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    Con il rilascio della patch 7.3.5, Legion è ormai agli sgoccioli, ma per un'espansione che termina, una nuova sta per cominciare! Questi due video sono tecnicamente sia l'epilogo di Legion che l'inizio del periodo pre-espansione di Battle for Azeroth.

    Se non volete spoiler, chiudete adesso questa notizia!

    Video d'epilogo dell'Orda

    Video d'epilogo dell'Alleanza

    Fatto interessante, questi due filmati sono stati scritti e diretti da Christie Golden, ormai pilastro centrale della storia di Warcraft, anche ben prima della sua assunzione nell'azienda.

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    «Per troppo tempo mi sono fatto dominare dalla paura... Paura di aver preso le decisioni sbagliate... Paura che la nostra nazione perdesse la sua identità... Paura che se aveste appreso tutta la verità mi avreste rifiutato come vostro sovrano.
    Bene, non cederò mai più alla paura»

    - Genn Mantogrigio

    Il giovane Genn crebbe nell'ammirazione del padre Archibald, che solo con le proprie forze aveva trasformato Gilneas da regno periferico a potenza industriale, superata solo dalla vecchia Gnomeregan.

    Per tutta la vita Genn si è impegnato ad accrescere la gloria del regno costruito dal padre seguendo i suoi insegnamenti di autosufficienza e progresso. Queste caratteristiche hanno permesso ai gilneani di superare indenni la Terza Guerra, ma non quello che giunse in seguito.

    Genn governava già da tempo quando Anduin Lothar giunse coi profughi di Roccavento a chiedere aiuto. Nonostante provasse simpatia per il regno più a sud era riluttante ad aiutare: non credeva che questi orchi venuti da un altro mondo fossero un reale pericolo per la sua gente.

    Non la pensava allo stesso modo Ser Darius Crowley, vassallo di Selva Pinargento, che insistette per mandare il grosso dell'esercito a sostenere la neonata Alleanza di Lordaeron. Genn si oppose fermamente, affermando che nessun figlio di Gilneas sarebbe stato mandato a combattere le guerre degli altri.

    Su consiglio del nobile Ser Vincent Godfrey mandò solo una forza di rappresentanza, convinto che anche con così poco avrebbe dimostrato che Gilneas faceva la differenza.

    Dopo la faticosa vittoria degli umani, Mantogrigio si adirò per la decisione di internare gli orchi invece che sterminarli, e anche per la costruzione del Forte di Guardiafatua, considerato dal re solo un modo per tassare il suo regno. Dopo pochi mesi di trattative, Mantogrigio si spazientì e proclamò di fronte al re Terenas Menethil II la ritirata di Gilneas dall'Alleanza.

    Il regno si isolò costruendo il colossale Muro di Mantogrigio che bloccò l'accesso via terra, ma una macchinazione di Ser Godfrey lasciò tagliate fuori le terre che appartenevano a Ser Crowley. Crowley fu così disilluso da questa decisione del re che decise autonomamente di mandare delle truppe di supporto a Jaina Marefiero durante la Terza Guerra.

    Giunse il Flagello. Nonostante le continue insistenze del figlio Liam, Mantogrigio aveva ignorato le disperate richieste di aiuto provenienti da Lordaeron, sicuro che il muro e il suo esercito sarebbero stati sufficienti a respingere anche questa invasione.
    I non morti giunsero ai confini del regno, sembravano inarrestabili e il re si rivolse al mago di corte Arugal. Usando i segreti contenuti nel Libro di Ur, l'arcimago liberò i worgen dalla prigionia in cui erano stati confinati diecimila anni prima da Malfurion Grantempesta, e li scatenò contro i morti viventi.

    Il piano ebbe successo e il Flagello fu respinto, ma i worgen sfuggirono al controllo di Arugal e cominciarono a diffondersi su tutto il continente. Genn decise di tenere segreta al suo popolo l'esistenza dei mannari, e ad ogni luna piena organizzava delle battute di caccia nel territorio di Bosconero per sterminare tutte le bestie del regno.

    Durante una di queste spedizioni Genn fu morso da uno dei lupi mannari. Terrorizzato da quello che i suoi vassalli avrebbero potuto fargli, Genn nascose le sue ferite e non disse a nessuno di essere stato infettato.
    Grazie alla sua incrollabile forza di volontà e all'aiuto segreto di Belrysa Brezzastella e Krennan Aranas, il re riuscì a mantenere la maledizione sotto controllo.

    Negli anni che vanno dalla fine della Terza Guerra al Cataclisma, Darius Crowley insorse contro la politica isolazionistica del re, dichiarandolo tiranno. La guerra civile che ne seguì è conosciuta come la Ribellione di Porta Nord.
    Genn vinse a fatica, anche grazie all'astuzia di Ser Godfrey, e Crowley venne imprigionato.

    Il ritorno di Alamorte provocò violenti terremoti su tutto il pianeta e il muro eretto a difesa di Gilneas cedette. Sylvanas Ventolesto approfittò della situazione e organizzò una forza di invasione per conquistare il regno. Simultaneamente i worgen uscirono da Bosconero e iniziarono ad invadere le città, infettando i cittadini con la loro maledizione.

    Gilneas rimase stretto tra due fuochi e senza nessun alleato rimasto. In quella situazione disperata, Mantogrigio concedette l'amnistia a Crowley e insieme a suo figlio Liam organizzò la difesa del regno. Solo Godfrey, venuto a conoscenza della maledizione del re, rifiutò di obbedire e si suicidò. Durante la battaglia finale per il controllo della capitale, Sylvanas scagliò una freccia avvelenata verso Genn, ma Liam si mise in mezzo per poi morire tra le braccia del padre.

    Genn Mantogrigio, il re che aveva dedicato tutta la sua vita alla prosperità di Gilneas, fu costretto a fuggire da un regno in pezzi. Anzi, senza l'aiuto degli Elfi della Notte nessuno sarebbe sopravvissuto alla furia di Sylvanas. Suo figlio, che tanto lo aveva esortato a chiedere aiuto all'Alleanza, era morto. E Genn comprese amaramente quanto fosse stato sciocco credere che si potesse fare tutto da soli.

    Dopo essersi rifugiato a Darnassus, Mantogrigio si stabilì a Roccavento come nuovo membro dell'Alleanza. Viaggiò anche fino a Pandaria, dove supervisionò le operazioni militari dell'Operazione Baluardo e assistette al processo di Garrosh.

    Il re non ha dimenticato le sorti del suo popolo e progetta il suo ritorno, pregustando in contemporanea il momento in cui potrà uccidere Sylvanas e vendicare suo figlio.

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