• Dopo i fatti di Karazhan, Garona stabilì degli ottimi rapporti con il re Llane e suo figlio Varian servendoli come meglio poteva. Assieme a Khadgar e Lothar, fu in prima linea nella lotta contro gli orchi. Tuttavia, l'Orda era troppo potente e ben presto iniziò l’assedio di Roccavento.

    Gli umani avrebbero potuto certamente respingere l'assalto se Gul'dan non avesse usato la sua magia per costringere Garona ad uccidere Llane. Anche se in lacrime, la mezz’orchessa non poté resistere all’ingiunzione del suo padrone e assassinò il sovrano sotto gli occhi di suo figlio Varian. Dopo l'omicidio, Garona riuscì a scappare e si rifugiò in un luogo dove non poteva più fare del male a nessuno.

    Alla nascita di suo figlio, che chiamò Med'an, affidò il piccolo al mago non morto Meryl, affinché lo formasse e lo proteggesse dai suoi nemici. Nonostante ciò, le vite del bimbo e quella della madre sarebbero ben presto tornate ad incrociarsi con quella dei grandi condottieri dell'Orda e dell'Alleanza. Gul'dan era venuto su Azeroth per prendere possesso della Tomba di Sargeras dove Aegwynn aveva seppellito i resti dell’avatar del leader della Legione Infuocata.

    Alla morte di Medivh, lo sciamano corrotto aveva usato la sua magia per leggere nella mente del mago il punto esatto in cui si trovava il sepolcro. Suo malgrado, Gul'dan cadde in coma e quando si svegliò scoprì che la sua Orda era profondamente cambiata. Orgrim Martelfato aveva conquistato il titolo di Capoguerra e si era liberato del Consiglio dell’Ombra che fino a quel momento aveva segretamente diretto gli orchi, in nome di Gul'dan. Lo stregone riuscì a mostrarsi utile ad Orgrim, che decise di risparmiarlo assieme al suo braccio destro, l'ogre a due teste Cho'gall.

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    Garona tornò alla ribalta della scena quando venne rivelata una profezia misteriosa, secondo la quale suo figlio avrebbe avuto il potere di distruggere il mondo. Questo era stato da sempre l’obiettivo di Cho'gall e del suo Martello del Crepuscolo, che, almeno inizialmente, era molto simile alle altre fazioni.

    L’ogre, però, ne aveva cambiato l’essenza trasformandolo in un culto di divinità antiche che desideravano la distruzione del mondo. Quando uno dei suoi agenti gli raccontò della profezia, Cho'gall non perse tempo e mandò i membri del suo clan alla ricerca di Me'dan. Il ragazzo e il padre adottivo, Meryl, si salvarono solo grazie all'intervento di Garona, che non aveva mai smesso di vigilare su di loro tenendosi sempre a debita distanza. Riconoscendo la mezz’orchessa, la spia la catturò e la condusse da Cho'gall, che aveva posto il suo quartier generale nel tempio di Anh'Qiraj.

    L’ogre usò la magia di Gul'dan per costringere Garona ad uccidere il figlio di Re Varian Llane mentre era in trattative con la nuova Orda di Thrall. Dall’assassinio Cho'gall aveva tutto da guadagnare: se Garona avesse ucciso uno dei leader del mondo di Azeroth gli umani avrebbero sicuramente visto nel gesto della mezz’orchessa un nuovo tradimento da parte dell’Orda. La missione fu quasi un successo. Garona tentò di assassinare Varian senza riuscirci ma, invece di morire, fu salvata da Jaina Marefiero. Tuttavia, ogni speranza di dialogo tra le due fazioni era stata interrotta. Durante i combattimenti, il figlio di Garona venne rapito dal Martello del Crepuscolo.

    Jaina usò la sua magia per saperne di più sui blocchi mentali nella mente di Garona con l’obiettivo di sbarazzarsi dell'influenza che Cho'gall continuava ad imporre alla mezz'orchessa. In cambio del suo aiuto, l'ex spia chiese all’elfa del sangue Valeera di salvare Med'an, facendo il nome di Anh'Qiraj. Una spedizione fu inviata lì per liberare Med'an, che venne ritrovato e recuperato con successo. Tuttavia, prima che suo figlio venisse salvato, Garona fu riscattata da un draenei.

    Si trattava di suo zio Maraad, che più tardi le rivelò il grado di parentela che li legava e le raccontò quello che la mezz'orchessa ignorava sulla propria nascita. Dopo essersi resa conto della situazione, Garona tornò prima da Jaina e poi partì alla volta di Ahn'Qiraj per spiare Cho'gall e ucciderlo una volta per tutte dato che, una volta morto l'ogre, nessuno avrebbe più potuto controllarla. Med'an divenne il custode del nuovo Consiglio di Tirisfal e con la sua magia attaccò Cho'gall.

    Durante i vari scontri, Garona recuperò parte del bastone di Medivh e lo consegnò a suo figlio che lo usò per battere Cho'gall. Tuttavia, l'ogre non fu sconfitto ma riuscì a fuggire nelle Alture del Crepuscolo dove iniziò a costruirsi il suo Bastione. Determinata a metterlo fuori gioco una volta per tutte, Garona lo seguì e da lì organizzò e coordinò la lotta contro di lui fino a quando gli eroi di Azeroth non lo uccisero.

    Warlords of Draenor

    Anche nella dimensione temporale alternativa di Draenor, Garona era la spia e l’assassina personale di Gul’dan. Nata dall’unione di un orco e una draenei, probabilmente attuata attraverso lo stupro come nella principale linea del tempo, la piccola era stata fatta crescere forzatamente mediante la magia e gli incantesimi che gli stregoni avevano piazzato nella sua mente per farle eseguire ogni ordine di Gul’dan.

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    Quando Khadgar e la custode Cordana Vilcanto individuarono il Consiglio dell’Ombra, Gul'dan fuggì prima di essere catturato. Lo stregone spedì Garona sulle tracce di Khadgar. La mezz'orchessa per poco non riuscì ad assassinare il mago, ma venne fermata e sconfitta dalla custode. Il secondo attacco di Garona contro Khadgar avvenne dopo che il mago era riuscito ad individuare il luogo in cui si nascondeva Gul'dan grazie alla divinazione.

    In questo caso Garona lo avvelenò per poi fuggire lungo il corso inferiore di Zangarra. La fuga della mezz'orchessa, però, durò poco perché fu inseguita e poi catturata da uno dei campioni che accompagnavano la spedizione del mago. L'antidoto trovato tra gli effetti personali di Garona venne usato per salvare la vita di Khadgar. Con la mezz’orchessa imprigionata nella sua torre, il mago iniziò a cercare un modo per spezzare gli incantesimi che Gul'dan aveva imposto sulla mente di Garona.

    Dopo non pochi sforzi, la mezz’orchessa venne finalmente liberata dal controllo dello stregone grazie all'azione congiunta di Khadgar, Cordana e del campione che era con loro. In segno di gratitudine, Garona finì per unirsi alle loro forze.
  • La nascita di Garona fu opera di Gul'dan, che fece unire uno dei suoi guerrieri orchi con una draenei. La piccola che venne alla luce acquisì dei tratti abbastanza umani per la sopresa di tutti. Usando la magia, lo stregone fece crescere rapidamente la creatura e la torturò, ponendo dei controlli magici nella sua testa per assicurarsi la sua completa obbedienza.

    Garona crebbe con la gente di suo padre, odiata dal resto degli orchi per la sua diversità. A forgiarla furono gli insulti che ricevette durante la sua breve infanzia e adolescenza. Ben diversa fu la reazione dei suoi parenti draenei quando vennero a sapere della sua nascita, come dimostra la scelta del fratello di sua madre, il vendicatore Maraad. Allo zio importava poco o nulla che Garona fosse per metà orco e non esitò a mettersi alla ricerca della nipote non appena seppe che sua sorella aveva partorito. Nel frattempo, la giovane apprese bene la cultura degli orchi viaggiando in tutta Draenor. Ciò la rese una pedina di valore incalcolabile per il Consiglio dell’Ombra. Fu introdotta nel clan Razziatempesta, che era guidato da Gul'dan. Garona divenne rapidamente l'interprete principale del Consiglio nonché la spia e l’assassina personale dello stregone. Tuttavia, la sua lealtà non andava a nessun clan in particolare né tanto meno si sentiva parte di quello in cui era entrata. A causa del suo sangue misto, sarebbe stata una paria per il resto della sua vita, potendo contare solo sulle sue capacità per sopravvivere. Quando giunse su Azeroth, la sua esperienza fu molto utile contro il nuovo nemico degli orchi, gli umani.

    Garona arrivò sul pianeta con uno dei primi gruppi che attraversò il Portale Oscuro e anche uno dei pochi che combatterono contro Medivh il Guardiano. Quando tutti i componenti della sua spedizione vennero annientati, Garona rientrò per informare Gul'dan. Passato poco tempo, ebbe modo di vedere il mago in diverse occasioni. Più tardi le venne concesso il titolo di Emissario ed inviata a Karazhan, dove incontrò Khadgar, l’apprendista di Medivh. Il giovane mago, anche se non era felice della presenza della mezz’orchessa, trattò Garona con rispetto come il suo maestro gli aveva chiesto di fare. Tra loro si creò una certa confidenza quando un demone apparve nella biblioteca della grande torre e furono costretti ad unire le loro forze per sconfiggerlo, anche se non smisero di criticare la razza l’uno dell’altra e difendere la propria. Alla fine, la ragazza rivelò loro che gli orchi erano venuti su Azeroth passando attraverso il Portale Oscuro. Fu in quel frangente che Garona cominciò a nutrire un forte rispetto per Medivh, e, per questo, iniziò a chiedersi dove risiedeva la propria lealtà. Il Guardiano aveva soddisfatto la curiosità della mezz’orchessa dicendole tutto quello che voleva, pur sapendo che era una spia, mentre Garona sentiva che non avrebbe mai potuto tradire la sua fiducia. Continuò a fare affidamento su quel legame e quel senso di sicurezza che la facevano sentire più "umana”. La mezz'orchessa era convinta che Medivh coltivasse un grande sogno con il quale voleva trasformare il mondo in un posto migliore. Forse fu in questo periodo che venne generato Med'an.

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    A causa di uno strano atteggiamento di Medivh, Khadgar e Garona cominciarono a indagare e scoprirono una connessione tra il comportamento del Guardiano e un improvviso afflusso di orchi. Quando utilizzarono un incantesimo per evocare una visione del passato, scoprirono che era stato proprio il potente mago colui che aveva condotto gli orchi su Azeroth per la prima volta. La cosa sorprese molto Garona, tanto che inizialmente volle credere che l'incantesimo era stato un fallimento. Non impiegò molto a comprendere che era stato davvero lui l'artefice del loro arrivo sul nuovo pianeta. Alla scoperta fece seguito una battaglia contro il Guardiano, nel corso della quale Khadgar usò i suoi poteri per evocare una visione di Aegwynn per distrarre il suo mentore. Ciò permise all'apprendista e a Garona di fuggire, chiedendo asilo ad un antico regno di Azeroth. Dopo una breve interruzione subita lungo la strada, alla fine i due riuscirono ad incontrare Sir Anduin Lothar. Raccontarono a lui e a Re Llane Wrynn di Azeroth cos’era accaduto, ma il sovrano non credette alle loro parole. Nonostante lo scetticismo del Re, Lothar si rese conto che Medivh era davvero impazzito, così riunì un piccolo drappello di uomini che guidò a Karazhan per affrontare il mago. Quella stessa notte, Garona vestì i colori di Azeroth come Lothar le aveva chiesto e si unì al gruppo mentre si avvicinava alla torre. Cercando intorno alla torre, trovarono un passaggio segreto, che li condusse a un riflesso speculare nel luogo dove si trovava Sargeras, la seconda ombra di Medivh. Fu in quel momento che Garona e Khadgar assistettero a qualcosa che avrebbe cambiato la mezz’orchessa. Karazhan le presentò una visione del suo futuro che Garona non poteva fare a meno di guardare con orrore mentre vedeva se stessa assassinare Re Llane durante l'assedio di Roccavento.

    Per un momento, la mezz’orchessa temette ciò che stava per accadere. Llane era una delle poche persone che l'avevano trattata con gentilezza e non voleva ucciderlo. Khadgar la scosse, risvegliandola dal suo stato di trance per farla concentrare su ciò che avevano davanti. Anche l'apprendista di Medivh aveva avuto una visione del futuro. Khadgar le disse che, se la visione era vera, significava che entrambi sarebbero andati via da Karazhan vivi. Se invece era falsa, avrebbe potuto morire in pace sapendo che il suo destino non era quello di tradire Re Llane. Quando finalmente si scontrarono con Medivh, questi scatenò i poteri che gli avevano lasciato sia sua madre che Sargeras. Garona, arrabbiata per il tradimento di Medivh e forse aspettandosi di morire piuttosto che di vivere per vedere la visione tramutarsi in realtà, attaccò il mago ma venne colpita da un suo potente incantesimo. Il Guardiano era rimasto deluso da lei, cosa che le disse apertamente, poi toccò la fronte della mezz’orchessa con la magia, riempiendo la sua mente di dubbi e pensieri contrastanti. La ragazza cadde a terra inabile mentre Medivh, dopo una lunga battaglia, finì nelle mani di Khadgar e Lothar. Tuttavia, al termine del combattimento, Garona non c'era più.

    Continuate a seguirci per leggere la seconda parte della storia di Garona!
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    Med'an è un giovane sanguemisto, figlio di della mezz'orchessa Garona e di Medivh. La sua origine mista draenei, orchesca ed umana lo rende un abilissimo controllore delle varie forme di magia, da quella arcana a quella divina e sciamanica, per questo è diventato un potente guardiano.

    Non si sa molto della sua infanzia, ma si può supporre che sia passata in tranquillità al fianco di Meryl Viltempesta – nome assunto più tardi – nella radura di Boscovespro. La madre di Med'an l'aveva affidato al mago non morto temendo che il figlio sarebbe stato in pericolo se fosse rimasto al suo fianco. Nonostante ciò, Garona ha sempre vegliato su di lui rimanendo nell'ombra. Durante la sua infanzia e adolescenza, Meryl addestra il giovane all'uso della magia, rendendolo un abile mago. La vita di Med'an trascorre tranquilla fino a quando non giunge ad una una svolta, nel momento in cui il ragazzo viene attaccato da un gruppo di fedeli del Martello del Crepuscolo. I cultisti, che erano in missione per catturare sua madre, lo usano come esca. Il giorno successivo Med'an origlia una conversazione fra Meryl e Koron, una spia dei reietti, apprendendo così che la mezz'orchessa catturata è in realtà sua madre ed è stata portata al cospetto dell'ogre Cho'gall. Venuto a conoscenza di ciò, il giovane ruba il pipistrello vampiro di Koron e parte alla volta di Theramore. Nella regione di Acquemorte Med'an trova la madre. Non solo, ascoltando di nascosto un'altra conversazione, scopre che i suoi rapitori vogliono ucciderla dopo averla usata per assassinare Re Varian Wrynn, il Capoguerra Trhall ed Anduin Wrynn. Durante la notte il giovane perde le tracce di Garona e dei suoi carcerieri, ma più tardi nella mattinata raggiunge Theramore. In quel L'isola è sotto attacco, assaltata dal gruppo di accoliti del Martello del Crepuscolo e da Garona. Med'an interviene per cercare di salvare la madre ma il suo tentativo è vano. Il giovane sanguemisto finisce per essere rapito a sua volta da Stasia, una non morta al comando del gruppo di assassini, che lo porta da Cho'gall.

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    La madre di Med'an, che nel frattempo è stata catturata dagli umani, promette di cercare di superare i suoi blocchi mentali a patto che qualcuno vada a liberare suo figlio. Il compito viene affidato a Valeera Sanguinar, che parte alla ricerca di Med'an. Il ragazzo è stato imprigionato contro il cadavere di C'thun e inizia a sentire i sussurri di un Dio Antico, che lo perseguiteranno per lungo tempo. Il luogo in cui si trova Med'an viene rivelato da Garona, quando Jaina Marefiero riesce a sbloccare la sua memoria: il ragazzo si trova nelle rovine di Ahn'qiraj. Meryl, giunto nella fortezza di Theramore seguendo le tracce di Med'an, dopo aver avvertito di un imminente attacco contro l'isola da parte del Flagello, si teletrasporta ad Ahn'Qiraj assieme a Valeera per salvare il giovane sanguemisto, che viene liberato. Cho'gall, per uccidere i soccorritori, si trasforma sfruttando il potere del suo padrone. L'elfa del sangue, però, lasciandosi controllare dal demone che in passato l'aveva attaccata, riesce a guadagnare abbastanza tempo, che si rivela sufficiente per permettere a Meryl di riprendersi e teletrasportare il gruppo nel deserto di Silithus. Lì, l'antico non morto prende il controllo del demone Kathra'natir, che manifesta interesse anche per Med'an, quindi riporta tutti a Theramore. Quando il gruppo fa ritorno alla fortezza umana, Aegwynn, ciambellana di Jaina ed ex guardiana, nota la somiglianza fra Med'an e Medivh confermando la teoria di Meryl. Il mago non morto aveva già ravvisato tratti similari tra la donna e il ragazzo ma aveva preferito tenere per sé le proprie considerazioni.

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    Il giovane mezz'orco viene portato nelle prigioni per incontrare sua madre, ma nel frattempo Garona è scomparsa, liberata da suo zio Maraad. Valeera, incaricata da Varian di custodire la prigioniera, scopre da Meryl dove si trova. L'elfa del sangue si mette in viaggio verso la tana di Onyxia per catturarla, seguita di nascosto da Med'an. Il mezz'orco, incontrando la madre in volo, le racconta di com'era stato salvato da Meryl e Valeera e di come sarebbe desideroso di seguirla. Dal canto suo, Garona risponde che sarebbe troppo pericoloso per lui rimanere al suo fianco a causa del sortilegio a cui l'assassina di Gul'dan fu sottoposta. Per questo motivo intima al figlio di aiutare Jaina e Meryl a sconfiggere Cho'gall, nel caso in cui ella stessa fallisse nel compito. Infine, gli suggerisce di andare a salvare Valeera da Maraad, che non sa che l'elfa del sangue è un'alleata e non una minaccia. Med'an divide il prozio dalla giovane elfa, ma i sussurri del Dio Antico lo perseguitano ancora, mettendolo in ginocchio. Maraad, però, lo aiuta a riprendersi canalizzando in lui la Sacra Luce. Il gruppo raggiunge Theramore e all'arrivo Maraad conferisce con Jaina. In questo modo apprendono tutti il vero pericolo che Cho'gall rappresenta. Jaina, Aegwyn, Med'an, Maraad, Meryl e Valera condividono le informazioni apprese e capiscono che solo un intervento magico potrebbe sventare i piani dell'ogre per portare il caos nel mondo. Decidono quindi di fondare un nuovo corrispettivo del Consiglio di Tirisfal. Nel frattempo Cho'gall va avanti con i preparativi del rito che libererà il suo padrone. L'ogre pianifica un attacco contro Theramore per rapire Med'an, evocando un senzavolto ed inviando i suoi adepti. I sussurri che perseguitano il giovane mezz'orco si fanno sempre più insistenti, ma Maraad gli insegna ad usare la Luce, attraverso la quale riesce a calmarli. Mentre Jaina è in viaggio con l'obiettivo di reclutare alcuni sciamani per il Consiglio, si scatena l'attacco contro Theramore.

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    Continuate a seguirci per leggere la seconda parte della storia di Med'an.
  • La storia del culto del Martello del Crepuscolo trova la sua genesi in Cho'gall, il primo mago ogre. La sua lenta ma inesorabile ascesa al potere inizia quando viene eletto capo di un clan di orchi, dopo che il precedente leader era stato condannato e giustiziato dal Concilio dell'Ombra, un gruppo di stregoni mortali asserviti al potere della Legione Infuocata. Durante la seconda guerra, il culto e Cho'gall offrirono all'Orda il loro appoggio seguendo una profezia secondo cui proprio quest'ultima si sarebbe fatta portatrice di morte e distruzione. Scatenare l'apocalisse su Azeroth, infatti, è l'obiettivo finale a cui tutti i membri del Martello del Crepuscolo sono votati.

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    Guidati dall'ogre bicefalo, strinsero una forte alleanza con lo stregone Gul'dan ed il clan Lame Ostili – di cui faceva parte anche la mezz'orchessa Garona. La loro prima apparizione su Azeroth avviene durante l'attacco al Forte di Roccavento al fianco del clan Guerci Insanguinati e del loro capo Kilrogg Occhiotetro. La battaglia fu una sconfitta clamorosa, in cui gli orchi furono sopraffatti dalla resistenza umana. Cho'gall sopravvisse a tutto questo e persino alla distruzione del Concilio dell'Ombra, diventando il secondo di Gul'dan, che da quel momento lo portò sempre con sé. Quando lo stregone trovò la tomba di Sargeras, Cho'gall fu veloce a carpirne i segreti prima che i figli del clan Manonera, inviati da Orgrim Martelfato, lo trovassero. Questi tentarono di ucciderlo per tradimento, dato che aveva abbandonato gli orchi nella battaglia decisiva contro l'Alleanza ed Anduin Lothar. Creduto morto, l'ogre se la cavò anche questa volta, insieme ad uno sparuto gruppo di cultisti del crepuscolo. Il tempo cancellò rapidamente dalla memoria gli avvenimenti della seconda guerra e il culto prosperò di nascosto, coltivando la sua idea nichilistica della fine del mondo. I membri del Martello del Crepuscolo ritenevano che un genocidio di massa fosse necessario per la nascita di una nuova era. In qualche modo, uno degli Antichi Dei riuscì a manovrare Cho'gall come una pedina con un relativo ampliamento delle forze del Martello del Crepuscolo, tanto che persino alcuni umani aderirono al culto. La maggior parte di loro risiedeva a Silithus, vicino al luogo dove è sigillato C'Thun o nei Sotterranei di Roccianera dove aspettavano il ritorno di Ragnaros.

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    Il culto sembra avere un'insana ossessione per la morte e per qualsiasi forma di devastazione, nonché per gli Antichi Dei. A seconda del periodo storico, i cultisti si sono via via alleati con chiunque potesse portarli al loro fine ultimo. Una loro opera, per esempio, è il condizionamento mentale e magico a cui fu sottoposta la mezz'orchessa Garona, che arrivò ad uccidere contro la sua volontà il padre di Varian, Re Llane. I cultisti si trovavano principalmente a Maraudon, a Silithus, nei Sotterranei di Roccianera e persino nelle rovine di Ahn'Qiraj. Dopo il risveglio del Re dei Lich raggiunsero le profondità di Ahn'kahet e l'interno di Uldum, ma anche fuori dal Santuario di Rubino, dove sventola il loro blasone. Il Martello del Crepuscolo raggiunse il suo momento di massimo splendore durante il Cataclisma. Sedotti dalla promessa di potere e flagellazione di Alamorte, i cultisti si votarono all'aspetto della Morte con tutta l'anima. Reclamarono la vecchia fortezza dei nani di Grim Batol e le zone circostanti delle Alture del Crepuscolo, trasformandole nella sede principale delle loro operazioni. Aiutati dai dragoni del crepuscolo sostennero diverse battaglie come l'invasione del monte Hyjal, aiutarono i naga contro Neptulon e minarono di continuo i tentativi di ripristinare il Pilastro del Mondo a Rocciafonda. Si scoprì persino che il culto del Martello del Crepuscolo era responsabile di due stragi di massa a Valtetra, volte a dividere dall'interno le deboli trattative di pace tra Orda ed Alleanza. Il loro leader, Cho'gall, trovò la morte al Bastione del Crepuscolo e venne rimpiazzato da un fantomatico Padre del Crepuscolo, l'Arcivescovo Benedictus.

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    Con il collasso di Alamorte, la pericolosità del culto è andata scemando. Alcuni dei pochi membri rimasti si sono infiltrati sotto Orgrimmar, nel Baratro di Fiamma Furente, dove hanno dato vita al culto degli Sciamani Oscuri. L'eredità del Martello del Crepuscolo, però, è ancora perseguita da diversi gruppi come il Concilio della Mietitura Oscura, completamente concentrato sullo svelare i misteri delle arti oscure del culto. Un'altra cellula ancora attiva guidata da un elementale, il Signore del Crepuscolo Bathiel, ha continuato a perseguire gli obiettivi del Martello del Crepuscolo negli Abissi di Fondocupo. Agendo su ordine degli Antichi Dei, stanno cercando di evocare Aku'mai il Divoratore nel mondo di Azeroth. I cultisti stanno catturando prigionieri per eseguire sacrifici di sangue che serviranno da catalizzatore per portare il mostro sul pianeta. In ogni caso, il tratto distintivo che accomuna tutti gli appartenenti al Martello del Crepuscolo è la loro devozione al culto. I cultisti sono disposti a morire per perseguire i loro obiettivi, sicuri di una ricompensa da parte degli Antichi Dei. Nei ranghi più bassi si trovano prevalentemente ladri e guerrieri, mentre in quelli più alti maghi e stregoni. Di solito preferiscono ricorrere a tattiche intimidatorie, come rapimenti e omicidi macabri, oppure ai sabotaggi. Raramente si scontrano in campo aperto se non appoggiati da qualche altra forza militare. Non hanno un addestramento preciso, che compensano con un fervore che rasenta l'isteria.
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    Khadgar, il cui nome in nanico significa fede, probabilmente è il più grande mago umano vivente. Forse solo Jaina Marefiero potrebbe reggere il confronto con questo eroe dell’Alleanza che guidò la spedizione oltre il Portale Oscuro per respingere definitivamente la minaccia orchesca.

    All'età di 17 anni, il Kirin Tor decise di inviarlo come apprendista dal grande mago e stregone Medivh, per fargli completare l'addestramento e permettergli di sfruttare completamente il suo incredibile potenziale. Arrivato a Karazhan, Khadgar ebbe l'impressione che il potente mago fosse eccentrico e distratto, forse anche un po' folle. Il rispetto per Medivh in ogni caso crebbe con il tempo man mano che l’apprendista studiava il lavoro del suo maestro e scopriva i segreti della torre, custode di mille segreti e di misteriose apparizioni che sembravano riguardarlo in prima persona. Presto l’eccentricità di Medivh divenne sempre più evidente fino a rasentare la follia. La preoccupazione di Khadgar aumentava giorno dopo giorno, alimentata dai frequenti viaggi del proprio maestro verso la palude vicina e gli orchi che ci abitavano tra i quali citiamo Garona, una mezzosangue che Medivh definiva un'ambasciatrice nonostante le sue evidenti abilità da assassina. La situazione non migliorò quando Khadgar scoprì che il mago non era altri che il leggendario Guardiano di Tirisfal. Un'ombra era sempre presente sul suo maestro, flebile eppure persistente. Alla fine Medivh, con grande orrore di Khadgar, si rivelò essere colui che aveva aperto il Portale Oscuro e permesso l’invasione degli orchi tradendo l’umanità e Azeroth, nonché il proprio ruolo di Guardiano.

    Khadgar, sconvolto, tornò a Roccavento per informare Re Llane Wrynn del tradimento del mago, cosa che da tempo il sovrano sospettava insieme ad Anduin Lothar. Prendendo una difficile decisione, Re Wrynn inviò un manipolo di soldati guidati dal paladino e dall’apprendista a Karazhan, per fermare l’uomo che un tempo era uno dei loro amici più fidati. Arrivati alla torre, dopo aver superato illusioni e trucchi mentali, la situazione si rivelò peggiore del previsto. La terra tremò quando l’avatar di Sargeras prese completamente possesso del corpo di Medivh dopo aver aspettato decenni tirando i fili nell’ombra per permettere l’invasione del mondo che già una volta lo aveva respinto. Mentre i soldati combattevano per farsi strada fra la magia distruttiva del Guardiano corrotto, Khadgar scagliò un incantesimo verso il suo maestro. L’incantesimo non ebbe alcun effetto su Medivh, se non quello di provocare una maledizione su Khadgar stesso che lo fece invecchiare rapidamente e rendendolo molto più anziano e debole dei suoi effettivi 20 anni. Dopo un terribile combattimento, Lothar riuscì a uccidere Medivh ma l’invasione dell’Orda non terminò con la morte del Guardiano. Dopo numerose vittorie, gli orchi riuscirono a cingere d’assedio la stessa Roccavento che cadde nel caos causato dall’assassinio di Re Llane Wrynn da parte di Garona.



    Khadgar e Lothar fuggirono verso nord, mentre la Prima Guerra finiva a svantaggio dell’umanità. Il contrattacco però era imminente. Alla fine la nuova Alleanza riuscì a sconfiggere l’Orda e recuperare gran parte del resto del continente, anche se con il sacrificio di molti, fra i quali lo stesso Anduin Lothar. Nonostante la sua fragilità fisica, lo stesso Khadgar si era impegnato in prima persona per sconfiggere l’Orda. Il mago decise di vegliare sul Portale Oscuro dopo averlo chiuso, costruendo una fortezza nelle Terre Devastate. Purtroppo la seconda invasione era imminente e il Portale si riaprì, lasciando passare di nuovo gli orchi che questa volta avevano una missione ben precisa. Khadgar, divenuto Arcimago di Dalaran, prese l'iniziativa e attraversò il portale con una spedizione al suo seguito per stroncare sul nascere la nuova minaccia e recuperare gli artefatti magici che Ner’Zhul tanto agognava, prima che potessero diventare una minaccia nelle sue mani.

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    Il più potente fra questi, il Teschio di Gul’dan, si scoprì essere in mano a un nemico estraneo a Draenor, ma ben conosciuto su Azeroth: Alamorte. Arrivato su quel pianeta poco dopo l’apertura del Portale, Alamorte pianificava di dominare quel mondo in modo da poter poi tornare su Azeroth con un potere sufficiente a dominarlo. Khadgar, deciso a recuperare il Teschio, affrontò l’Aspetto della Morte insieme ai Gruul i quali da tempo combattevano i draghi neri che avevano invaso il loro territorio. Anche se l'Arcimago non era in grado di ferire direttamente il drago, concentrò i suoi incantesimi sulle piastre di metallo che trattenevano i magma e i fuochi d’odio che uscivano dalle sue ferite sempre aperte. Preso alla sprovvista, il grande dragone nero si ritirò. Nonostante tutti i suoi sforzi, Khadgar non riuscì a impedire a Ner’zhul l’apertura di numerosi portali che cominciarono a distruggere Draenor. Riuscì invece a chiudere, grazie al Teschio e al Libro di Medivh, il Portale verso Azeroth, salvandolo dal contraccolpo della distruzione di Draenor.

    Per anni non si seppe più nulla della spedizione dell’Alleanza, fino alla terza apertura del Portale Oscuro che permise una nuova invasione, questa volta non di orchi ma direttamente di demoni della Legione Infuocata. Respinta sul nascere questa invasione, Orda e Alleanza viaggiarono verso quelle che ora sono le Terre Esterne, scoprendo che la spedizione era sopravvissuta alla catastrofe e che aveva continuato a cercare di respingere la Legione grazie ai Naaru, richiamati da una richiesta d'aiuto di un Khadgar. Grazie a loro e agli eroi arrivati da Azeroth, anche questa minaccia venne respinta, salvando ancora una volta il pianeta dalla furia di Sargeras. Khadgar, ora in grado di viaggiare fra i due mondi, diventò uno degli Arcimaghi del Concilio dei Sei del Kirin Tor. Fu proprio lui a convincere gli altri, supportato da una profezia, ad eleggere come loro capo Jaina Marefiero al posto del defunto Rhonin. Il mago, ora solo quarantenne nonostante il suo aspetto venerando, preferì restare nelle Terre Esterne a vegliare sul Grande Vuoto e i suoi demoni sempre in agguato.

    Un nuovo pericolo ora è all'orizzonte. Khadgar ha notato una nuova interferenza e una strana attività del Portale ed è tornato su Azeroth per avvertire tutti del pericolo incombente. Molti si aspettano un'altra invasione, ma nessuno può prevedere ciò che uscirà dal Portale Oscuro.
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1 Surge
6/11 (M)
Antorus, the Burning Throne
M: Devastamondi Garothi
M: Vilsegugi di Sargeras
M: Alto Comando degli Antoran
M: Guardiana dei Portali Hasabel
M: Eonar, la Protettrice della Vita
M: Imonar, il Cacciatore di Anime
H: Kin'garoth
H: Varimathras
H: Congrega delle Shivarra
H: Aggramar
H: Argus il Distruttore
2 Below Average
6/11 (M)
Antorus, the Burning Throne
M: Devastamondi Garothi
M: Vilsegugi di Sargeras
M: Alto Comando degli Antoran
M: Guardiana dei Portali Hasabel
M: Eonar, la Protettrice della Vita
M: Imonar, il Cacciatore di Anime
H: Kin'garoth
H: Varimathras
H: Congrega delle Shivarra
H: Aggramar
H: Argus il Distruttore
3 IgnorHunters
5/11 (M)
Antorus, the Burning Throne
M: Devastamondi Garothi
M: Vilsegugi di Sargeras
M: Alto Comando degli Antoran
M: Guardiana dei Portali Hasabel
M: Eonar, la Protettrice della Vita
H: Imonar, il Cacciatore di Anime
H: Kin'garoth
H: Varimathras
H: Congrega delle Shivarra
H: Aggramar
H: Argus il Distruttore
4 Hated
5/11 (M)
Antorus, the Burning Throne
M: Devastamondi Garothi
M: Vilsegugi di Sargeras
M: Alto Comando degli Antoran
M: Guardiana dei Portali Hasabel
M: Eonar, la Protettrice della Vita
H: Imonar, il Cacciatore di Anime
H: Kin'garoth
H: Varimathras
H: Congrega delle Shivarra
H: Aggramar
H: Argus il Distruttore
5 Lesih Per Casoh
3/11 (M)
Antorus, the Burning Throne
M: Devastamondi Garothi
M: Vilsegugi di Sargeras
M: Alto Comando degli Antoran
H: Guardiana dei Portali Hasabel
H: Eonar, la Protettrice della Vita
H: Imonar, il Cacciatore di Anime
H: Kin'garoth
H: Varimathras
H: Congrega delle Shivarra
H: Aggramar
H: Argus il Distruttore
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