Broll Orsomanto, giunto improvvisamente sull'isola di ritorno da Teldrassil.

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    Finito lo scontro Med'an sviene a causa dello sforzo sostenuto con il rilascio di energia magica. Al suo risveglio il ragazzo sanguemisto ed Aegwynn rivelano al consiglio le origini del giovane, ma nonostante sia figlio del traditore Medivh tutti decidono di fidarsi di lui e lo designano ufficialmente come guardiano. Il giorno seguente viene effettuato il rito di investitura nell'abisso contorcente quindi Med'an, raggiunge Garona, Valeera, Aegwynn e Meryl ad Ahn'qiraj per lo scontro finale con Cho'gall. All'inizio della battaglia l'ogre attacca gli alleati del giovane per distrarlo e completare il rituale che porterà ad Azeroth il Dio Antico sfruttando l'energia del guardiano, ma il ragazzo riesce a proteggere i suoi amici. Dopo un lungo e difficile scontro Med'an riesce a prevalere, ma solo grazie ad Atiesh, l'asta di Medivh, e al sacrificio di Aegwynn, che dona la vita per condividere con lui il potere rimastole. Alla fine della battaglia Meryl riprende il controllo di Kathra'natir, che si era liberato dal giogo del non morto mettendo in pericolo il Consiglio ed Azeroth stessa. Una volta scongiurato il pericolo, il gruppo onora il sacrificio di Aegwynn seppellendola accanto al figlio. Med'an, dopo aver restituito i poteri di guardiano, si ritira con suo prozio per continuare a studiare la Via della Luce.
  • Orgrim Martelfato e il Vendicatore Maraad versano il proprio sangue per fermare l'Orda di Ferro, in un epico e triste addio.


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