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    Quando gli artefatti vennero annunciati per la prima volta, ci fu stupore ed eccitazione: finalmente avremmo potuto mettere le mani su oggetti del calibro di Martelfato e Brandicenere (quest'ultima desiderata dai giocatori fin dai tempi di Vanilla). Mano a mano che emergevano i dettagli, però, ci si chiedeva se tutte le armi sarebbero state epiche e interessanti in egual misura.
    A partire da oggi, iniziamo una rubrica che punta a raccontarvi le origini di ogni singolo Artefatto, leggendone le descrizioni e riportandovi più aneddoti possibile. Per tutto l'aiuto ringraziamo i membri della gilda Old School Gamers per aver sbloccato le parti della storia.

    L'Artefatto di cui raccontiamo oggi è Grinfiartiglio, la temibile lancia dei Cacciatori Sopravvivenza.


    Creata prima della Guerra degli Antichi, questa lancia ha una punta unica, arcuata, per somigliare al becco di un'aquila ed è stata infusa con le energie di antiche fiere note come Dei Selvatici. Grinfiartiglio ha aiutato i Tauren nella difesa di Azeroth contro molti nemici e fu affidata ai più grandi cacciatori delle tribù di Alto Monte, finché non venne persa.
    Chi brandirà l'arma in battaglia sarà onorato da parte dei Tauren, per i quali l'arma è una leggenda...ma verrà inesorabilmente braccato dai servi della Legione.


    Parte Prima

    Molto tempo prima della Guerra degli Antichi le tribù dei Tauren abitavano le vaste selve dell'antica Kalimdor. La Tribù di Alto Monte era capeggiata da Moren Alto Monte, che salvò Onh'ahra, Dio Selvatico sotto forma di spirito di una grande aquila, dall'attacco di alcuni Elementali del Fuoco. Per ringraziarlo, l'aquila infuse parte della sua essenza nella lancia di Moren, dotandola di potenti abilità magiche. Moren incise il nome di Ohn'ahra sull'impugnatura dell'arma, che in suo onore venne chiamata Lancia dell'Aquila.

    Per commemorare gli eroi conosciuti, i nemici sconfitti e gli eventi vissuti, Moren incise anche i loro nomi sulla Lancia dell'Aquila. Anche i successivi proprietari dell'arma continuarono la tradizione: in questo modo, la lancia divenne la storia vivente della tribù Alto Monte.

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    Parte Seconda

    Eruna, nipote di Moren, era destinata a diventare il capo della tribù. Prima però di sentirsi degna di tale responsabilità portò la Lancia dell'Aquila con sé in pellegrinaggio, un rito di passaggio per dimostrare il suo valore. Nelle terre del nord corse a difendere una famiglia di Elfi della Notte da alcuni esseri tentacolari che vivevano in un complesso di caverne, sinistri servitori degli Antichi Dei che si stavano risvegliando in diversi luoghi oscuri. Il potente orso che accompagnò Eruna nella sua missione si rivelò come il semidio di nome Ursoc. Insieme scacciarono le malvagie creature.

    Dopo la battaglia Ursoc giudicò degna Eruna Alto Monte. Le disse che una grande oscurità era imminente e che il mondo avrebbe avuto bisogno di guerrieri valorosi come lei. Per aiutarla, l'orso benedisse la sua lancia, aggiungendo la sua potenza agli incantamenti dell'arma. Eruna incise il nome di Ursoc sulla lancia, continuando la storia vivente della Lancia dell'Aquila, e ritornò dalla sua gente.


    Parte terza

    Dopo la morte di Eruna, la lancia fu affidata a Huln Alto Monte. Nell'affrontare una devastante invasione della Legione Infuocata, Huln riunì altre tribù dei Tauren sotto la sua bandiera per affiancare gli Elfi della Notte contro i Demoni.

    Nel corso di una cruenta battaglia, Huln provò a proteggere l'Antico Guardiano lupo a due teste Omen dalle forze della Legione, ma lo spirito-bestia venne gravemente ferito e avvelenato dall'energia oscura. Prima di soccombere all'immensa corruzione, Omen infuse l'ultimo suo respiro di purezza nella Lancia dell'Aquila, aggiungendo il suo potere a quello degli altri Dei Selvatici. Huln incise il nome del semidio sulla lancia affinchè il suo coraggio venisse ricordato in eterno.


    Parte Quarta

    Durante la Guerra degli Antichi, Huln lottò al fianco di molti guerrieri che sarebbero diventati delle leggende. Tra di loro c'era l'Elfo della Notte Jarod Cantombroso, che salvò la vita di Huln durante uno degli ultimi attacchi demoniaci. Huln incise tutti i loro nomi sulla sua lancia. Incontrò perfino il più grande tra tutti i Druidi, Malfurion Grantempesta.

    Così raccontano le leggende degli anziani della tribù di Alto Monte: Huln mostrò la lancia al Druido, che la esaminò con attenzione. Rimase colpito dalla punta incurvata che somigliava al becco di un aquila e dai nomi incisi dal Tauren e dai suoi predecessori. Il Druido entrò in comunione con gli spiriti della lancia e diede la sua approvazione.



    Parte Quinta

    I Tauren anziani tutt'ora raccontano del Signore della Rovina Xyburn, della sua intenzione di spazzare via la loro razza e di quando Huln giurò di ucciderlo. I due acerrimi nemici si scontrarono durante la battaglia per il Pozzo dell'Eternità. La lotta ebbe termine solo quando Huln, apparentemente sconfitto, colpì quasi mortalmente Xyburn al volto con la sua lancia. Il Demone si scansò all'ultimo momento ma Grinfiartiglio, infusa di potere spirituale, riuscì a trafiggere il suo occhio sinistro, accecandolo.

    Huln vinse lo scontro, ma prima di poter uccidere il Signore della Rovina, Xyburn e molti altri demoni che si trovavano nella zona centrale di Kalimdor vennero espulsi da Azeroth.
    Tornando nella Distorsione Fatua, Xyburn si leccò le ferite in attesa della prossima campagna della Legione. Giurò vendetta contro Huln, tutti i Tauren e l'arma che lo aveva privato della vista. Anche Huln non aveva pace e bramava vendetta. Poco tempo dopo, il Pozzo dell'Eternità implose, generando violenti terremoti in tutto il mondo. Mentre la terra di Kalimdor tremava e si spezzava, Huln e la sua gente furono costratti alla fuga per salvarsi.


    Parte Sesta

    Dopo la Guerra degli Antichi, le tribù dei Tauren si separarono. Con la loro terra ancestrale distrutta dalla Grande Separazione, Huln guidò la sua gente alla ricerca di una nuova casa. Viaggiarono lontano e videro molte parti di Azeroth stravolte. Si diressero verso le Isole Disperse, dove costruirono il villaggio di Totem del Fulmine all'ombra del picco più alto delle isole.

    Fu così che, portata in salvo la sua tribù, Huln Alto Monte tramandò la Lancia dell'Aquila al suo successore e si unì agli antenati. Secondo la leggenda, fu la stessa Ohn'ahra a portare in cielo lo spirito del grande capotribù.

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    Parte Settima

    Anni dopo la dipartita di Huln, la tribù di Alto Monte si trovò guidata da due sorelle gemelle, Arien e Gardrel. Arien era una grande guerriera che conosceva bene le selve, mentre a Gardrel era riconosciuta saggezza e forza diplomatica. Invece di dividere la tribù o metterla nelle mani sbagliate, l'anziano capotribù nominò Gardrel nuovo capotribù e Arien protettrice delle montagne e portatrice della Lancia dell'Aquila.

    Le sorelle erano felici dei rispettivi ruoli e Arien tenne la tribù al sicuro per molti anni, affidandosi alle benedizioni che gli Dei Selvatici avevano infuso nella sua arma. Decise di chiamarla Grinfiartiglio, in onore degli Dei Selvatici amici dei suoi antenati.


    Parte Ottava

    Dal diario di Arien Alto Monte, che descrive l'incontro della sua tribù con il Sentiero Invisibile, un ordine di Elfi della Notte:

    Gardrel e io guidavamo gli Elfi della Notte verso la cima di una vicina montagna. Sulla via per la vetta, improvvisamente Grinfiartiglio si illuminò di potere. Istintivamente, la alzai verso il cielo e tutti restammo a bocca aperta. Un'enorme aquila dorata fatta di energia venne emessa dalla punta della lancia! Gardrel e io ricordavamo bene la storia della nostra tribù e capimmo che Ohn'ahra aveva benedetto quel sacro luogo. In quel momento, decidemmo che l'avremmo ribattezzato come Picco dell'Artiglio.

    Fu solo grazie all'aiuto della tribù di Alto Monte che i cacciatori del Sentiero Invisibile, venuti sulle Isole Disperse per contrastare la Legione, furono in grado di fondare la loro nuova casa di Rifugio Tirosaldo. Dai tre picchi conosciuti come i Tre Artigli, controllavano la landa e si dichiararono pronti ad affrontare un eventuale nuovo attacco della Legione Infernale.
    Gli Elfi e i Tauren impararono molto gli uni dagli altri e Arien decise di unirsi al Sentiero Invisibile, diventando uno dei suoi membri migliori.


    Parte Nona

    La tradizione di tramandare Grinfiartiglio al più grande cacciatore di Alto Monte proseguì per molte generazioni. Se la tribù era minacciata o c'erano sfide da affrontare, la lancia sarebbe entrata in azione.

    Quando giunse voce che una misteriosa bestia vagava per le selve di Stormheim, Nalmus Alto Monte prese la lancia e decise di domare, o di distruggere, la creatura. La partenza del cacciatore venne salutata da un sontuoso banchetto e l'epico Canto di Grinfiartiglio intonato per augurare a Nalmus di tornare vincitore. Tutti sentivano che la pace e la tranquillità sarebbero tornate su quelle terre.

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    Parte Decima

    Dopo che trascorsero settimane senza notizie di Nalmus, venne organizzata una squadra di ricerca. Nonostante lo avessero cercato in lungo e in largo, del cacciatore e della sua lancia non vi era traccia. Inoltre, diversi membri della spedizione furono uccisi da bestie sconosciute che vivevano nella nebbia.

    Nel corso degli anni, altri coraggiosi cacciatori sarebbero andati alla ricerca della creatura cacciata da Nalmus. Di molti non si seppe più nulla. La Lancia dell'Aquila non si vedeva nel mondo dalla scomparsa di Nalmus, finché non l'hai recuperata tu, con la guida e la benedizione di Ohn'ahra. Con questo atto, sei diventato un Cacciatore il cui nome verrà ricordato a lungo.


    Parte Undicesima

    Con la Lancia degli Dei Selvatici in pugno, pochi dei cacciatori di Azeroth possono pensare di eguagliarti. La tua forza, la tua agilità e la tua ferocia ti daranno vantaggio contro prede e nemici. A differenza di altri Cacciatori armati di arco o fucile, tu, come Huln Alto Monte, preferisci lo scontro ravvicinato. Hai perfezionato l'uso delle trappole, la caccia e l'uccisione sulla terra; ora puoi provare l'ebrezza di colpire il nemico come faceva la grande aquila Ohn'ahra. La lancia migliora le tue abilità di sopravvivenza, permettendoti di diventare un autentico maestro delle selve. E, come l'aquila, non hai bisogno di alcun aiuto - poiché nessuno osa laddove tu sai osare.

    Il potere spirituale di Grinfiartiglio è tale da far risuonare altari e templi con la forza degli Dei Selvatici affinché rispondano alla chiamata, così come i sacerdoti degli Dei Selvatici potrebbero percepire la sua presenza. Chi la impugna è gradito ospite di qualsiasi insediamento Tauren - a meno che questa persona non sia stata loro nemica in passato. Allo stesso tempo, la lancia è incline ad attirare l'attenzione dei servitori del caos, perciò usala con grande attenzione.
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7 commenti
  • Ljnx 29 maggio 2017, 14:02 Ljnx
    BattleTag: Ljnx#2455
    Messaggi: 250

    Il nostro vincolo è indissolubile
    la nostra volontà incrollabile,
    chi oserà opporsi a noi?!

    -Grom Malogrido
    #1
    Ottimo articolo! :good: 1
  • NunDio 29 maggio 2017, 14:21 NunDio
    BattleTag: NunDio#2349
    Messaggi: 387

    So che dice iscritto da marzo 2016 ma in realtà sono attivo dalla fine di aprile 2017 :)
    #2
    Fantastico! un articolo per ogni arma leggendaria è una bella idea, solo ho notato che sono molto distanziati tra loro gli articoli di Storia e Lore, magari ravvicinateli un po' e mi farete contento :D
    Comunque a forza di incidere nei millenni, lo spazio ancora non finisce sulla lancia? strano XD
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  • R3wu0Redazione 29 maggio 2017, 14:32 R3wu0
    BattleTag: Xly#21584
    Messaggi: 1509

    "Whomsoever takes up this blade shall wield the power eternal. Just as the blade rends flesh, so must the power scar the spirit"
    #3
    @NunDio il problema di questo tipo di articoli è che ci vuole molto tempo a scriverli e non possiamo intasare la home page del sito solo con WoW. Nel caso particolare, questi articoli che riguardano le storie degli Artefatti dovremmo riuscire a pubblicarli con cadenza regolare.

    Ci tengo inoltre a far presente, per non prendermi meriti che non ho, che l'articolo altro non è che la semplice trascrizione della storia che ognuno di noi può leggere in game una volta raggiunto il grado 25 di Conoscenza Artefatto.
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  • NunDio 29 maggio 2017, 14:36 NunDio
    BattleTag: NunDio#2349
    Messaggi: 387

    So che dice iscritto da marzo 2016 ma in realtà sono attivo dalla fine di aprile 2017 :)
    #4
    @R3wu0 lo so lo so che non si può certo pubblicare solo quello, ma fosse per me dovreste intasare il sito intero con approfondimenti di lore rofl
    comunque per il fatto che sia una trascrizione, può sembrarti poco ma per chi come me non può più giocare ma vuole rimanere informato sulle novità della storia, fanno molto piacere :)
    aspetto con ansia i nuovi, un saluto!
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  • ciccio44 29 maggio 2017, 15:38 ciccio44
    BattleTag: Attil#2201
    Messaggi: 2647

    “Che può esserci al di sopra di uno che è al di sopra della fortuna?”
    #5
    Ottima rubrica! :good: 1
  • Exhumed 30 maggio 2017, 08:11 Exhumed
    BattleTag: Punisher666#2193
    Messaggi: 3384

    Hell On Earth
    #6
    Fantastico! Adoro questo genere di articoli!! <3 1
  • SERAPHIMON 03 giugno 2017, 21:37 SERAPHIMON
    BattleTag: SERAPHIMON#2969
    Messaggi: 1817

    Iscritto il: 25 ottobre 2013, 21:43
    #7
    ottima idea ed ottimo articolo (come tutti i precedenti)

    concordo con @NunDio , anch'io vorrei sempre più articoli e racconti sui Lore e ho sempre desiderato una raccolta delle storie delle varie reliquie, manufatti ed oggetti magici di WoW
    (in particolare vorrei conoscere il legame fra Gelidanima/Frostmourne e Tenebranima/Shadowmourne)

    non vedo l'ora del prossimo articolo; se occorrono informazioni o dettagli contenuti nei libri, non avete che da chiedere: il quì presente LoreMaster è al vostro :good:
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