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    «Io sono una maga, e io proteggerò il mondo, se gli arcanisti non lo faranno.»
    —Li-Ming

    Gli abitanti di Sanctuarium sanno, con loro grande disappunto, quanto maghi e caos spesso arrivino di pari passo. Pur comprendendo perfettamente le preoccupazioni della gente comune, Li-Ming non si è mai pentita della scia di distruzione che è solita lasciarsi alle spalle. La giovane si diletta a lanciare incantesimi devastanti a distanza e teletrasportarsi subito dopo per contrastare i contrattacchi nemici. Se anche i più incauti sono portati a temere questo tipo di potere, al contrario Li-Ming domina le forze arcane dell'universo con una sicurezza e capacità senza pari.

    Nata a Xiansai, Li-Ming fu portata al Santuario degli Yshari dall'incantatrice Isendra all'età di 7 anni. Valthek, gran consigliere dei Vizjerei e sommo arcanista di quel luogo, la prese come sua discepola personale, dopo averla scoperta a curiosare negli archivi proibiti e imparare magie pericolose. Fin dal primo giorno in cui la vide, Isendra ebbe modo di ritenere che il mago prodigioso di cui parlava un'antica profezia fosse proprio Li-Ming.

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    Come Isendra, anche Li-Ming non tenne conto dei consigli che le diedero riguardo all'uso dei propri poteri al di fuori del santuario. La giovane si rifiutò di trascurare i bisogni della gente di Caldeum e all'età di 16 anni salvò la città di Lut Bahadur dalla siccità facendo tornare l'acqua. Tuttavia, i clan dei maghi rivolsero la loro attenzione su Isendra, pensando che stesse influenzando negativamente Li-Ming.

    A 19 anni Li-Ming scoprì il corpo mutilato di Isendra nel deserto orientale. Dopo aver interrogato Valthek, giunse alla conclusione che la strega era morta in modo innaturale ed infine si confrontò con il suo maestro su quello che era accaduto. Anche se cercò di trattenere Li-Ming, Valthek finì per lasciare il santuario dopo essere stato facilmente superato in combattimento dalla maga, per via dei segreti che la giovane aveva appreso.

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    Tempo dopo, Li-Ming si convinse che il suo destino era quello di porre fine alle armate infernali e per questo motivo partì per Nuova Tristram inseguendo la stella caduta.

    "Mi chiamo Li-Ming. E non sono una ragazzina. Sono una maga."

    "Parole grosse," dissi. Non fu facile nascondere la mia ilarità quando la ragazzina si definì una maga, un titolo riservato ai più grandi e famosi arcanisti della storia; un titolo che incuteva paura nella gente comune e che perfino gli adepti nelle arti arcane pronunciavano con timore.

    "Non sono solo parole," disse Li-Ming minacciosa.

    Alzai una mano per calmarla. "Dunque dimostramelo."

    Avevo appena finito di parlare, quando una violenta raffica di vento colpì la mia scrivania, facendo volare via pergamene, libri, boccette d'inchiostro e altre cianfrusaglie che caddero sul pavimento in una pila confusa. La mia espressione non mutò, e la ragazzina l'interpretò come l'invito a fare di più. Li-Ming spalancò le braccia, e dai palmi delle mani rivolti verso l'alto scaturirono colonne di fiamme che si innalzarono esplodendo verso il soffitto; l'aria arroventata le scompigliò violentemente i capelli, e nei suoi occhi bruni si riflettevano le fiamme.

    Mi strinsi nelle spalle. "Un trucco da baraccone."

    Li-Ming serrò la mascella, frustrata. Chiuse le mani e le fiamme scomparvero, malgrado l'aria arroventata continuasse a tremolare nella stanza. Con un altro movimento del braccio fece apparire nastri di energia rossa e arancione che guizzavano e si contorcevano come serpenti al centro della mia scrivania. Fece ondeggiare nuovamente il braccio, e file di libri uscirono dagli scaffali e oscillarono nell'aria. Li fece fluttuare finché non formarono una linea che attraversava la stanza, e quindi ruotare intorno a sé come in un vortice. Infine si posarono a terra, uno a uno, e andarono a comporre un trono sul quale la fanciulla si sedette, proprio di fronte a me.

    Li-Ming alzò un sopracciglio, e io risposi con un applauso lento e misurato.

    Qui potete leggere il racconto completo dal titolo "Favilla", scritto da Michael Chu e dedicato a Li-Ming, di cui vi abbiamo proposto un estratto qui sopra.
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    «Una volta ero la preda, ora sono la cacciatrice».
    - Valla

    Valla, la Cacciatrice di Demoni, era una ragazza umana nata e cresciuta nella Marca Occidentale. Dopo aver perso tutta la sua famiglia per colpa dell'invasione demoniaca, la follia e la disperazione ebbero il sopravvento, fino a quando non incontrò altre persone come lei, i cacciatori di demoni, che la trasformarono in un'arma vivente il cui unico scopo era la vendetta.

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    La creazione dell'ordine dei cacciatori di demoni è piuttosto recente. Durante l'invasione demoniaca di Sanctuarium, vennero bruciate molte città e furono uccise tante persone. I sopravvissuti alla strage rimasero segnati per tutta la vita, ma coloro abbastanza forti da riprendersi decisero di vendicarsi per ottenere giustizia. Nacquero così i cacciatori di demoni. I componenti dell'ordine sono relativamente pochi, non più di qualche centinaio di persone, accomunate dallo stesso obiettivo di sterminare tutti i demoni dalla faccia di Sanctuarium. Si tratta di tutti quelli che sono stati in grado di vincere la paura, gli stessi che possono sopravvivere alla corruzione demoniaca che ha offuscato il giudizio di chiunque altro. Con un rigoroso allenamento, i cacciatori migliorano giorno dopo giorno, diventando sempre più forti, mentre cercano di gestire il loro odio attraverso la disciplina. Le loro anime sono oscurate dal desiderio di vendetta. L'unica speranza che li sostiene è la possibilità che le loro azioni servano a salvare delle vite. Anche se perseguono una nobile causa, tante persone pensano che i cacciatori non siano meglio degli stessi demoni che combattono. Sono in molti a temere che la rabbia che covano dentro un giorno li porterà a danneggiare i loro simili. Attualmente, la maggior parte dell'ordine si trova nelle Terre del Terrore, un luogo dove i cacciatori di demoni possono allenarsi senza doversi preoccupare delle pressioni di una nazione che cerca costantemente di controllarli.

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    Valla era come tanti altri, una dei pochi sopravvissuti all'omicidio di tutta la sua famiglia. Anche sua sorella minore, Halissa, era rimasta in vita dopo il massacro ed era fuggita assieme a lei. Una notte, mentre dormiva rannicchiata con Valla in un nascondiglio vicino al fiume, si era svegliata urlando in preda agli incubi e si era allontanata correndo verso la riva. La ragazzina era scivolata nel fango ed era caduta nell'acqua, che l'aveva trascinata via. Nonostante i suoi sforzi, la sorella maggiore non era riuscita a salvarla. Dopo la sua morte, Valla vagò da sola per il mondo, senza sapere cosa fare fino a quando i cacciatori di demoni non la trovarono. Le fu assegnato prima Josen come mentore e poi Delios come compagno. La ragazza lo reputava rozzo e brusco nei modi, oltre che stupido e imprudente. Si trovava in missione con lui nelle Terre del Terrore quando furono sorpresi da un demone, Draxiel, di cui stavano cercando il nascondiglio. In quell'occasione furono salvati dall'intervento di Josen all'ultimo minuto, che sparò un dardo contro il demone facendolo sparire in un lampo di luce dopo averlo bandito. Nel 1285 Valla, con Josen e altri due cacciatori di demoni, aveva raggiunto le rovine di Rivolungo, una piccola comunità di contadini ora divenuta un villaggio fantasma. Josen lasciò che Valla ricostruisse da sola ciò che era accaduto in quel luogo.

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    La triste realtà era che proprio uno di loro era caduto preda della corruzione demoniaca e ora stava compiendo atti così terribili da rivaleggiare con le stesse creature infernali. Delios, l'ex compagno di Valla, si era scontrato con il demone Valdraxxis in quella città. Era stato in grado di ferirlo, ma alla fine aveva ceduto alla sua corruzione, massacrando da solo gli abitanti di Rivolungo. Il cacciatore aveva poi fatto irruzione in un bordello non lontano da Bramwell. Dopo aver ucciso tutti i presenti, aveva compiuto un altro massacro in una fumeria d'oppio, mietendo quindici vittime con dardi da balestra e colpi d'arma da taglio. Josen disse a Valla che all’alba si sarebbe recato a Bramwell per trovare Delios. La ragazza voleva andare alla ricerca del demone del terrore che aveva corrotto il suo ex compagno, ma Josen rifiutò. Secondo il mentore, non era ancora pronta perciò avrebbe mandato qualcun altro al suo posto. Le disse di rimanere al villaggio per cercare eventuali superstiti e di non preoccuparsi per Delios, perché se ne sarebbe occupato lui stesso. Josen fu presto in grado di rintracciarlo e risolvere il problema, ma al suo ritorno scoprì che Valla aveva disobbedito al suo ordine e ucciso il demone che aveva corrotto il suo ex compagno.

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    Tra i cacciatori si cominciò a mormorare che da lì a sette giorni una stella sarebbe caduta a Tristram, segno che la profezia della Fine dei Giorni stava per compiersi. A Josen era stato richiesto di mandare il suo miglior cacciatore per indagare. Valla si offrì immediatamente come volontaria e si allontanò, senza attendere il parere del suo mentore. Josen non fece nulla per fermarla, se non limitarsi a sorridere.

    Se volete approfondire la storia di Valla e conoscere i dettagli del suo combattimento contro il demone del terrore, trovate qui il racconto completo "La disciplina e l'odio" di Micky Neilson, tratto dal sito ufficiale di Diablo III.
  • Blizzard continua ad espandere il mondo di Sanctuarium, ancora una volta con un racconto inedito pubblicato su Battle.net. "Mezzavalle", scritto da Erik Sabol, non si pone come cronaca di gesta epiche o di riti di iniziazione, ma invece descrive da un punto di vista del tutto nuovo il male che tormenta costantemente Sanctuarium ed i suoi abitanti.

    Il racconto è slegato sia spazialmente che temporalmente dai giochi, quindi non abbiate timore di spoiler. Leggi il racconto Mezzavalle

    La recensione
    Mezzavalle, il luogo che da il nome allo scritto, potrebbe essere ambientato nel Khanduras o vicino a Cuor della Marca, in un'ambientazione cupa molto simile a quella di Tristram.

    L'inizio è brutale e ci catapulta sulla scena di un orrendo crimine perpetrato in un frutteto ai danni di un vecchio contadino. Il soldato Harringer ed un suo misterioso collega stanno discutendo sulle condizioni del corpo, quando sono interrotti da rumori improvvisi. In questo momento il cambio di scena, rapido e quasi impercettibile, ci introduce alla vera protagonista del racconto, Dalya, una ragazzina, ed il suo amico Istanten. I due stanno cercando di recuperare il corpo del vecchio contadino senza farsi scoprire dalle guardie, i loro motivi ancora misteriosi. Non mi dilungo oltre per non togliervi il gusto della lettura.

    Mezzavalle è un racconto atipico che sembra slegato con Sanctuarium, ma in realtà è forse uno di quelli che più ne racconta la vera essenza di questo mondo. Tutta la vicenda è costruita sul mistero dei corpi ed il loro assassino, nonché su di una costante sensazione di orrore e cospirazione che accompagna il lettore per tutta la durata della storia. Molte delle informazioni chiave sono presentate in modo improvviso e quasi noncurante, come se fossero sempre state ovvie, mentre alcuni dettagli fanno solo intuire parte del background della vicenda. Lo stesso finale è ammantato di mistero e non è per nulla chiaro, anche se si posso fare supposizioni più o meno ovvie.

    Personalmente ho trovato il racconto eccezionale, forse il migliore finora scritto sul mondo di Sanctuarium, sia per la trama che per l'ottima narrazione. Ne consiglio caldamente la lettura, non perdetevi questa piccola perla!
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    È passato poco tempo dall'ultimo racconto di Diablo III pubblicato su Battle.net, ma sembra che ci sia ancora molto da raccontare. La nuova storia si chiama "Fratelli di Sangue", è scritta da Scott Brick ed è ambientata a Ivgorod, la fredda patria dei monaci spirituali di Sanctuarium. Il racconto è a sé stante ed autoconclusivo, senza alcuno spoiler per chi non ha ancora giocato a Diablo III: Reaper of Souls.


    Come sempre, la scrittura è di alto livello e la lettura risulta scorrevole sia in lingua originale che nella traduzione in italiano. Globalmente è meno descrittivo de L'orfana e il Gioielliere, ma ciò che perde in questo campo lo recupera in introspezione del personaggio; dopotutto è un racconto sui monaci.

    La storia si apre con Mikulov, protagonista del racconto e monaco iniziato, che sta cercando di trovare l'armonia del proprio essere per superare quella che scopriamo essere la prova di ammissione all'ordine monastico. C'è quindi un rapido cambio di scena, precisamente un flashback, che ci mostra la vita di Mikulov prima della prova e l'affinamento delle sue capacità fino a raggiungere un'armonia sufficiente ad usare l'energia spirituale tipica dei monaci.

    Per mostrarci gran parte delle paure e delle riflessioni del protagonista l'autore usa la tipica figura dell'illusione mentale, questa volta incarnata in un ragazzo che tormentava Mikulov durante l'addestramento e che poi scompare dopo non esser riuscito a superare l'iniziazione prevista dai monaci. Questo espediente potrebbe far storcere il naso alle prime righe, ma una volta finito il racconto, si capisce che è perfettamente integrato nella continuità della vicenda e non solo un mero strumento narrativo.

    Il racconto potrebbe essere null'altro che un ricordo dell'eroe Monaco che usiamo in Diablo III, ma anche se non lo fosse ci fa comunque pensare che il suo passato non sia così diverso da quello narrato. Il racconto merita una lettura, anche solo per ampliare la propria conoscenza di Sanctuarium e dei suoi abitanti.
  • Graffiante sotto la superficie della terra, si annida l’orrore più grande che Sanctuarium abbia mai provato. Personificato nella deforme ed affusolata figura di un fauno ardente a quattro braccia, il Signore del Terrore tesse trame per distruggere gli animi delle creature di superficie e dei loro alti guardiani alati. Diablo non riposa mai.

    La guerra del peccato

    Diablo è il più giovane dei Tre Maligni e i suoi fratelli sono Baal e Mephisto. Fu originato da una delle sette teste del drago Tathamet e per primo uscì dal turbinio di depravazione in quell’antica era del mondo. Vennero definiti Primi Maligni e governarono con crudeltà sull’Inferno Ardente. Nemici per vocazione del Paradiso Celeste, essi condussero le armate di demoni contro gli Angeli, in una battaglia che perdura da tempi remoti, tanto da non poter più dire ove sia iniziata e quando, semmai, potrebbe concludersi.

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    Durante il confronto, Inarius l’Arcangelo decise di tentare l’impossibile, tanta era l’assurdità di quella guerra senza vincitori. Trovò in Lilith, demone figlia di Mephisto e Signora delle Succubi, un essere che condivise le sue convinzioni e finì che i due si innamorarono. Insieme, penetrarono nella Fortezza del Pandemonio e trafugarono la Pietra del Mondo, con la quale Lilith creò il mondo di Sanctuarium affinché potesse ospitare pacificamente Angeli e Demoni che condividevano la loro stessa insofferenza verso la guerra; con il potere della Pietra, Inarius fu inoltre in grado di celare l’esistenza di quel mondo neutrale tanto al Paradiso Celeste quanto all’Inferno Ardente. I rapporti fra i nemici si addolcirono, al punto che nacque e si sviluppò la razza mezzosangue Nephilim, che crebbe esponenzialmente fino a quando Lilith decise di sfruttare i nuovi nati come un esercito. Ella uccise ogni Angelo e Demone di Sanctuarium, lasciando in vita solo il proprio amato.

    Inarius non approvò i piani della compagna e così modificò la Pietra del Mondo affinché rendesse sempre più deboli i Nephilim ad ogni nuova generazione.Questi eventi fecero calare il velo che celava Sanctuarium e Diablo per primo si accorse dell’esistenza di quel mondo, capendo subito le potenzialità delle creature che vi abitavano. Creò il Culto della Triade, affinché irretisse gli abitanti e li convincesse ad aggiungersi all’esercito di demoni. In contrapposizione, gli Angeli crearono la Cattedrale della Luce, così che non tutte le creature soccombessero al male. I Tre rimasero lontani dal Sanctuarium fino a quando Uldyssian ul-Diomed sfidò il potere del Culto e della Cattedrale per liberare il suo mondo da qualsiasi influsso. Diablo lo affrontò direttamente utilizzando dapprima trucchi mentali e visioni per fiaccare il suo animo, ma quando non riuscì a fare breccia tentò di far precipitare l’eroe nel terrore più profondo; Uldyssian dapprima parve cedere, dunque riflesse l’oscuro incantesimo verso Diablo stesso che, incapace di sopportare tutto quel terrore, si diede alla fuga. Mephisto rinnegò il fratello, ritenendo patetico che fosse stato sconfitto dal suo stesso potere, e decise di accordarsi per una tregua con il Paradiso affinché Sanctuarium non fosse più oggetto di contesa fra le due fazioni.

    L’esilio oscuro

    Il rancore portato da Diablo verso Sanctuarium fece sì che il Primo Maligno tentasse immediatamente di stracciare la tregua. Chiamò a sé i servitori più fedeli, Azmodan e Belial ed iniziò ad ordire un complotto all’oscuro dei propri fratelli e del resto dell’Inferno. L’atteggiamento di Diablo, però, non piacque ai suoi servitori che, chiamati altri Maligni Minori, iniziarono una guerra contro il loro padrone per rivendicare la loro libertà. Sorprendentemente sia Baal che Mephisto affiancarono il fratello Diablo nel conflitto, non certo per amore, ma per paura che anche i loro seguaci seguissero l’esempio di Belial e Azmodan, come effettivamente accadde. Non si hanno connotazioni temporali precise, ma il conflitto proseguì attraverso intere ere fino alla sconfitta dei Tre, che vennero esiliati ed imprigionati a Sanctuarium per l’eternità. Disperati, feriti e isolati, i Maligni riuscirono comunque a sfogare la loro depravazione sul mondo che li conteneva. Tyrael, l'Arcangelo della Giustizia, comandò all’ordine di maghi da lui formato, gli Horadrim, di porre fine alle malefatte dei Tre.

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    Diablo fu l’ultimo ad essere catturato e rinchiuso in una sfera magica, seppellita al centro del labirinto sottostante la Cattedrale di Tristram. Lo spirito corruttivo di Diablo riuscì tuttavia a penetrare nella prigione che lo conteneva, infettando gli animi degli accoliti Horadrim così che, nove anni dopo, l'ordine si disperse. Il Primo Maligno rimase dunque imprigionato senza più nessuno che lo sorvegliasse. Attese tempi propizi al suo ritorno, meditando piani per i suoi nemici e architettando la caduta del Paradiso. Diablo non riposa mai.

    Restate con noi per leggere la seconda parte!
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    SPOILER ALERT: Se non avete giocato a Diablo III: Reaper of Souls, questa storia, così come il contenuto della recensione, potrebbe essere fonte di spoiler. Siete stati avvertiti!

    Un nuovo racconto di Diablo III è stato pubblicato su Battle.net e questa volta riguarda Shen l'Avaro. Il racconto, intitolato L'orfana e il gioielliere e scritto da Gavin Jurgens-Fyhrie, è ambientato a Xiansai, la misteriosa isola del nord che sembra essere la casa di una cultura umana simile a quella asiatica.

    Il racconto è scorrevole e di facile lettura e la storia è ambientata a Xiansai, uno dei molti posti di Sanctuarium che non abbiamo ancora visitato nel gioco ma che abbiamo spesso ritrovato come citazioni dai libri di Abd al-Hazir o in oggetti esotici dal potere misterioso. L'isola è talmente isolata che non è stata praticamente toccata da nessuno dei cataclismi e dalle guerre che hanno infuriato per decenni. Ciò non vuol dire che il posto sia pacifico. La regione è in mano alle Dieci Famiglie, un insieme di gilde che hanno il controllo quasi esclusivo su ogni aspetto della vita civile. I Costruttori, ad esempio, vivono e lucrano su case e su appalti di edilizia pubblica. La Decima Famiglia è invece una gilda di ladri, sicari e assassini che prospera grazie alla guerra perenne fra le altre famiglie e una loro novizia, Jia, è la protagonista del racconto.

    Zhuo, la città principale dell'isola, è sempre stata il bastione di queste gilde, ma negli ultimi anni Liang la Spietata, grazie alla sua posizione di Consigliere, è diventata l'effettiva padrona della regione. Jia deve assassinare come prova della sua iniziazione un membro dei Latifondisti. Qualcosa va storto, ed è costretta a ripulire la zona dai testimoni. Qui Shen l'Avaro fa la sua apparizione, ovviamente in modo strambo e inopportuno. In questo capitolo ci mostra alcuni dei suoi poteri che in Diablo III sono solo accennati e intuiti, il tutto condito con una bizzarria e apparente follia che lo contraddistinguono. Shen ha bisogno di un assassino per una sua personale missione e richiede espressamente di Jia. Il risultato di questa missione non sarà affatto scontato, nulla è come sembra.

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    Il racconto è ben scritto e si destreggia molto bene fra parti comiche e drammatiche, in certi punti davvero cariche di emotività. Ritroviamo il solito Shen, con altri indizi sulla sua vera identità. Jia è un personaggio ben sviluppato nonostante la brevità della storia e non è affatto esclusa una sua futura apparizione in gioco grazie alla conclusione aperta. Inoltre, la vicenda è ambientata poco prima di Diablo III, durante il passaggio della stella cadente nei cieli di Sanctuarium e ci viene rivelato che anche Shen ne ha seguito la scia.

    Personalmente credo possa nascondere indizi sul futuro della saga di Diablo. Xiansai non è mai stata descritta fino ad oggi e questo fa sperare per una sua possibile esplorazione futura. Anche il ritorno della figura degli assassini potrebbe essere un assaggio per una reintroduzione della classe, in maniera simile a quanto fatto con il Crociato con Reaper of Souls. Sognare non fa mai male no?

    Vi è piaciuto il racconto? È un presagio del futuro, o solo uno sguardo al passato di Sanctuarium?
  • Abbiamo appreso come Inarius e Lilith hanno creato Sanctuarium ed oggi vediamo, grazie ad un video realizzato da Aralcarim che raccoglie alcuni diari presenti nel gioco, il momento nel quale Mefisto, Baal e Diablo hanno scoperto l'esistenza di questo nuovo mondo.


    "Molto presto ci apriranno il loro mondo, un invito che non possiamo rifiutare!"
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