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    Oggi vi raccontiamo di Furia di Odyn e Ira di Helya, i leggendari Spadoni dei Valarjar per i Guerrieri Furia. La loro storia si intreccia con i tragici avvenimenti accaduti molto tempo fa a Ulduar.

    Il Custode Odyn considerava le creature naturali del mondo troppo deboli, troppo delicate e troppo effimere per fidarsi di loro. Hai già mostrato l'assurdità di questa sua opinione e nessuno di noi dubita che tu possa continuare a stupirlo. Ora va' e tieni alte le armi di Odyn per la difesa di Azeroth. Consolida il tuo retaggio.


    Parte Prima

    Molto tempo fa, il Custode Odyn decise di creare un esercito di campioni, i Valarjar, e inviarli su Azeroth per contrastare le numerose minacce che sapeva si sarebbero presentate. Ma il suo sogno non si avverò e i Valarjar vennero vincolati per migliaia di anni, impossibilitati come il loro creatore ad abbandonare la loro dimora. Prima di essere imprigionato, Odyn aveva ordinato la creazione di due spade; nei piani del Custode queste avrebbero dovuto aiutare il più valoroso tra i Valarjar ad affrontare le battaglie incombenti. Purtroppo invece caddero nelle mani del nemico.


    Parte Seconda

    Prima della storia scritta, Odyn ordinò la costruzione delle Sale del Valore, un santuario per gli spiriti di quel possenti Vrykul morti gloriosamente in battaglia. Odyn aveva condotto le armate del Pantheon contro gli Dei Antichi e sapeva che ci sarebbe stato sempre bisogno di campioni coraggiosi per affrontare le forze del male. l migliori fabbri Vrykul furono incaricati di creare armi e armature per questi indomiti guerrieri. Il Custode rimase colpito da uno in particolare di questi fabbri: faceva scudi leggeri e robusti, perfetti nelle mani di un guerriero capace. Odyn chiese a questo artigiano molto di più. "Non concentrarti solo sulla difesa", disse il Custode. "Ma anche sulla poetica dell'attacco”. Il fabbro comprese le parole di Odyn e presto presentò al Custode due tra le armi migliori mai create in una forgia dei Vrykul. Odyn non solo le accettò con orgoglio, ma le benedisse con il suo potere e le appese nelle Sale del Valore per spronare i suoi campioni Valarjar. "Queste spade saranno brandite solo dal più valoroso tra voi", disse Odyn. "Perciò, andate! Dimostratevi degni".
    Passarono molti anni prima che qualcuno accettasse la sfida.

    Parte Terza

    Il primo e anche unico Valarjar che portò queste armi in battaglia fu Ingvar, valoroso guerriero Vrykul e altrettanto leggendario combattente dopo la morte.
    Sempre aggressivo, Ingvar guidò un gruppo di combattenti per investigare nelle profondità di una caverna che sembrava ribollire di magia oscura. Fecero una terribile scoperta: un branco di creature corrotte dagli Dei Antichi. Quando queste empie entità persero la guerra contro i costrutti dei Titani, una di loro, C'thun, si dileguò silenziosamente per tutta Azeroth, corrompendo quante più menti gli fosse possibile raggiungere.

    Ingvar e i suoi compagni erano inferiori di numero, ma non fuggirono. Dove molti dei Vrykul caddero, Ingvar resistette: pur con gravi ferite lottò fin nelle profondità della caverna e distrusse tutti gli esseri che vi si trovavano.
    Dopo il suo ultimo respiro, la Val'kyr Helya recuperò il suo spirito dalle Terretetre e lo portò alle Sale del Valore, dove Odyn lo accolse e lo riportò a nuova vita come Valarjar.


    Parte Quarta

    La morte di Ingvar fu un nobile sacrificio in cambio di una vittoria contro forze soverchianti e malvage. Il Custode Odyn lo nominò campione tra i Valarjar e gli affidò i due Spadoni. Quando il pericolo incombeva, Ingvar era sempre il primo a condurre i Valarjar allo scontro.
    Ma i suoi atti di eroismo terminarono bruscamente e inaspettatamente.

    Nella sua ossessione di formare le fila dei Valarjar, Odyn aveva sacrificato la vita terrena di giovani donne Vrykul, trasformandole contro la loro volontà in Val'kyr, spiriti capaci di muoversi fra il mondo dei morti e quello dei vivi, conducendo le anime dei caduti verso la nuova vita offerta dal Custode.
    Ad opporsi per prima a questo delirante proposito fu, tempo addietro, il potente costrutto Helya, che sfidando l'ira di Odyn fu da questi trasformata nella prima Val'kyr. Impossibilitata a ribellarsi alla volontà del Custode, Helya attese nei secoli la sua occasione di vendetta. Quando questa si presentò, l'accolse senza esitare.


    Parte Quinta


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    Il Custode Loken era ormai da tempo caduto in una delirante follia, istigata dai sussurri dell'Antico Dio Yogg-Saron. Voleva sbarazzarsi di Odyn e dei suoi Valarjar, sapendo però che erano nemici formidabili. Cercò l'aiuto di Helya, confidando nel suo profondo odio verso Odyn; le fece una proposta: avrebbe annullato il controllo che il Custode esercitava su di lei se l'avesse aiutato a intrappolarlo insieme ai suoi campioni nelle Sale del Valore. Il piano funzionò alla perfezione. Odyn non si aspettava la ribellione di Helya e lui con quasi tutti i suoi Valarjar furono neutralizzati, confinati nel santuario fluttuante che doveva essere la loro gloriosa dimora. Solo alcuni Valarjar erano rimasti fuori dalle Sale del Valore quando Helya attaccò sprigionando il suo immenso potere arcano. lngvar era uno di questi; imbracciò gli Spadoni e reagì, sperando di sconfiggere Helya e liberare Odyn.


    Parte Sesta

    Come Val'kyr, Helya aveva un grande controllo sugli spiriti dei defunti. Valoroso o meno che fosse, Ingvar capì che non avrebbe mai avuto la meglio su di lei. Si appellò al potere delle sue spade, il potere infuso da Odyn stesso.
    Nessun altro avrebbe potuto tentare di sconfiggerla. Ingvar trovò Helya e l'affrontò, quasi riuscendo nella sua impresa. Alla fine però Helya dominò lo spirito del guerriero e lo scagliò nell'oblio. I due Spadoni rimasero su Azeroth, insieme ai pochi manufatti dei Valarjar che non furono sigillati nelle Sale del Valore. Helya tenne le lame di Ingvar a testimonianza della sua vittoria sull'odiato Custode Odyn.


    Parte Settima

    Nel corso dei millenni Helya, dal suo regno marino di Helheim, corruppe e portò alla dannazione innumerevoli anime di Vrykul, trasformandoli in Kvaldir.
    Helya cominciò a perseguitare non solo gli eroici Vrykul defunti, ma anche quelli ancora in vita. Qualunque costrutto sembrasse conoscere o ricordare la verità sul conflitto fra lei e Odyn diveniva un bersaglio. I suoi Kvaldlr uccidevano con crudeltà ed efficacia.
    Helya richiamò i suoi campioni, gli Helarjar di Helheim, e li sguizagliò in giro per Azeroth a caccia dei suoi nemici.

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    Parte Ottava

    Gli spiriti che finivano sotto il controllo di Helya soffrivano enormemente. Helheim era un luogo di tormento per gli eroici Vrykul caduti, che si ritrovavano trasformati in Kvaldir e privati dell'onore di ascendere alle Sale del Valore.
    Molti di questi Vrykul dannati divennero ben più pericolosi nella morte di quanto lo fossero in vita; potenziati da Helya e timorosi dl deluderla, obbedivano ciecamente ai suoi comandi. Uno di questi Kvaldir, Vigfus Tagilavento, si distinse nelle battaglie contro i Vrykul, facendosi notare dalla sua padrona. Helya decise quindi che sarebbe stato lui a brandire i due Spadoni dei Valarjar. Quale modo migliore di distruggere i fedeli di Odyn se non con le sue più importanti creazioni?


    Parte Nona

    Vigfus Tagliavento usò queste spade per uccidere molti eroi Vrykul nel corso del tempo. Helya infuse perfino parte del suo potere nelle lame, così come aveva fatto Odyn. Non solo questo ne aumentò la pericolosità, ma per Helya diventò più facile impossessarsi delle anime delle sue vittime. In verità, fu questa infusione a rendere le lame davvero magnifiche e tremende.
    Il potere e l'odio di Helya combattono senza sosta contro lo spirito di Odyn e questa furiosa tensione tra energie sarà conservata per sempre nelle lame, minacciando di travolgere persino chi le brandirà in battaglia. Una singola distrazione al culmine del combattimento potrebbe portare all'oblio e alla rovina. Non bisogna mai dimenticarlo.


    Parte Decima

    Il campione di Helya adoperò queste armi per millenni, versando il sangue di infiniti eroi. Di tanto in tanto Helya lo metteva alla prova per accertarsi che fosse ancora degno dell'onore di brandire gli Spadoni. Gli scontri a cui lo sottoponeva sarebbero stati letali per chiunque: a volte lo faceva duellare con altri Kvaidlr eccezionali, altre volte lo costringeva a razziare accampamenti Vrykul senza alcun aiuto. Grazie alle due potenti armi, Vigfus non falliva mai.


    Parte Undicesima

    Negli istanti precedenti alla sua distruzione, Vigfus chiese l'aiuto di Helya; la Val'kyr rispose alla richiesta e infuse altro del suo spirito negli Spadoni. Una misura di quello strabordante potere ancora permane, oggi e per l'eternità. Queste armi vennero forgiate per assistere nella battaglia potenti guerrieri senza paura. Trasformano la sete di sangue in potenza e solo una mente indomabile guidata da incrollabile volontà può sperare di controllarle. Se gli Spadoni dei Valarjar fossero usati oggi contro Azeroth, questo mondo non avrebbe alcuna possibilità.

    Se venissero usati per difenderlo, Azeroth potrebbe non cadere mai.
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3 commenti
  • SERAPHIMON 13 gennaio 2018, 12:22 SERAPHIMON
    BattleTag: SERAPHIMON#2969
    Messaggi: 1846

    Iscritto il: 25 ottobre 2013, 21:43
    #1
    racconti sempre magnifici, dovrebbero dare un premio agli autori che li inventano
    . . .
    chissà se scriveranno mai un libro per raccoglierli o creeranno un romanzo dedicato apposta per unificare tutti i pezzi
    0
  • R3wu0Redazione 13 gennaio 2018, 12:46 R3wu0
    BattleTag: Xly#21584
    Messaggi: 1602

    "Whomsoever takes up this blade shall wield the power eternal. Just as the blade rends flesh, so must the power scar the spirit"
    #2
    SERAPHIMON ha scritto:racconti sempre magnifici, dovrebbero dare un premio agli autori che li inventano
    . . .

    @SERAPHIMON Si, anche se li trovo sempre molto molto riassuntivi. Per non parlare dell'italiano a volte discutibile...vero @kyntaro ?
    1
  • kyntaroRedazione 14 gennaio 2018, 17:44 kyntaro
    BattleTag: kyntaro#2755
    Messaggi: 2779

    Non si smette di giocare quando si diventa vecchi...
    si diventa vecchi quando si smette di giocare!
    #3
    Per non parlare dell'italiano a volte discutibile...vero @kyntaro ?

    Sì alcuni sono abbastanza deliranti :D Poi il fatto di leggere la storia in blocco amplifica molto le storture, ma tant'è...siamo qui per questo (angel)
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