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    L'articolo contiene riflessioni personali e segue la politica sugli articoli d'opinione di BattleCraft.

    Voglio tornare a parlare del Tour Stop dell’HCT Varese, perché la scorsa settimana una voce autorevole è scesa in campo, quella di Stefano “Zhydaris” Cozzi, e chi frequenta il mondo esport da abbastanza tempo avrà riconosciuto subito quel nome.

    Stefano è stato per molto tempo Community Manager per Blizzard e anche per Riot Games, e giovedì scorso ha pubblicato sulla sua pagina facebook un lungo post che serviva a introdurre un documento in cui fornisce il suo feedback in qualità di spettatore dell’evento in streaming. Io stesso sono stato contattato da Stefano che molto gentilmente mi ha fatto qualche domanda sull’evento.

    Vi lascio i link per poter leggere tutto, perché ne voglio parlare in dettaglio:


    Come avete potuto leggere quella di Zhydaris è una critica analitica e cristallina che ha ben evidenziato i punti deboli dell’evento, a cominciare dall’allestimento della location ai problemi della trasmissione in diretta. I fatti esposti corrispondono a verità e posso confermarlo, ma c’è una particolare parte del suo discorso che mi ha colpito più di altre e su cui voglio soffermarmi.

    C’è un elemento in particolare che mi preoccupa e che sta diventando un problema endemico dell’ambiente: il voler parlare bene a tutti i costi di tutto ciò che viene fatto in Italia relativo agli esport per promuoverne la crescita.
    È una discussione che ho visto svariate volte sulle pagine dei miei contatti di Facebook, e l’ho sempre trovata molto interessante: ho questa sensazione che tutti coloro che lavorano / collaborano / seguono gli esport abbiano la tendenza a elargire grandi pacche sulle spalle e parlare a profusione della potenzialità degli esport, la crescita vertiginosa degli esport, il fascino del mercato degli esport, e chi più ne ha più ne metta. E vedo queste persone condividere video, articoli, reportage, tutti relativi a qualsivoglia evento o incontro del settore.


    Queste parole mi coinvolgono in prima persona, perchè anche io ho scritto un mio resoconto dell’evento, nel quale non mi sono sprecato sulle lodi, e la riflessione di Zhydaris mi ha indotto ad un esame di coscienza per chiedermi se le parole che avevo scritto potessero veramente essere di beneficio per la comunità competitiva di Hearthstone.

    La conclusione a cui sono arrivato è che in me c’è la volontà di far percepire al pubblico italiano le grandi e reali potenzialità dell’esport, intensificata dalla povertà del dibattito pubblico italiano, che la maggior parte delle volte si fossilizza sulla domanda "ma i videogiochi sono sport?" ignorando i contesti reali. In un clima del genere è quasi naturale avere la voglia di dimostrare il contrario, però è anche vero che non bisogna esagerare e il monito che abbiamo ricevuto da Stefano deve spronarci a trovare la giusta via di mezzo.

    Dunque dopo aver riflettuto ho deciso di ripropormi la domanda “l’HCT Varese è stato un successo e un fallimento?” e la mia risposta è divisa in due punti:

    • Dal punto di vista dell’immagine pubblica che l’Italia ha proposto al pubblico estero, abbiamo fatto una pessima prima impressione, che ci marchierà per mesi, se non anni, anche se dessimo successive prove del valore organizzativo italiano
    • Dal punto di vista della partecipazione attiva all’evento però ho un’altra opinione: anche adesso sono convinto che la comunità competitiva italiana abbia beneficiato enormemente da questo evento, ed è la comunità che tiene vivo l’interesse per un prodotto a spingere poi gli investitori a spendere i loro soldi, non il contrario.

    Voglio concludere questa mia riflessione invitando la parte più coinvolta di Hearthstone, giocatori e organizzatori di eventi, ad aprire un dibattito e ad avviare la stessa autoanalisi critica che ho fatto io. Cosa vogliamo fare per far davvero crescere l’esport in Italia? Quale ruolo devono avere i suoi promotori? Come deve essere fornito il giusto feedback?
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3 commenti
  • Nala 25 luglio 2018, 09:22 Nala
    BattleTag: Nalarian#2335
    Messaggi: 576

    Iscritto il: 08 novembre 2013, 17:50
    #1
    E' un discorso più articolato di quanto si pensi a mio avviso.
    Se si vuole far crescere questo mondo nel nostro paese occorre pubblicizzarlo ed incentivarlo, facendogli perdere la visione "nerd" che tante persone ancora hanno.
    Purtroppo in Italia è tutto calcio, calcio e calcio... la maggior parte delle persone non parla di altro, se restiamo solo sul punto di vista "competitivo", ed è quindi molto difficile inserire altre idee se fin da piccoli si è inculcata l'idea che al mondo non esiste altro che il pallone.
    Da qualche anno però le cose stanno cambiando fortunatamente, un po di tempo fa mi era balenata in mente l'idea che sarebbe stato bello aprire un posto dove trovarsi e giocare, magari bevendosi una birra in compagnia e guardando tornei e streaming vari su tv invece che le solite partite (chiamati esports bar adesso), cosa che ormai nelle grandi città è esplosa da un po di tempo e da qualche mese è apparso anche nella mia.
    Come ho detto prima è una mentalità tramandata dalle generazioni e secondo me prima di vederla volare occorrerà aspettare il ricambio generazionale, quando i nostri figli (che magari qualcuno di voi ha già) vedranno che ci sono anche altre possibilità se si parla di "scena competitiva", poi sicuramente la decisione starà a loro.
    Non conosco le problematiche sorte a Varese e che andrebbero prese da un punto di vista oggettivo se erano problemi tecnici, posso però capire e condividere l'atteggiamento di "difendere" ed elogiare (a volte magari troppo entusiasticamente) gli esports: che la gente si è rotta i c*****ni e ha voglia di cambiare.
    1
  • NunDio 25 luglio 2018, 16:09 NunDio
    BattleTag: NunDio#2349
    Messaggi: 668

    So che dice iscritto da marzo 2016 ma in realtà sono attivo dalla fine di aprile 2017 :)
    #2
    TL;DR : non so cosa dire dell'evento di varese ma spero che la scena esport rimanga piccola e circoscritta agli appassionati per evitare le brutture degli sport veri e propri.

    Io non so cosa dire sull'evento, non ci sono stato, e non ho le conoscenze adatte a parlare dell'argomento esport in italia, quindi la mia è: non lo so.

    Ma ribadisco ciò che ho già detto tempo fa e cioè che spero che questo mondo rimanga il più circoscritto possibile a noi appassionati e non sfoci nel mainstream e nella fama generalizzata.

    Recentemente sono stato ad un fireside gathering in un paese in provincia di parma, c'erano anche poly e tatillo e una trentina di ragazzi con cui abbiamo fatto un torneo, ci siamo conosciuti e fatti quattro risate, molti di loro ora sono nella mia lista amici su battle.net.

    QUESTO, è tutto ciò che chiedo per un gioco online.

    Tutto quello che gira intorno a sport come il calcio, ovvero scommesse, cose che finiscono in -opoli, corruzione, schifo, disonestà, riflettori, soldi a non finire che fanno solo male...non li voglio anche qui, nel mio mondo :) che mi sono strenuamente difeso per anni anche quando mi davano dello sfigato per il tempo passato davanti a un pc.
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  • kìllìan 30 luglio 2018, 13:50 kìllìan
    Messaggi: 39

    Iscritto il: 10 aprile 2017, 13:54
    #3
    il boom del fenomeno e degli introiti gira intorno allo streaming, è stata la crescita dei singoli a spingere il progetto e sport con sponsorizzazioni da twitch youtube e dalle donazioni.

    i nostri streamer parlando in italiano(colpa della scolarizzazione lacunosa del sistema italico) hanno avuto una crescita "ridicola" rispetto ai big, senza qualche "cavallo da tiro" a trainare il movimento non si è avvertito il fenomeno e sport come un progetto vincente ma come l'ennesima bambinata, in italia poi investire in progetti poco "sicuri" è una prassi inusuale a dir poco.
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