• Siamo alla terza settimana di gioco. Nonostante in vetta ci siano più clan, la situazione inizia lentamente a delinearsi. Nella Serie C il primo posto è dei Karpa Crew e della Decima eSports; nella Serie B prevale su tutti il team Blue Crest del clan Element Punk. Solo nella Serie A non vi è ancora una situazione chiara su chi giocherà i Playoff di fine stagione. Se i Knights of Redemption guidano la classifica assieme al team AiR, gli altri due accessi alle fasi finali del torneo sono contesi da ben 4 team. Tra questi, ci sono i Dead or Alive, uno dei clan italiani più vecchi di Starcraft! Oggi vi proponiamo un'intervista al capitano del primo team, Alessandro "SadRay", che ci dice la sua sull'andamento del torneo.



    Salve Alessandro, presentati a chi non ti conosce: chi sei e che ruolo hai nel clan DoA?
    Salve a tutti, io sono Alessandro Rosti, dottore in filosofia, ed in-game mi chiamo SadRay. Attualmente sono ufficiale del clan Dead or Alive, e capitano di uno dei suoi team: gli Avengers che militano nella serie A dell'ICC di quest'anno.

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    Parliamo dell'ICC: al momento il tuo team non ha ancora portato una vittoria se non quella a tavolino contro i TES, ritirati dal torneo. La prossima sfida è contro gli HsDL. Te la senti di fare un pronostico?
    Abbiamo perso la prima partita, sì, però va detto che è stata giocata sul filo del rasoio vedendoci sconfitti per 4 a 3. Per il pronostico: assolutamente no. Sono molto molto superstizioso, quindi auguro buona fortuna ai miei avversari ma non mi azzardo dire altro.

    La classifica alla terza giornata è totalmente aperta: ci sono 4 team a pari punti, tra cui il tuo. Pensi che la tua squadra riuscirà a farsi valere e conquistare un posto per i playoff?
    L'andamento del torneo quest'anno è molto difficile da prevedere perché ci sono molte squadre valide, ma l'auto-esclusione dei TES ha eliminato lo scontato vincitore. Sono convinto che se stiamo concentrati saremo in grado di raggiungere i playoff. Poi solo la storia saprà dirmi se ho ragione o meno!

    Pensi che il formato all-kill, fortemente voluto dalla maggior parte dei team di serie A, sia quello più adatto a sancire il team italiano più forte?
    Ecco, io su questo argomento mi discosto grandemente dall'opinione che sembra essere la più diffusa. L'all-kill è un formato spettacolare e sicuramente molto divertente da seguire per gli spettatori, però non credo affatto che sia il metodo più adatto per definire quale sia la squadra più forte. L'all-kill, a parer mio, va a definire chi sia il singolo più forte schierato, non di certo il team. Il formato bo3 a cui eravamo abituati, a mio parere ovviamente, era un metodo più adatto al gameplay di Starcraft. Ad ogni modo il mio punto di vista (che condivido con il capitano dell'altro team DoA in serie A CreziTauron) sembra essere davvero isolato, quindi ci siamo adeguati al volere della maggioranza.

    (ndr. Il formato all-kill prevede che ogni team schieri inizialmente un solo giocatore, che continuerà a giocare contro gli avversari fino a che non viene sconfitto o fino a che non elimina cinque giocatori di fila)

    Pensi che l'utilizzo di formati come l'all-kill e la creazione di eventi che puntino sulla "spettacolarità" delle partite e sul divertimento di chi segue possano essere utili per riaccendere i riflettori su Starcraft in Italia?
    Forse.Tutto ciò che è spettacolo è business, che si tratti di leoni e gladiatori o di giocatori di calcio. Starcraft a mio parere è un gioco spettacolare di per sé, tanto da attirare anche spettatori non "legati" al gioco vero e proprio. Secondo me il problema non riguarda il formato dei tornei o la pubblicità ad eventi particolari, bensì il gioco in sé, che, specialmente in italia, non è affatto conosciuto.

    Secondo te quindi, il problema del lento declino di Starcraft in Italia è il fatto che il gioco è poco conosciuto. Cosa si dovrebbe fare secondo te? Anche Blizzard dovrebbe intervenire?
    È ovvio che Blizzard dovrebbe intervenire, magari pubblicizzando un po' di più Starcraft anche a chi per ora non ci gioca. Non credo ci sia questa intenzione: probabilmente gli esperti di marketing non credono che Starcraft sia un gioco adatto alla "massa" come possono essere i giochi adattabili per consolle. Questo è indubbiamente vero per il lato attivo: giocare a Starcraft ruba moltissimo tempo ai giocatori, e non c'è posto per i giocatori occasionali. Tuttavia non credo si possa fare lo stesso discorso per il lato passivo, di chi segue i giocatori più bravi ed i tornei di alto livello. Io credo che la Korea non sia un caso così isolato e che se Starcraft fosse proposto a tutti come sport mentale, come lo sono gli scacchi ad esempio, troverebbe anche in Italia un bacino di utenza enorme. In fondo siamo nel paese dove le distrazioni hanno un valore molto maggiore dei doveri civili per i singoli.

    Grazie per il tempo messo a disposizione! C'è un saluto od un ultimo commento che vorresti fare?
    Voglio salutare tutti i componenti dei DoA, dagli ufficiali agli ultimi entrati... e la mia mamma! Spero che in tutti i clan si respiri l'aria scanzonata e familiare, ma anche competitiva e "feroce" all'occorrenza di cui godiamo noi, perché è proprio l'esistenza dei clan che rende Starcraft qualcosa di molto più importante di un mero videogioco. Buona fortuna a tutti!
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