• Diablo non riposa mai. Per 180 anni pianificò il metodo più efficace per fuggire dalla sua prigione. Nel frattempo, il mondo sopra il Labirinto della Cattedrale mutò: un re straniero, proveniente dall'est, conquistò la regione di Khunduras, ponendo se stesso come sovrano di tutti i popoli e costruendo il proprio palazzo a Tristram. Il suo nome era Leoric.


    Il re venne condotto dal suo consigliere più fidato, Lazarus, arcivescovo della chiesa di Zakarum, nei sotterranei della Cattedrale affinché osservasse le porte del Labirinto. I sussurri oscuri di quel luogo spinsero Leoric a cercare il centro del dedalo, convincendolo che solo un grande tesoro o un potere immenso era degno di tale protezione. Ci vollero mesi prima che qualcuno fosse in grado di condurre il sovrano al centro della struttura. Una pietra magica li fissava e il nero potere in essa contenuto era quasi palpabile. Leoric afferrò la gemma e la frantumò sul pavimento.

    Il Primo Maligno strisciò fuori dai frammenti della Pietra delle Anime, avido di vendetta sebbene indebolito dalla lunga prigionia. Necessitava di un ospite e trovò nel Re il giusto candidato. Gli ci vollero quattro anni di incessante logorio prima che la mente del sovrano fosse totalmente ottenebrata dalla follia. Lazarus aiutò Diablo nella sua impresa e si scoprì che l'arcivescovo era controllato dal potere di Mephisto, divenuto cauto nei secoli di prigionia. Entrambi si trovarono di fronte ad un ostacolo insormontabile: sebbene la mente di Leoric fosse totalmente nelle mani di Diablo, un piccolo frammento di coscienza, impossibile da sradicare, impediva al Maligno di prendere totalmente il controllo del proprio ospite. Disgustato, Diablo abbandonò e maledì Leoric, lasciandolo nella sua pazzia, dando poi ordine a Lazarus di portargli Albrecht, il figlio del re. Il ragazzo fu isolato al centro del Labirinto così che la solitudine rendesse più semplice penetrare nella mente del giovane.

    Aidan, figlio maggiore di Leoric, tornò a Tristram dopo molti anni, trovandola in rovina con il re morto e gli eredi incapaci di regnare. Aidan era un guerriero di grande valore e non esitò a trovare la via attraverso il Labirinto quando seppe che suo fratello era disperso al suo interno. Diablo rimase ammirato della forza del principe e così iniziò a infiltrarsi nella sua mente, sapendo che egli era un ospite ben più appetibile del giovane fratello. Albrecht venne ucciso da Aidan e così Diablo fu confinato nuovamente nella pietra. Il logorio mentale del Primo Maligno aveva però sortito effetto e così il principe si convinse che un male tanto grande poteva essere contenuto non da un manufatto, ma solo da un essere vivente. Incastonò la gemma nera nella sua fronte, dando così pieno controllo a Diablo del suo corpo. Il demone fu finalmente in grado di lasciare Tristram.

    Il ritorno dei Tre


    Diablo viaggiò verso est, attraverso il Deserto di Aranoch fino alla Tomba di Tal Rasha, luogo in cui era stato imprigionato suo fratello Baal. Sul suo cammino distrusse il Monastero dei Ladri, evocò Andariel, un demone minore, affinché bloccasse chiunque cercasse di ostacolarlo e prese Marius, un monaco sopravvissuto, come suo schiavo. Il Primo Maligno giunse all’ultima camera della Tomba e qui venne affrontato dall’Arcangelo Tyrael. Lo scontro tra i due fu cruento, ma la vittoria sembrava decisamente nelle mani dell’angelo. Marius era terrorizzato dall’idea che il suo padrone potesse essere sconfitto e così approfittò del duello per liberare Baal. Tyrael fu così sconfitto dai due Maligni, che decisero di imprigionarlo e di mettere il demone Duriel a guardia delle sue catene e delle sue torture. Diablo e Baal si riunirono a Mephisto a Kurast ed iniziarono un rituale d’evocazione, che avrebbe richiamato la porta dell’Inferno Fiammeggiante. Quando il portale fu completo, Diablo si liberò del suo ospite umano ed assunse la sua forma demoniaca. Entrò da solo, promettendo di portare il terrore nell’Inferno e di riconquistare ciò che un tempo apparteneva ai tre. Baal e Mephisto attesero a Sanctuarium. Ciò che accadde non è del tutto chiaro, ma è certo che ad un certo punto Diablo venne sconfitto ancora una volta e la sua pietra venne frantumata alla Forgia Infernale.

    Attacco al Paradiso


    Si perse ogni traccia del Primo Maligno e i suoi fratelli vennero sconfitti e confinati nella Pietra Nera delle Anime. Tristram riuscì faticosamente a risorgere da quell’era oscura, sebbene le terre fossero ancora appestate in seguito al passaggio dei Tre. Dopo breve tempo, però, Azmodan e Belial attaccarono Sanctuarium, in concomitanza con la caduta di Tyrael. L’Arcangelo, divenuto serafino per sua stessa scelta, guidò un Nephilim e le maghe Leah e Adria all’attacco dei due demoni, che vennero sconfitti e imprigionati nella Pietra Nera. Fu allora che Adria tradì il gruppo, rubando il monile e rivelando a Leah di essere stata l'amante di Diablo e che lei, dunque, non era altro che la figlia del demonio. La madre scelse la ragazza come tramite con il quale evocare Diablo: il rituale lo rese più forte, dandogli il potere dei due fratelli e di altri grandi demoni, e lo trasformò a tutti gli effetti nel Grande Maligno, il demonio più potente di sempre. Con questo rinato potere Diablo attaccò il Paradiso, mostrando agli angeli come il loro potere non fosse più nulla in confronto al suo.
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    Tyrael ed il Nephilim giunsero alla Città Argentea quando la fortezza era ormai caduta. Le guardie sopravvissute informarono i due guerrieri che Diablo voleva distruggere l’Arco di Cristallo, fonte stessa del potere degli angeli. Il Nephilim diede battaglia a Diablo e in un violento scontro riuscì a distruggere la sua forma fisica.

    Il destino finale di Diablo è sconosciuto. I brandelli del suo corpo si sono sparsi per le sale del Paradiso e la sua nera sagoma è precipitata fra le nuvole, lasciando il posto alla Pietra che racchiude ogni Maligno. Sarebbe tuttavia troppo semplice pensare che il Maligno più potente di sempre sia stato esiliato per l'eternità. Nessun luogo potrà mai contenerlo a lungo, nemmeno un nuovo, intricato labirinto scelto da Tyrael affinché il mondo dimentichi e lasci sopito un male tanto grande. La minaccia che egli rappresenta non è svanita. Il male non ha quiete e Diablo... non riposa mai.
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3 commenti
  • Furt 06 giugno 2014, 10:59 Furt
    BattleTag: Furt#1983
    Messaggi: 332

    HotS: Admin Decima eSport - DPS
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    #1
    stupendo! 1
  • Terhalas 06 giugno 2014, 19:23 Terhalas
    BattleTag: Teralas#2492
    Messaggi: 101

    Tutto deve avere la sua giusta fine perché ci sia il suo nuovo inizio.
    #2
    Concordo! Molto ben scritta! Una sola precisazione: come si vede dal minuto 4 di questo video, la pietra dell'anima di Diablo era rossa, non nera. http://www.youtube.com/watch?v=0DWHTc0VcuA Per il resto è veramente un bel racconto dettagliato! 0
  • grallenMost Valuable Poster 08 giugno 2014, 22:14 grallen
    BattleTag: Grallen#2521
    Messaggi: 5728

    Dal caos si crea l'ordine e dell'ordine si genera il caos.
    #3
    Ottimo articolo davvero ben fatto.

    Bisogna proprio dirlo Diablo ha fregato tutti persino tutti i suoi "fratelli" divenendo il Grande Maligno anche se alla fine le ha prese dal Nephilim.
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