• In un villaggio vichingo abitavano tre gioviali eroi, molto noti tra i loro concittadini. Erik, Baleog e Olaf, questi i loro nomi, discendevano da una buona famiglia di guerrieri ed erano i migliori del loro lignaggio.

    Genio della tattica e autoproclamato leader del gruppo, Erik era un vichingo conosciuto soprattutto per la sua intelligenza e arguzia, oltre che per la sua velocità. Al contrario, Baleog era noto per il suo enorme ego, che gli imponeva di essere sempre al centro dell'attenzione. Il suo carattere veniva tollerato perché si trattava comunque di uno dei migliori vichinghi in circolazione, implacabile nella lotta da mischia e un temibile nemico per qualsiasi avversario.

    Suo fratello Olaf, era molto più affabile, sempre in cerca di buon cibo o di una bella dormita. Quando arrivava il momento della lotta, il robusto vichingo era sempre il primo ad entrare in battaglia ponendosi davanti ai suoi fratelli. La sua imponente presenza lo rendeva indispensabile per il gruppo.

    Una notte, durante il festival autunnale del raccolto, dove si svolgevano diverse gare per misurare il valore e la degna maestria di un vichingo, un collezionista intergalattico chiamato Tomator fece la sua comparsa nei cieli che sovrastano il villaggio. Giunto sul posto grazie a un vortice aperto nello spazio temporale, l’alieno stava cercando degli esemplari da aggiungere alla collezione del suo zoo privato. Olaf, Erik e Baleog, che al termine dei festeggiamenti si stavano dirigendo verso le loro capanne vantandosi delle prodezze appena compiute, non percepirono minimamente il misterioso oggetto fluttuante nel cielo.

    Dopo un paio di calcoli effettuati dal computer della nave di Tomator, il sistema di intelligenza artificiale aveva selezionato questi vichinghi come esemplari da catturare. Una volta presi prigionieri Olaf, Erik e Baleog direttamente dalle loro case, Tomator portò fuori orbita la nave. Quando i Vichinghi si ritrovarono rinchiusi al suo interno, iniziarono a discutere tra loro per cercare di capire come erano arrivati lì.

    «Uh, ragazzi? Ho un brutto presentimento...», disse Erik, richiamando l'attenzione dei suoi fratelli.
    Poco dopo aggiunse: «Dobbiamo raggiungere insieme l'uscita per fuggire».
    «Che cosa ci facciamo qui?», chiese Baleog.
    «Non lo so», rispose Olaf.
    «Ragazzi state zitti e seguitemi», li interruppe Erik mentre osservava un portale aperto davanti a loro.


    Dopo aver attraversato il portale, si ritrovarono in un altro luogo con un aspetto diverso da quello della nave o del loro villaggio, con specie sconosciute e altri nemici. Utilizzando gli strani vortici che permettevano di trasportarsi attraverso lo spazio e il tempo, i vichinghi tentarono la fuga dalla nave aliena per ritrovarsi sulla Terra in epoca preistorica.

    Combatterono con dinosauri e uomini delle caverne e riuscirono a raggiungere un altro portale che li spedì prima nell'antico Egitto, poi in una moderna fattoria e ancora in una specie di mondo delle meraviglie, dove le leggi della fisica sembravano alterate. Facendosi strada attraverso questi luoghi bizzarri, Erik, Baleog e Olaf si ritrovarono ancora una volta sulla nave aliena, dove c'era ad attenderli l'imperatore intergalattico Tomator.

    «Grrr, voi tre mi avete provocato un costante mal di testa da quando vi ho portato a bordo!», sbottò Tomator.
    «Questo significa che possiamo andare a casa?», chiese Olaf.
    «Uhm, va bene», rispose in un primo momento l'alieno, prima di urlare: «No!!!».
    «Adesso non vedo l'ora di picchiare questo alieno!», replicò minaccioso Erik.
    «Beh, mi piacerebbe rimanere a chiacchierare, ma ho cose cattive e meschine da fare. Divertitevi. Ha Ha Ha!!!», disse Tomator prima di darsela a gambe.


    «Accidenti! Ci siamo andati vicino!», commentò Baleog.
    «Ora saltiamo in quel vortice temporale e andiamocene di qui una volta per tutte», sbottò Erik.
    «Aspetta. Credo di poter pilotare questa nave», lo bloccò Olaf.
    «Niente da fare, Olaf! Riesci a malapena a manovrare il tuo scudo», replicò Erik.
    «Fidati di me. Mi limiterò a girare questa manopola... capovolgere l'interruttore... e premere questo tasto», insistette Olaf mentre armeggiava con i comandi.
    Dopo pochi istanti si sente l'annuncio: «È stata avviata la sequenza di autodistruzione, 5 secondi all'autodistruzione».
    «Ragazzi, credo che dovremmo prendere la porta del tempo», cedette Olaf di fronte all'evidenza.
    «Buona idea. Andiamo!», confermò Erik.


    Una volta attraversato il portale, Erik, Olaf e Baleog si ritrovarono in una foresta dall'aspetto familiare. I tre vichinghi infine avevano fatto ritorno nel villaggio, dove trovarono ad accoglierli le proprie famiglie. Ricominciarono a condurre la loro vita, felice e tranquilla, convinti finalmente di poter riposare in pace. Non avevano fatto i conti con il vendicativo collezionista intergalattico che, adirato per la fuga delle sue prede, si era subito messo in viaggio per catturare di nuovo i tre eroi. I Vichinghi stavano tornando a casa dopo un buona mattinata passata a pescare, quando la nave di Tomator si collocò sopra di loro teletrasportandoli al suo interno.

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    L'imperatore intergalattico incaricò una guardia robotica di condurre i tre vichinghi nell'arena, ma un'improvvisa mancanza di corrente fece rimanere senza energia elettrica il cyborg. Erik, Baleog e Olaf approfittarono del momento e si equipaggiarono con le parti che riuscirono a smontare dal guardiano. Con tali armi riuscirono a farsi strada sulla nave e ad attraversare i vari vortici che li catapultarono in diverse zone dello spazio-tempo.

    In questi viaggi fecero amicizia con un lupo dal folto pelo di nome Fang, che continuamente scambiavano per un animale diverso, e un drago di nome Scorch. Tutti e cinque proseguirono insieme, al fine di trovare la via del ritorno a casa, fino a quando non riuscirono a trovare Tomator al posto di comando della nave. I vichinghi si erano prefissati di eliminarlo una volta per tutte ma non poterono fare molto quando, una volta sconfitto il nemico, scoprirono la vera identità dell'alieno. Era solo un ragazzino di nome Tommy, nascosto all'interno di una tuta robotica.

    «È il moccioso!», esordì Erik.
    «Prendiamolo!», replicò Baleog.
    «Andiamo ragazzi, non fatemi male, per favore. Volevo solo divertirmi un po’», piagnucolò il ragazzino.
    «Vuoi dire che rapirci faceva parte del tuo gioco?», chiese Erik.
    «I videogiochi di oggi sono così noiosi. Volevo giocare a qualcosa che fosse un po’ più interattivo», biascicò Tommy.
    «Ti mostrerò io l’interattività, tu piccolo...», disse tra i denti Baleog, pronto a scattare in avanti.


    A fermare il vichingo fu la voce della madre di Tommy, quando una delle porte della nave si aprì improvvisamente. I Vichinghi, subito in allerta, si resero conto che i giochi erano cambiati. Il ragazzino, sgridato dai genitori per aver giocato nuovamente con lo spazio tempo, fu spedito a letto senza cena con la promessa di lasciare i tre Vichinghi in pace. La madre e il padre del bambino si preoccuparono di teletrasportare i Vichinghi e i loro due nuovi amici a casa. Da quel giorno i tre eroi non seppero più nulla di Tommy. Quel che è certo è che avevano vissuto una bella avventura a cui ne sarebbero seguite tante altre, dal momento che, volontariamente o incautamente, i tre Vichinghi si ritrovarono ben presto nel vortice del Nexus.

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3 commenti
  • ciccio44 23 maggio 2015, 03:33 ciccio44
    BattleTag: Attil#2201
    Messaggi: 2339

    “Che può esserci al di sopra di uno che è al di sopra della fortuna?”
    #1
    Molto carina la storia dei 3 Vichinghi (anche se non fan per me come gameplay, almeno per ora rofl).

    Grazie @Meriel !!
    2
  • VylneronRedazione 23 maggio 2015, 15:12 Vylneron
    BattleTag: Vylneron#2606
    Messaggi: 852

    HOTS Player
    Tom's Hardware Gamers
    www.twitch.tv/vylneron
    #2
    Grazie mille per la storia! E' stato davvero interessante leggerla.
    Personalmente non li ho mai provati, ma a breve credo che ci farò un pensierino :good:
    0
  • RockWolf 23 maggio 2015, 20:08 RockWolf
    Messaggi: 26

    Iscritto il: 15 maggio 2015, 14:34
    #3
    Fantastici, sono i migliori. rofl
    Gioco spettacolare stragiocato per SNES, lo consiglio a tutti, assolutamente. :good:
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