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    «Il sole illumina i miei passi!»
    – Kael'thas


    Kael'thas Solealto è stato l'ultimo Principe di Quel'thalas e monarca legittimato dal sangue reale. Arcimago e membro del Consiglio dei Sei di Dalaran, ha dedicato gran parte della sua vita alle vie della magia arcana, piuttosto che alla preparazione per il comando del proprio regno.

    Suo padre, Re Anasterian, era un modello per il figlio, nonostante le loro opinioni spesso non convergessero. Kael'thas era convinto che elfi e umani fossero destinati a prosperare sotto la bandiera dell'Alleanza, a differenza del padre che la considerava solo un patto di comodo per i regni umani e nanici.

    Durante la propria permanenza a Dalaran, il Principe assistette e partecipò a diversi avvenimenti che determinarono la storia di Azeroth, come ad esempio l'assalto dei cavalieri della morte di Gul'dan e il furto dell'occhio di Dalaran. In questa città, Kael'thas si innamorò per la prima volta, di una giovane maga apprendista di Antonidas il cui nome era Jaina Marefiero. Più volte accennò il suo interesse alla dama, ma il cuore dell'umana era già stato catturato dal Principe Arthas Menethil.

    Quando la notizia dell'invasione di Quel'thalas da parte del Flagello arrivò a Dalaran, era troppo tardi: Lunargenta era stata distrutta, il Pozzo Solare corrotto e Re Anasterian morto per mano di Arthas, nel disperato tentativo di salvare la propria patria. Gli elfi erano stati massacrati e i pochi sopravvissuti erano ancora braccati dal Flagello. Kael'thas fu distrutto dalle terribili notizie e abbandonò Dalaran per salvare quel poco che restava della sua gente e della sua terra.

    Arrivato a Quel'thalas, organizzò la resistenza degli elfi insieme a Lor'themar Theron, che aveva guidato i sopravvissuti fino al suo arrivo. Uno dei problemi più pressanti, oltre al Flagello, era la corruzione del Pozzo Solare, che, legato al destino di Quel'thalas, stava cominciando ad avvelenare la poca terra che non era stata toccata dai non morti e a corrompere gli elfi. Non rimaneva che una soluzione: distruggerlo.

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    Il Principe, insieme ai maghi più potenti rimasti, distrusse la fonte magica che aveva fatto prosperare gli elfi per millenni e che ora minacciava il loro futuro. Il Pozzo si spense in una spettacolare esplosione e tutto quel che ne rimase furono tre cristalli usati per il rituale, le Sfere Verdeggianti, che da allora divennero un simbolo del Principe Kael'thas. In realtà, l'essenza del Pozzo Solare non era sparita, ma la sua presenza si sarebbe manifestata anni dopo in una forma inaspettata, l'umana Anveena.

    L'assenza del Pozzo Solare lasciò la maggior parte degli elfi deboli, in modo minore ma non dissimile dagli Orchi alla fine della Seconda Guerra, e con una costante fame di magia. Ritornato da Quel'danas, Kael'thas dichiarò che d'ora in poi gli elfi di Quel'thalas si sarebbero chiamati sin'dorei, Elfi del Sangue, in onore dei loro fratelli e sorelle caduti nell'invasione del Flagello. Inoltre, promise che la loro precedente gloria e patria sarebbe stata restaurata e i caduti vendicati.

    Per mantenere la promessa, il Principe fu costretto ad unirsi alla Nuova Alleanza che era sorta dalle ceneri di Lordaeron, comandata dal Gran Maresciallo Garithos, un cavaliere umano xenofobo con un odio viscerale per gli elfi. Il Gran Maresciallo usò Kael'thas e i sin'dorei per compiti degradanti e ingrati, oppure per missioni che spesso non portavano ad alcun risultato concreto. Proprio durante una di queste spedizioni, una scorta attraverso le foreste di Selvargento, Kael'thas incontrò Maiev e Tyrande, entrambe sulle tracce di Illidan il Traditore.

    Le due aiutarono il Principe a scortare il carico attraverso la regione, in cambio i sin'dorei avrebbero aiutato gli Elfi della Notte a scovare Illidan e i suoi Naga. L'assalto del Flagello alla carovana fu tale che Tyrande venne creduta morta, mentre Maiev continuava la sua caccia grazie all'aiuto di Kael'thas. Una volta rintracciato Illidan, gli elfi del sangue dovettero difendersi nuovamente dal Flagello, mentre Maiev e Malfurion interrompevano il rituale dell'Occhio di Sargeras.

    L'aiuto che Kael'thas prestò agli elfi della notte costò caro e attirò le ire di Garithos, che lasciò al Principe il compito di riparare le difese e gli osservatori di Dalaran, mentre l'esercito dei non-morti avanzava verso di loro. Con pochi uomini e rifornimenti, la missione era destinata al fallimento se non fosse stato per Lady Vashj, una strega Naga, che si offrì di aiutarlo in nome dell'antica discendenza.

    Seppur sospettoso e riluttante, Kael'thas accettò l'offerta e riuscì a creare un avamposto e salvarsi dai continui assalti del Flagello. Nonostante il successo, Garithos condannò Kael'thas e i suoi elfi per tradimento, rei di aver accettato l'aiuto dei Naga. Imprigionati nei sotterranei di Dalaran, Vashj si presentò ancora una volta ad offrire il proprio aiuto, non solo nella fuga, ma anche nella cura della fame di magia che affliggeva i sin'dorei. Kael'thas non poté che accettare.

    Lady Vashj teletrasportò Kael sui resti di Draenor, dove Illidan Grantempesta gli avrebbe fornito una nuova fonte di energia. Qui il principe spiegò i suoi problemi all'elfo della notte, che gli insegnò le tecniche vili per sottrarre energia agli altri esseri al fine di soddisfare la propria dipendenza.

    Kael'thas inviò molte delle sue truppe in patria, alle quali aveva distribuito cristalli di vilmagia, affinché apprendessero le nuove tecniche di Illidan. A Quel'Thalas si stabilì la mano destra di Kael, il Gran Magistro Rommath, che scelse Lor'themar come reggente fino al ritorno del Principe. Durante il soggiorno di Kael'thas nelle Terre Esterne la sua fedeltà ad Illidan diminuì fino a diventare inesistente.

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    L'elfo del sangue stava perdendo la sua sanità mentale e invece di agire per il suo popolo, com'era solito dire, non fece altro che ricercare più potenza fisica e magica. Il principe cadde preda dell'influenza del demone Kil'jaeden durante il suo soggiorno nelle Terre Esterne. Tale era la sua follia che attaccò Forte Tempesta, una fortezza Naaru, facendo sì che i Draenei si confinassero in un'ala di questa nave chiamata "Exodar" e intrappolando un essere di infinita purezza denominato M'uru.

    Quando catturò il Naaru, lo portò nella Piazza dei Lungopasso a Lunargenta, dove gli elfi del sangue gli sottrassero l'energia vitale fin quasi al suo esaurimento. Ottenere energia da un essere così puro implicava anche altre conseguenze, tanto che si diceva che nella mente di coloro che praticavano tali atti risuonasse il rumore di cristalli infranti ora dopo ora. Il popolo sin'dorei fu ingannato dal suo Principe, di cui credevano giuste le intenzioni.

    Quando gli Elfi del sangue si unirono all'Orda, per pura necessità, alcuni avventurieri di questa razza dovettero viaggiare fino alle Terre Esterne per trovare il loro leader. Grande fu la loro sorpresa quando videro che nella città di Shattrath molti di loro si erano uniti alle truppe dei Naaru, vedendo la purezza di questi esseri. La scoperta di tutte le atrocità effettuate dal loro leader sotto lo stendardo della nuova Quel'Thalas fu la molla che fece unire Orda e Alleanza contro di lui e tutto il suo seguito di devastatori. Gli eroi di Azeroth lo affrontarono a Forte Tempesta, dove cantarono vittoria prima del dovuto. Il Principe ebbe infatti modo di riprendersi dalla sua morte.

    Dopo la sconfitta, l'elfo del sangue venne resuscitato da Delrissa, una sacerdotessa Shivarra sotto il comando del Signore dei Demoni Kil'jaeden. Al comando del suo padrone, Kael'thas tornò su Azeroth e si stabilì all'interno della roccaforte nella Terrazza dei Magisteri, sulla penisola di Quel'Dalas. Il Principe prese il controllo del Pozzo Solare, sperando di utilizzare l'incredibile fonte di energia per aprire un portale d'accesso al demone.

    Tuttavia, gli stessi eroi che lo avevano sconfitto a Forte Tempesta, uniti nell'Offensiva del Sole Infranto, riuscirono a fermarlo definitivamente, prima che potesse compiere altri danni.
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11 commenti
  • Grevier 07 dicembre 2015, 21:44 Grevier
    Messaggi: 5250

    Bloodborne Platinum
    #1
    «Il sole illumina i miei passi!»
    – Kael'thas

    «E adesso dove vado?»
    – Outlands
    0
  • Andissiel 07 dicembre 2015, 21:46 Andissiel
    BattleTag: Andissiel#2458
    Messaggi: 727

    Forse, lungo il cammino, troverai quello che cerchi
    #2
    2
  • tazeel 08 dicembre 2015, 13:41 tazeel
    BattleTag: tazeel#2894
    Messaggi: 349

    Iscritto il: 13 ottobre 2015, 15:13
    #3
    L'ennesima prova che umani e orchi sono dei razzisti a cui si possono addossare tutte le colpe dell'universo. 0
  • Rokhan 08 dicembre 2015, 15:38 Rokhan
    Messaggi: 13

    Iscritto il: 20 febbraio 2015, 18:36
    #4
    @tazeel perchè gli orchi sarebbero dei razzisti? 0
  • tazeel 08 dicembre 2015, 19:39 tazeel
    BattleTag: tazeel#2894
    Messaggi: 349

    Iscritto il: 13 ottobre 2015, 15:13
    #5
    @Rokhan l'intera vera orda di garrosh mi sembra un buon esempio. 0
  • Rokhan 09 dicembre 2015, 08:02 Rokhan
    Messaggi: 13

    Iscritto il: 20 febbraio 2015, 18:36
    #6
    @tazeel garrosh rappresenta un caso di razzismo isolato cosi come il gran maresciallo garinthos sia umani che orchi non si sono mai fatti problemi ad allearsi con nuove razze, se cosi non fosse non esisterebbero ne l'alleanza ne l'orda 1
  • tazeel 09 dicembre 2015, 14:41 tazeel
    BattleTag: tazeel#2894
    Messaggi: 349

    Iscritto il: 13 ottobre 2015, 15:13
    #7
    @Rokhan si ragionandoci sono stato un pò razzista io stavolta... 1
  • grallenMost Valuable Poster 10 dicembre 2015, 10:14 grallen
    BattleTag: Grallen#2521
    Messaggi: 5728

    Dal caos si crea l'ordine e dell'ordine si genera il caos.
    #8
    ottimo articolo come sempre.

    Bel personaggio il caro principe ed in W3 era certamente un ottimo leader. In TBC vederlo impazzire ed addirittura allearsi con Kil'jaeden fu un vero shock per me.

    E' vero che il tema della pazzia e del voltagabbana in warcraft è normale ma su Kael'thas non me lo aspettavo.

    Tradire tutti per la sete di magia ha distrutto tale personaggio e condannato alla morte non una ma ben due volte.
    0
  • ciccio44 10 dicembre 2015, 16:32 ciccio44
    BattleTag: Attil#2201
    Messaggi: 2335

    “Che può esserci al di sopra di uno che è al di sopra della fortuna?”
    #9
    @grallen dopo Illidan inizio a prendere TBC con grosse pinze riguardo a tutto -.-

    Cavolo lo adoravo in WC3 ahah
    0
  • SERAPHIMON 14 dicembre 2015, 13:21 SERAPHIMON
    BattleTag: SERAPHIMON#2969
    Messaggi: 1564

    Iscritto il: 25 ottobre 2013, 21:43
    #10
    Non si può guardare il sole troppo a lungo senza rimanerne accecati (cit) 0
  • TartyMost Valuable Poster 29 dicembre 2015, 13:05 Tarty
    BattleTag: Tatyanna#2538
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    Shaman Draenei - Runetotem
    Troll dell'Alleanza nonchè regina di cazzate
    #11
    In un paio di illustrazioni però sembra troppo una donna... 2
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